Marilyn Monroe 1962-2012. L’ arte e il mito

Forlì - 07/04/2012 : 09/04/2012

Nell’immaginario collettivo, Marilyn Monroe rappresenta il sogno interrotto, il dramma sempre in agguato in una vita all’apparenza luminosa. Una storia da mito americano che conserva in sé elementi della tragedia classica e che si rivelerà accattivante e seducente, nel corso degli anni, anche nei confronti di numerosi altri artisti, italiani e stranieri, che ne riproporranno l’immagine nei modi e nelle tecniche più diverse.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO ALBERTINI
  • Indirizzo: Piazza Aurelio Saffi 50 - Forlì - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 07/04/2012 - al 09/04/2012
  • Vernissage: 07/04/2012 ore 17.30
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: ore 15.30-20.00 Da Martedì a Venerdì ore 10.00-13.30 /15.30-20.00 Chiuso Lunedì

Comunicato stampa

La prima volta in cui una “Marilyn” di Andy Warhol fu esposta in Italia risale al 1964, in una grande mostra collaterale alla Biennale di Venezia, segnata dal clamoroso avvento della Pop Art. Sono gli anni in cui si costruisce il mito americano del benessere per tutti, del consumismo e della celebrità, favoriti dal cinema e dalla diffusione della televisione. La Pop Art, nata in Inghilterra, fu il primo vero movimento artistico americano, documenta in maniera precisa questa cultura, trasformando in icone le immagini più note o simboliche tra quelle proposte dai mass-media

L’immagine più adatta a questo procedimento fu certamente quella di Marilyn Monroe; attrice già famosissima e molto amata dal pubblico americano, entrerà nel mito con l’improvvisa e misteriosa morte a soli trentasei anni il 5 Agosto 1962. Al settembre dello stesso anno sono datate le prime “Ma
rilyn”, con tecnica serigrafica e colori accesi, realizzate da Warhol sull’onda dell’emozione collettiva, ma anche in base ad un’analisi attenta dell’iter del consumo psicologico dell’immagine. Nell’immaginario collettivo, Marilyn Monroe rappresenta il sogno interrotto, il dramma sempre in agguato in una vita all’apparenza luminosa. Una storia da mito americano che conserva in sé elementi della tragedia classica e che si rivelerà accattivante e seducente, nel corso degli anni, anche nei confronti di numerosi altri artisti, italiani e stranieri, che ne riproporranno l’immagine nei modi e nelle tecniche più diverse. La Pop Art apre per la prima volta l’arte all’assemblaggio di oggetti inusuali, alle tecniche fotografiche, al fotomontaggio, al collage. In questi cinquant’anni l’opera di artisti come Mimmo Rotella, Omar Ronda, Marco Lodola, Pablo Echaurren, Paul Kostabi tanto per citare alcuni degli autori presenti in mostra, ci hanno consentito una lettura iconografica che ha richiesto a noi mesi di lavoro, ma che i collezionisti e gli amatori hanno raccolto in anni di attenta attività, costituendo oggi un nucleo di rara suggestione. Allo stesso tempo, abbiamo chiesto a quaranta artisti italiani di interpretare il mito-Monroe nelle altre sezioni della mostra che sono Il Ricordo, Il Nudo, Marilyn pop, L’Immaginario collettivo e L’Assenza. (Silvia Arfelli)
Alcuni artisti in esposizione: Andy Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola, Angelo Colagrossi, Pietro Perrone, Mauro Magni, Pablo Echaurren, Paul Kostabi, Massimo Sansavini, Omar Ronda.
Organizzazione: La Maya Desnuda di Forlì e Pancaldi Arte Contemporanea di Roma, in collegamento con collezionisti privati e alcune gallerie d’arte straniere.