Marco Papa – L’uomo nelle rocce

Pantelleria - 13/08/2014 : 13/09/2014

A Pantelleria, nello spazio all’aperto dell’artista Giannino Tufano, autore del progetto biennale, “lo scultore della Pantellerite”, Marco Papa inaugura l’avvio di questo nuovo ciclo scolpendo una seduta nella pietra lavica propria dell’isola.

Informazioni

  • Luogo: TUFANO STUDIO 25
  • Indirizzo: Contrada Rukia - Pantelleria - Sicilia
  • Quando: dal 13/08/2014 - al 13/09/2014
  • Vernissage: 13/08/2014 ore 17
  • Autori: Marco Papa
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

A Pantelleria, nello spazio all’aperto dell’artista Giannino Tufano, autore del progetto biennale, “lo scultore della Pantellerite”, Marco Papa inaugura l’avvio di questo nuovo ciclo scolpendo una seduta nella pietra lavica propria dell’isola.
La roccia è l’elemento che evidenzia la condizione terrena dell’uomo e l’atto performativo è proprio non solo di quell’isola che è l’artista stesso, ma anche di quell’arcipelago di isole costituite dal pubblico


Quest’ultimo, coinvolto in un vero e proprio atto “fluxus”, che fa sconfinare l’atto creativo nel flusso della vita quotidiana, è chiamato a testare sul proprio corpo la scultura e ad indicare all’artista dove scolpire e modellare per realizzare una seduta con il più ampio raggio di ergonomia possibile.
Un luogo scultoreo edificato su misura per il corpo, per la mente e per l’anima.
L’anima ha bisogno di un luogo, diceva Plotino nel III secolo d.C. Un luogo in cui il corpo, espressione prima e più evidente dell’esistenza umana, riconosca la propria dimensione fisica e spirituale.
Un’isola si identifica come un luogo separato dal resto del mondo: separatezza che non si riferisce unicamente ad una dimensione territoriale, ma anche ad un tessuto relazionale particolarmente fitto e ad un modo speciale di vivere gli spazi e i tempi della propria esistenza. L’hic et nunc, il dove e quando, sono le coordinate fondamentali per identificare se stessi e, per differenza, il resto del mondo.
Se è vero che nessun uomo è un’isola, nel senso della innata socialità degli esseri umani, è altrettanto vero che ogni uomo si costruisce come un’isola, nel senso delle particolarità proprie di ognuno che si esplicano in un ecosistema intellettuale ed emozionale dai contorni spesso imprecisi e che si relaziona con un arcipelago infinito di altre isole. Fin dall’antichità il luogo in cui ci si siede da soli è stato considerato un oggetto simbolico, segno di potere e responsabilità. Era un luogo privilegiato che rendeva manifesta la diversità di uno rispetto a tutti gli altri. Il trono di imperatori e re, il seggio da cui venivano tenute le lezioni di filosofia nell’antica Grecia e la cattedra vescovile, da cui il vescovo declamava e spiegava le Scritture, ne sono un esempio.
In questo senso, la seduta è insieme il luogo del corpo e dell’anima, del riposo e della meditazione, del riconoscimento del proprio essere “isole” e al tempo stesso parte di un tutto, del mondo e della specie umana.