Mario Scudeletti – Space Losers

Milano - 13/11/2013 : 15/01/2014

Mario Scudeletti ricreerà una sorta di classe nello spazio milanese The Workbench. La mostra comprende diversi lavori dell'artista che variano dalle installazioni alle foto, una rassegna di diverse tecniche che dialogano perfettamente fra di loro.

Informazioni

  • Luogo: THE WORKBENCH
  • Indirizzo: Via Vespri Siciliani 16/4 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/11/2013 - al 15/01/2014
  • Vernissage: 13/11/2013 ore 18.30
  • Autori: Mario Scudeletti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal Lunedì al Venerdì dalle 10:30 alle 19:00 (su appuntamento)
  • Email: infotheworkbench@gmail.com

Comunicato stampa

Mario Scudeletti ricreerà una sorta di classe nello spazio milanese The Workbench.
La mostra comprende diversi lavori dell'artista che variano dalle installazioni alle foto, una rassegna di diverse tecniche che dialogano perfettamente fra di loro, come ad esempio i banchi deformati, un banco fa il giro completo su se stesso, un altro ha una “triste erezione” – come dice il suo titolo –, un altro ancora si è allungato e all’altro capo ha sopra il piano la sedia più grande del maestro, ricoperta di un mucchio di sale grosso non raffinato, e così via

Ogni banco è uno scolaro e al tempo stesso tutti i banchi sono un unico banco, o meglio un unico scolaro, quella di Scudeletti è una sorta di lezione, l’artista si è messo simbolicamente dalla parte dell’insegnante.
Alle pareti “della classe” troviamo poi altre opere. Da un lato abbiamo delle immagini di uno shuttle o astronavi tempestate di piume di uccello disposte secondo una griglia geometrica, dall’altro fogli di carta millimetrata con piume e altri materiali, di nuovo sale e poi frammenti di metallo, terra, cemento e altri materiali.
In una parte dello spazio, è esposto un autoritratto fotografico con una sorta di aureola intorno alla testa – o di fascia come quella di Van Gogh dopo il taglio dell’orecchio – fatta di sale è lui stesso come una sorta di santo del gruppo. È chiaro che questo significa che l’idea di artista che egli ha è quella di un eccentrico e non allineato all’interno del gruppo, del “sistema”, come lo chiama qualcuno, che tende sempre alla “geometria”. Nelle carte millimetrate, per contrasto, per la minuzia con cui ogni piccolo frammento è posizionato minuziosamente nella gabbia geometrica, si può dire che la geometria si trasformi in una sorta di mandala, in un rito in cui la ripetizione è trasfigurata in ascesi, in riscatto, in magia.