Mario Franco – L’etica dell’incompiutezza

Napoli - 06/09/2013 : 26/09/2013

Due esperienze visive diverse, due lucidi racconti per immagini lontani tanto geograficamente quanto storicamente, per descrivere la precarietà della nostra epoca.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO NEA
  • Indirizzo: Via Costantinopoli 53 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 06/09/2013 - al 26/09/2013
  • Vernissage: 06/09/2013 ore 19,30
  • Autori: Mario Franco
  • Curatori: Pasquale Lettieri
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: tutti i giorni, dalle 10.00
  • Biglietti: ingresso libero
  • Email: info@neartgallery.it

Comunicato stampa

Due esperienze visive diverse, due lucidi racconti per immagini lontani tanto geograficamente quanto storicamente, per descrivere la precarietà della nostra epoca. Con L'etica dell'incompiutezza il filmaker Mario Franco invita a riflettere sullo “stato d'animo”della società contemporanea e di questi tempi che hanno fatto dell'incertezza una condizione di esistenza quasi permanente


Lo fa con due film - Ma l'amore no (2004, 29') e l'inedito Non luogo Cina ((2013, 15') - che saranno proiettati a partire da venerdì 6 settembre 2013 (vernissage ore 19.30; cura Pasquale Lettieri; allestimento Tonino Di Ronza), e fino al 26 settembre, allo Spazio Nea di Napoli nell'ambito del progetto espositivo Pelle e Pellicola, che da gennaio ha visto alternarsi nella galleria del centro storico partenopeo artisti come Aniello Barone, Guglielmo Longobardo, Fabio Donato, Peppe Capasso, Giovanni Di Capua.

Ma l'amore no è dedicato alla figura e al lavoro di Lucio Amelio, e si presenta come un'antologia di filmati realizzati dal 1969 fino all’ultima esposizione di Terraemotus alla Reggia di Caserta. Dalle parole del gallerista si coglie l’origine e il senso della Collezione: un'esperienza unica e irripetibile nata a ridosso del terremoto del 1980, con grandi opere create ad hoc destinate a una istituzione permanente napoletana. Appare chiaro nella pellicola l’obiettivo di Lucio Amelio: scuotere la città, sfidare l'abulia autoreferenziale del napoletanismo, superare i confini non solo cittadini, ma anche italiani ed europei. Così poté nascere l’incontro Warhol-Beuys, un impensabile dialogo tra due artisti antitetici, entrambi interpreti delle inquietudini del '900 nell'approssimarsi della sua fine.

Con Non luogo Cina, Franco ci offre, invece, uno sguardo privilegiato sugli spazi spersonalizzanti e privi di precisa identità della Cina contemporanea come aeroporti, alberghi, treni veloci, che ne stanno alterando tanto il volto quanto le abitudini sociali.“La Cina mi è parsa un luogo irreale, che sta cancellando le sue tradizioni e la sua storia millenaria – afferma l'artista - Grattacieli, centri commerciali: tanti luoghi non identitari ma efficientissimi, un enorme paese sovrappopolato con un’economia che cresce troppo in fretta”.

Oltre alle proiezioni, la mostra è arricchita dall'esposizione di sei fotogrammi tratti dai video, alcuni dedicati a Warhol e Beuys. Da questo mosaico di sguardi, frames, istanti, Mario Franco trae lo spunto necessario per riflessioni sulla perdita di fiducia nella compiuta realizzazione delle umane aspirazioni. Tuttavia “possiamo vivere questa incertezza come un'etica nuova- dichiara il filmaker- un’etica dell'indeterminazione, capace di “illuminare/orientare” la conoscenza, accettando un'incompiutezza che nessuna fede può più colmare. Le avanguardie artistiche con il rifiuto dell’opera finita e perfetta, lo avevano capito da tempo. Per me, che non ho mai portato a termine nulla, l'etica dell'incompiutezza nasconde e custodisce il segreto di un vero lusso: quello di chi esibisce il suo isolamento e fa della sua vita un inutile dispendio: un insulto silenzioso alla laboriosa menzogna della società e del mercato”.

MARIO FRANCO è filmaker, giornalista, storico del cinema. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha fondato nel 1969 il cinema "NO", prima sala "d'essai" a Napoli, e dal 1972 al 1981, la "Cineteca Altro". Ha collaborato con Lucio Amelio, esponendo nella sua galleria dal 1970 (Autoritratto) al 1993 (Trismegisto) e lavorando con artisti come Andy Warhol (Andy Warhol eats, 1976) e Joseph Beuys. Ha documentato inoltre le mostre di Peppe Morra (Allan Kaprow, Hermann Nitsch) ed attualmente collabora alla sezione multimediale del Museo dedicato all'artista austriaco. Ha partecipato a mostre internazionali come la Biennale di Parigi 1972, l'Art 10 Basel, il Festival dei Popoli Firenze. Nel 1983 con il lungometraggio Metropoli ha partecipato alla Mostra del Cinema di Venezia. Nel 1997 ha realizzato Beuys: Diagramma Terremoto, mettendo su pellicola l’opera omonima di Joseph Beuys. Come autore o regista, in RAI, ha lavorato tra gli altri con Renzo Arbore, Alberto Lupo, Irene Papas, Mario Martone, Roberto Murolo. Ha curato mostre per Mario Persico, Guido Tatafiore, Paolo Ricci, Lello Masucci, Ernesto Tatafiore, Christian Leperino, Sergio Fermariello, Bruno Di Bello. Ha pubblicato libri, articoli e saggi sul cinema, scrivendo inoltre per Paese Sera dal 1974 al 1983. Attualmente collabora all’inserto napoletano del quotidiano La Repubblica.