Marisa Albanese – Fuori dal giardino

Napoli - 29/11/2014 : 07/01/2015

L'artista colloca, tra gli arredi della casa-museo di Villa Pignatelli, piu' di 30 opere nate nel corso dei suoi viaggi ed esposte su strutture disegnate dall'architetto Giovanni Francesco Frascino.

Informazioni

  • Luogo: VILLA PIGNATELLI
  • Indirizzo: Riviera Di Chiaia 200 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 29/11/2014 - al 07/01/2015
  • Vernissage: 29/11/2014 ore 11
  • Autori: Marisa Albanese
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 8,30 - 14; martedì chiuso

Comunicato stampa

«Il faut cultiver notre jardin»

«A partire dal Candide di Voltaire nasce il mio viaggio intorno a un mondo, il nostro, molto lontano dall’essere il migliore dei mondi possibili. Leggendo il Candide si rimane colpiti dall’ingenuità del protagonista e dal suo candore, poi, nel corso del romanzo, ci si accorge che forse quella di Candide è l’ingenuità di tutti noi che di fronte ai mali del mondo, ai conflitti che lo attraversano, preferiamo non vedere, sperare nel migliore dei mondi possibili

La conclusione di Voltaire ci fa capire come l’unico modo per ottenere quel mondo migliore sia saper coltivare, aver cura di quella parte di mondo, del giardino, che ci è propria».

Da queste riflessioni Marisa Albanese elabora un progetto che collega il suo viaggio per il mondo a quello di Candide e a quello che compie ogni giorno ognuno di noi. L’artista colloca infatti tra gli arredi di gusto eclettico della casa-museo di Villa Pignatelli più di 30 opere nate nel corso dei suoi viaggi ed esposte su strutture appositamente disegnate dall'architetto Giovanni Francesco Frascino.

Lo sguardo dell’artista mette in evidenza le contraddizioni di un mondo che appare geograficamente come una terra unica ma che di fatto è culturalmente diviso da barriere e confini molto profondi, barriere fisiche ma anche mentali, tracciate da segni e parole che esplodono nella violenza delle guerre contemporanee.

La mostra si apre con l’opera Lame formata dai tre libri sacri delle grandi religioni monoteiste – la Tora, il Vangelo e il Corano, viatico da secoli di tutti i viaggi di evangelizzazione/colonizzazione/conquista – disposti al centro del suggestivo vestibolo circolare.

Nei tavoli-vetrina della piccola saletta che dall’atrio conduce alla sala da ballo, troviamo, accanto a nuovi cicli dei Diariogrammi (disegni segnati dal movimento), alcuni acquerelli pensati in relazione con foto di viaggio.

Nel “Salotto rosso” Marisa Albanese dispone Arcipelago, un gruppo di piccole sculture in bronzo bianco disposte su un grande tavolo. In un angolo della stessa stanza una nuova vetrina contenente il trittico Colpo Mancino integra la simmetria degli altri tre espositori che fanno parte della collezione del Museo.

Nel “Salotto azzurro” tra le fotografie d’epoca con dediche autografe degli illustri frequentatori della Villa e il ritratto giovanile della principessa Rosina Pignatelli, l’artista colloca ritratti in bianco e nero realizzati tra la fine degli anni Settanta e oggi nel corso dei suoi viaggi in Oriente tra Cina, Tailandia, India e Malesia.

Nel “Salotto verde” sono esposti i ritratti fotografici tridimensionali (Giardinieri) di alcuni protagonisti del nostro tempo (Mahatma Gandhi, Rosa Parks e Malala Yousafzai) che hanno dedicato la propria vita a coltivare il “giardino comune”.

Nella veranda destinata a perpetuare la memoria del marito della principessa Rosina – il principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, duca di Monteleone – l’artista espone due opere in marmo, Fioritura e Shot, e colloca l’installazione Who, what, where, when, why: un’imponente struttura percorribile di tre metri d’altezza composta da migliaia di quotidiani impilati.

Nella stanza dell’orchestra quattro gruppi di piccole figure in argilla bianca sono disposte in cieca e brugheliana processione (La parabola dei ciechi, Campo minato, Involved, Erranti).

Il percorso della mostra si conclude nella sala da toletta di gusto pompeiano, con un video (Fault Line) che descrive il risalire in superficie delle bollicine d’aria che sgorgano da una sorgente sottomarina, segni dell’energia dell’attività vulcanica che anima il mondo sommerso.

Fuori dal giardino a Villa Pignatelli vuole essere un confronto diretto con la dimensione domestica della casa-museo. L’esposizione, organizzata dallo Studio Trisorio, è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta.