Marina Muñoz Viada – Alrededor del mundo

Torino - 25/10/2014 : 22/11/2014

La mostra, curata da Enrico Debandi, direttore artistico delle attività culturali che si svolgono a Palazzo Saluzzo Paesana, raccoglie 25 opere di medio e grande formato, eseguite con tecnica mista.

Informazioni

Comunicato stampa

Gli spazi dell’ex Teatro di Palazzo Saluzzo Paesana, ubicati in Via Bligny 2 (angolo Via Garibaldi), ospitano dal 25 ottobre al 22 novembre 2014 la prima personale italiana dell’artista spagnola Marina Muñoz Viada. La mostra, curata da Enrico Debandi, direttore artistico delle attività culturali che si svolgono a Palazzo Saluzzo Paesana, raccoglie 25 opere di medio e grande formato, eseguite con tecnica mista

Le opere, come un immaginario “diario di viaggio”, testimoniamo l’esperienza di vita dell’artista nella sua esplorazione del mondo, dalla Spagna al Portogallo, passando da Parigi e New York fino alla nostra città, restituendo un ritratto cosmopolita, caleidoscopico e mediterraneo dei luoghi da lei vissuti, attraverso un collage di ricordi e frammenti raccolti lungo il percorso.

Biografia artista

Marina Muñoz Viada nasce in Spagna nel 1969 da una famiglia di architetti e artisti, crescendo in un contesto culturale dove l’amore per il bello diventa argomento centrale della sua vita. Dopo aver studiato Economia Internazionale negli Stati Uniti e a Parigi e dopo aver lavorato per oltre un decennio presso diverse multinazionali, Marina decide nel 2004 di intraprendere a Madrid gli studi artistici sotto la guida della pittrice Lourdes Presedo, dedicandosi quindi esclusivamente al suo progetto. Attualmente residente a Torino, Marina ha presentato i suoi lavori in occasione di diverse mostre collettive e personali in Europa.

Ex Teatro di Palazzo Saluzzo Paesana

Il Teatro Paesana nasce a metà del ‘700 negli spazi originariamente concepiti come secondo androne di Palazzo Saluzzo Paesana, in asse con l’ingresso principale del sontuoso edificio, posto su via della Consolata e fatto chiudere per disposizione del Re Vittorio Amedeo II pochi anni dopo la costruzione, in quanto la presenza di un doppio ingresso era considerato un privilegio eccessivo. L’atrio, adattato a teatro, è presente nelle mappe catastali della Città dal 1790 al 1822 con il nome Teatro Guglielmone, che verrà poi chiuso e trasferito poco dopo nella sede del Teatro D’Angennes in via Principe Amedeo, successivamente conosciuto come Teatro Gianduja. Lo spazio, sopravvissuto alle trasformazioni e ai frazionamenti, dopo un lungo periodo di abbandono e usi impropri, è ora oggetto di un importante intervento di recupero volto a restituire l’originaria vocazione e funzione di pubblico spettacolo, oltre a ricollegarlo al Piano Nobile del Palazzo attraverso l’imponente Cortile d’Onore.

Palazzo Saluzzo Paesana

Il Palazzo dei Marchesi Saluzzo di Paesana fu realizzato da Gian Giacomo Plantery fra il 1715 e il 1722 per volere di Baldassarre Saluzzo di Paesana ed è il più vasto ed articolato palazzo Nobiliare della città di Torino. In esso sono integrate esigenze di decoro, funzioni di rappresentanza e sfruttamento razionale delle parti d’affitto. L’Appartamento Padronale dei Saluzzo, che conserva ancora oggi arredi e decori settecenteschi tra cui spiccano le volte affrescate e le sovrapporte di Domenico Guidobono, è stato destinato dall'attuale Proprietà a spazio a disposizione per eventi culturali, privati e aziendali, nello stesso spirito della famiglia dei Saluzzo di Paesana, che già all’epoca esplorava le avanguardie artistiche al di fuori dai codici morali imposti dall’etichetta nobiliare settecentesca.