Marino Consani – Viaggiatore di lago

Torre del Lago - 11/07/2013 : 30/08/2013

Un percorso fra i richiami e le suggestioni più nascoste del lago di Puccini, il Massaciuccoli, sfiorando i cannelli e le ombre che hanno visto nascere i capolavori del Maestro.

Informazioni

  • Luogo: GRAN TEATRO GIACOMO PUCCINI
  • Indirizzo: Torre del Lago Viareggio - Torre del Lago - Toscana
  • Quando: dal 11/07/2013 - al 30/08/2013
  • Vernissage: 11/07/2013 ore 18,30
  • Autori: Marino Consani
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Sul barchino di vento
- Cavaliere d’Italia che fende le nuvole-
Nastro di pini all’orizzonte
Cintura di colline smeraldo
Piccolo cuore, pensiero infinito




Non solo impressione naturalistica ma suggestioni più profonde, colte tra i falaschi e tratteggiate dai bagliori, delicati come Butterfly o robusti come Tosca: è l’omaggio, ironico e garbato, di Marino Consani ai luoghi che hanno ispirato i capolavori di Giacomo Puccini. Una dedica riprodotta con la precisione e la raffinatezza del disegno giapponese per quel lago, il Massaciuccoli che, nel nome del Maestro, lo asseconda e lo compiace



Un percorso fra i richiami e le suggestioni più nascoste del lago di Puccini, il Massaciuccoli, sfiorando i cannelli e le ombre che hanno visto nascere i capolavori del Maestro. Così Marino Consani, originario di Stiava e ospite apprezzato delle più importanti gallerie italiane, si è fatto “Viaggiatore di Lago”, per rendere omaggio, con delicatezza e un pizzico d’ironia, al bacino e all’indimenticabile presenza di Puccini.
Con la precisione e la raffinatezza del disegno giapponese, Consani racconta che nell’infinito di un orizzonte lacustre può sorgere “material nuova” che tanto più si apprezza, quanto più ti trascina nel percorso le radici “storiche” della pittura, della musica e della vita. Nuova materia delicata come Butterfly o forte come Tosca che, in Puccini, è apparizione di un essere moderno, nevrotico e appassionato e progetta un futuro positivo, anche se problematico, per il bisogno dell’uomo.

“Consani – scrive di lui il critico e giornalista Adolfo Lippi – non si limita all’impressione naturalistica ma scava più lontano, tra falaschi e squarci di padule, fino a scovare figure tratteggiate dai bagliori e dai giochi di luce. Di tali apparizioni, Pagni e Novellini fecero pittura di macchia o sensuale suggestione, le usarono per stupire e incantare: Marino Consani, oggi, semmai fa pensiero”.