Margherita Michelazzo – Pomography

Vicenza - 03/04/2013 : 28/04/2013

La mostra presenta lavori di grafica su cartamela ed incisioni, tra le quali, quella donata dalla Città di Vicenza allo scienziato T. Colin Campbell ed un enigmatico “ quadrato magico”.

Informazioni

Comunicato stampa

La mostra presenta lavori di grafica su cartamela ed incisioni, tra le quali, quella donata dalla Città di Vicenza allo scienziato T. Colin Campbell ed un enigmatico “ quadrato magico”.
L’arte è spesso utilizzata come mezzo metalinguistico per dire qualcosa facendo apparire qualcos’altro. Vale per i soggetti allegorici, le vanitas, i doppi ritratti, le anamorfosi, i quadrati magici, numerici o palindromi, come per particolari “nature morte” attraverso le quali i pittori enunciano alcuni principi universali o per descrivere metaforicamente il trascorrere ineluttabile del tempo. Misteri ed ambiguità, nascondimenti e metafore


Giochi di parole e calembour vivono nell’arte altrettanto efficacemente che nella poesia e nella letteratura.
E’ dunque con un linguaggio contemporaneo ma anche con lo sguardo rivolto alla storia dell’arte che si inseriscono in questa attitudine all’intrigo le opere di Margherita Michelazzo. L’artista, elaborando l’idea e la forma della mela, sia con la pittura, sia con l’incisione, sia con la scultura, si diverte a creare un gioco visivo. Al tempo stesso propone però letture parallele della realtà attraverso simboli. E ci fa anche riflettere sul concetto di alterità, che è un enorme paniere cui attingere. Fin dal titolo di questa mostra, Pomography: il tratto inciso che fa la differenza, ci si rende conto che un piccolo segno grafico mancante può mutare radicalmente il senso di una proposta visiva e concettuale.
Segno è, nel mondo dell’arte, essenzialmente ciò che traccia un disegno o viene inciso sulla lastra calcografica. In questo caso un segno mancante, errore grafico o cedimento dell’inchiostro sulla carta, assume anche un valore semantico: una piccola traccia, una linea interrotta, marca la differenza tra la lettera “m” e la lettera “r”. E ne nasce un fantasioso, forse freudiano, intrigante equivoco.
La complessità scientifica si alterna all’osservazione attenta e incantata della natura, da cui l’artista trae visioni (apparentemente) semplici, ma a anche magiche e fantastiche, tanto nelle piccole incisioni quanto nelle imponenti e suggestive installazioni in acciaio cor-ten, come “Le Lune di Galileo” presso la Biblioteca Internazionale La Vigna di Vicenza.

Margherita Michelazzo vive e lavora a Dueville(VI) www.margheritamichelazzo.it