Massimiliano Turco – Doppia cattura

Firenze - 06/11/2019 : 07/12/2019

Alla SACI Maidoff Gallery, Massimiliano Turco presenta la sua ricerca artistica incentrata principalmente sul segno e il gesto.

Informazioni

Comunicato stampa

Alla SACI Maidoff Gallery, Massimiliano Turco presenta la sua ricerca artistica incentrata principalmente sul segno e il gesto. L'artista utilizza gli scarti di marmo ritrovati nelle sue passeggiate nelle cave locali come supporto per i suoi disegni.
Applicando le “piccole scariche d’enrgia’ l'artista disegna con l’inchiostro sulla superficie irregolare del marmo – la superficie che dirige e crea la forma e l'intensità dei segni fatti dall'artista. In questo caso il supporto non è inteso come sussidiario, ma diventa il protagonista dell'opera, allo stesso livello del disegno – ‘un piano d’incontro’tra marmo e inchiostro


L’intervento minimo, che l'artista applica sulla superficie marmorea con piccoli e energetici segni, viene rinforzato tramite la ripetizione. L’artista passa lunghe, estenuanti ore a disegnare sul marmo quasi ossessivamente. Il risultato è un mantra – un ritmo ripetitivo che però non gli permette mai di controllare completamente il risultato finale. I due materiali, il marmo e l'inchiostro, diventano come la Doppia Cattura di Deleuze “poiché ciò che ciascuno diviene cambia tanto quanto colui che diviene.”
La nuova serie di lavori di Massimiliano Divenire è sempre molto legata all’atto di segnare. L'artista srotola dei lunghi fogli di carta traslucida ‘au plein air’ nelle cave, permettendo agli agenti atmosferici di interagire liberamente con la carta – creando il disegno con abrasioni, crepe, trasferimenti e pieghe. Il lavoro così creato diventa una performance involontaria e la carta utilizzata inizia a prendere le sembianze del marmo e dell'ambiente circostante. Si verifica ancora una ‘doppia cattura’.










For the November exhibition in SACI’s Maidoff Gallery, Massimiliano Turco presents his artistic research focusing on signs and gestures. He uses leftover and found pieces of marble from the local quarries as supports for his drawings.
With small bursts of energy, the artist draws on the uneven surface of the marble, which direct and create the shapes and intensity of his strokes. The support is no longer subsidiary, but becomes an equal part of the work, on the same level as the drawing – the meeting place between the drawing and the marble. The minimal interference on marble and the short, energetic signs are reinforced by repetition, as the artist obsessively draws on the marble for long, extenuating hours. The result is like a mantra—a repetitive rhythm that never allows him total control over the end results. The two materials, the marble and ink, become like Deleuze’s Double Capture (Doppia Cattura): "'what' it becomes changes no less than ‘that which’ becomes.”
Massimiliano's second series included in the exhibition is also linked to signs. In the works, he unrolls a long sheet of glossy paper ‘au plein air’ in abandoned quarries, letting the paper be moved freely by the wind, a drawing is created at the mercy of the weather—with abrasions, cracks, and creases. The work produced becomes an involuntary performance and the paper begins to look like the marble and the environment that surrounds it, with very few graphic signs made by the artist's hand.