Marco Silombria / Stefania Fersini

Torino - 05/06/2014 : 26/07/2014

In questa mostra in omaggio e in ricordo di Marco Silombria vengono affiancati e messi in dialogo con i suoi, alcuni lavori di una giovane artista torinese, Stefania Fersini.

Informazioni

  • Luogo: GAGLIARDI E DOMKE
  • Indirizzo: Via Cervino 16 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 05/06/2014 - al 26/07/2014
  • Vernissage: 05/06/2014 ore 18-21
  • Autori: Stefania Fersini, Marco Silombria
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: Ma - Sa: 15.30 - 19.00

Comunicato stampa

Flash Back è un primo seppur frettoloso “scavo” fra le opere di Marco Silombria dopo la sua recente scomparsa, è anche l’avvio di un più metodico studio della sua opera di pubblicitario prima e di artista poi, che non potrà ignorare chi era Marco e quali erano i suoi sentimenti e i suoi valori


Uno scavo che si gioverà dell’aiuto straordinario e non casuale di Gianni Farinetti (che in occasione di questa mostra stila un breve quanto efficace ricordo di Marco) e di tutti quanti hanno circondato Marco e intendono lasciarci una preziosa testimonianza della sua vita di artista
I ritagli delle riviste di cui Marco si nutriva e che per alcuni anni contribuirono alla crescita di uno dei più grandi ed efficaci visualizer nell’ambito della pubblicità, tempo dopo divennero vere e proprie ossessioni che alimentavano la sua vena artistica.
La pittura vascolare greca, Michelangelo, Edward Hopper e Robert Mapplethorpe, Marilyn e Greta, erano solo alcuni dei fantasmi che abitavano la sua mente [...]
Molti anni dopo, fra i sessanta e i settant’anni entrò nella sua fase… adulta. Come per miracolo smise (saltuariamente, però) matite e pennelli e entrò nel mondo digitale che gli era stato sempre piuttosto ostico. Il suo amore odio per le icone che avevano accompagnato tutta la sua vita si condensò in un gesto: prese i ritagli e li appallotolò.
Dal cestino prese le pallottole di carta e le fece rinascere stirandole con le dita. Poi foto, ingrandimento, stampa, sagomatura dei contorni. Eccole, le icone amate e odiate riprendere vita e ricordare che cosa può produrre una mente da loro assediata.
La mente di Marco.

In questa mostra in omaggio e in ricordo di Marco Silombria vengono affiancati e messi in dialogo con i suoi, alcuni lavori di una giovane artista torinese, Stefania Fersini. Lei, trend-setter per vocazione, è design, moda, cretività, vive e lavora in uno studio di design “Nucleo” estremamente all’avanguardia.
Conosce quindi le icone, Stefania, come oggi più e meglio di ieri si possono conoscere, girando facilmente per il mondo o facendo un tour nei siti più cool del web, arriva così dopo Silombria (ma molto prima in termini anagrafici) alla stessa indigestione di immagini.

Per nulla tormentata dalla manualità spontanea difficile da trattenere, al contrario, attratta da una manualità forzosa e, forse, ossessionata anche dalla consumazione iperveloce delle immagini che fluiscono sul web e su tutti i media, si mette a dipingere in maniera iperrealistica le immagini che in precedenza hanno subito la sua azione violenta di distruzione, in modo da poterle digerire una pennellata dopo l’altra, in una scansione dell’immagine che rende ogni centimetro quadro un’opera e che attraverso un processo tecnico che per lei è vitale, riconsegna al nostro sguardo incredulo le icone distrutte e salvate.
Marco e Stefania non si sono mai conosciuti.

Flash Back is a first, albeit hasty attempt at “excavating” among the works of Marco Silombria after his recent passing. It is also the start of a more thorough study of the works he produced, first as an advertiser, and later as an artist - which cannot but take into account who Marco was, and what his feelings and values were.
This excavation work will profit from the extraordinary (and by no means accidental) help of Gianni Farinetti (who wrote a short, incisive memorial of Marco especially for this exhibition), and of all those who surrounded Marco and intend to leave us a precious testimony to his life as an artist and an activist.
After some time, the magazine cutouts, on which Marco fed, and which had nourished the growth of one of the greatest, most effective visualizers in advertising, started to become an obsession that nourished his artistic soul.
Greek vase painting, Michelangelo, Edward Hopper and Robert Mapplethorpe, Marilyn and Greta, these were only some of the ghosts that haunted his mind. [...]
Many years later, halfway between his sixties and seventies, he reached adulthood as an artist. As if by miracle, he occasionally dropped his pencils and brushes to enter the digital world, which he had always found rather unfamiliar. His love/hate for the icons that had accompanied him throughout his life concentrated into a gesture: he took the cutouts and rolled them into a ball.
He took the paper balls from the waste basket and made them come alive again by smoothing them out with his fingers. Then he took a photo, enlarged it, printed it, and modeled its outline. So here they were, his beloved/hated icons, coming alive again, reminding us of what a human mind can produce while under their siege.
That was Marco’s mind.

In this exhibition, conceived as a tribute to, and a memory of, Marco Silombria, I am pleased to show his works next to those of a young artist from Turin, Stefania Fersini, and make the two interact with each other. A trendsetter by vocation, in design, fashion and creativity, Fersini lives and works in a highly avant-garde design studio called “Nucleo”.
Stefania therefore knows about icons – as they can be known today, that is, more deeply and extensively than yesterday, thanks to the possibility of travelling around the world more easily, or of visiting the coolest websites. And she arrives at the same image overload as Silombria, only after him – although much earlier in age.

She is not at all upset by her natural manual skills, which she can hardly restrain. On the contrary, she is attracted by forced manual activity and, perhaps, obsessed by a super-fast consumption of the incessant flow of images on the web and the other media. So she sets out to paint, in a hyper-realistic way, images which she previously subjected to her violent, destructive action, in order to ‘digest’ them, one brushstroke after the other, in a process of image scanning that turns each and every square inch into a work. Thus, using a technical approach that is of vital importance to her, she restores the icons, destroyed and saved, to our incredulous look.
Marco and Stefania never met.