Mario Merz Prize. I finalisti – 2a edizione

Torino - 08/03/2017 : 21/05/2017

Mostra collettiva dei 5 finalisti della sezione Arte della seconda edizione del Mario Merz Prize.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE MERZ
  • Indirizzo: Via Limone 24 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 08/03/2017 - al 21/05/2017
  • Vernissage: 08/03/2017 ore 18
  • Autori: Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat, Suha Traboulsi
  • Curatori: Beatrice Merz
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: martedì-domenica 11-19
  • Biglietti: € 6,00 intero, € 3,50 ridotto (visitatori di età compresa tra i 10 e i 26 anni, maggiori di 65 anni, gruppi organizzati min. 10 persone, possessori di Pyou Card) - Gratuito (bambini fino a 10 anni, disabili e accompagnatori, possessori tessera Abbonamento Musei e Torino + Piemonte Card, membri ICOM, giornalisti con tessera in corso di validità o accreditati, amici Fondazione Merz e ogni prima domenica del mese)
  • Sito web: http://www.mariomerzprize.org

Comunicato stampa

La Fondazione Merz è lieta di presentare dall’ 8 marzo al 21 maggio 2017 la mostra dei 5 finalisti della seconda edizione della sezione arte del Mario Merz Prize.
Francesco Arena, Petrit Halilaj, Gili Lavy, Shahryar Nashat e Suha Traboulsi sono gli artisti scelti dalla giuria composta da Marisa Merz (artista), Nicholas Cullinan (Direttore della National Portrait Gallery, Londra) e Claudia Gioia (curatrice indipendente).
Il progetto espositivo, curato da Beatrice Merz raccoglie lavori di ciascun autore, scelti tra le più significative del loro percorso artistico



Per creare le sue opere Francesco Arena (Torre Santa Susanna, Brindisi 1978) inizia dalla storia, in particolare dai fatti politici e sociali che hanno caratterizzato il recente passato. Episodi, molte volte nascosti o messi a tacere, che nelle sue opere acquisiscono una nuova vita grazie alle forme sintetiche e metaforiche delle sue sculture.
La storia della vita di Petrit Halilaj (Kostërrc, Skenderaj-Kosovo 1986), segnata dallo sradicamento e dal trauma è profondamente legata al suo paese d’origine, il Kosovo. L’esperienza in età infantile della guerra e della fuga e spaesamento della propria famiglia si riflette in opere che spesso partono da un racconto personale per poi approfondire tematiche più ampie, come il nostro concetto di famiglia, di memoria e storia, di identità culturale e sessuale. Tuttavia, invece di indugiare nel nostalgico, la sua pratica ottimista, poetica e spesso ironica, si traduce attraverso i media più diversi: da delicati disegni su carta, quaderni d’artista e collaborazioni, a film, performance, sculture e grandi installazioni che riempiono lo spazio espositivo.
Gili Lavy (Gerusalemme, Israele, 1987) lavora principalmente realizzando film d’artista, che prendono la forma di grandi installazioni. Le sue opere esplorano costantemente il rapporto tra credenze, religione e identità, interrogandosi sull’effetto che il tempo e i rituali hanno nel creare e nel distruggere.
Utilizzando il mezzo video come una sorta di estensione del corpo fisico, Shahryar Nashat (Ginevra, Svizzera 1975) si muove tra le forme, facendo spesso riferimento alla scultura classica, alla storia dell'arte e alla cultura popolare.
Nei suoi lavori, velati di sensualità e umorismo, mette in scena un incontro multisensoriale tra immagini e oggetti. L’artista si concentra sull’inosservato e sull’indesiderato, presentando il corpo nel dettaglio e al di là degli ideali che tradizionalmente gli sono stati assegnati.
Il lavoro di Suha Traboulsi (Freetown, Sierra Leone 1969) caratterizzato da un forte individualismo esula da qualsiasi classificazione artistica.

Il pubblico potrà esprimere la propria preferenza visitando la mostra o collegandosi al sito web (mariomerzprize.org) per valutare i progetti degli artisti.
Al voto del pubblico si aggiungerà il responso della giuria composta da Manuel Borja-Villel (Direttore Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid), Lawrence Weiner (artista), Massimiliano Gioni (Direttore Artistico New Museum, New York – Direttore artistico Fondazione Trussardi, Milano) e Beatrice Merz.
Al vincitore sarà commissionata una mostra personale itinerante in sedi museali a Torino e in Svizzera.

Il Mario Merz Prize è stato creato con la volontà da un lato di ricordare la figura di Mario Merz e dall’altro di avviare un nuovo progetto che sia proiettato verso il futuro dell’arte e che permetta di individuare e segnalare, attraverso la competenza di una fitta rete internazionale di esperti, personalità nel campo dell’arte e che, parallelamente, consenta a giovani compositori di proporsi per un progetto innovativo di musica contemporanea.
Legato alla Fondazione Merz, il progetto vuol dar vita a una nuova rete di programmazione espositiva e di attività musicale in Italia e in Svizzera. La scelta di gemellare due nazioni è scaturito proprio dalle caratteristiche dei due Paesi: entrambi centri di produzione e di cultura. La Svizzera rappresenta l’origine e la nazionalità dell’artista e l’Italia la sua nazione d’adozione e il luogo di creazione.
Al Mario Merz Prize - che si avvale della collaborazione di un comitato organizzatore ed è sostenuto da un autorevole comitato d’onore internazionale - è stata conferita la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana e ha il patrocinio dell’Ambasciata di Svizzera in Italia, dell’Ambasciata d’Italia in Svizzera, della Regione Piemonte, della Città di Zurigo e della Città di Torino.
Il vincitori della prima edizione del premio sono stati: Wael Shawky (arte) e Cyrill Schürch (musica).