Marco Eusepi

Firenze - 19/11/2021 : 15/01/2022

A Firenze, NOVO, il nuovo spazio sperimentale indipendente di Eduardo Secci, è lieto di presentare la personale di Marco Eusepi a cura di Pier Paolo Pancotto.

Informazioni

Comunicato stampa

A Firenze, NOVO, il nuovo spazio sperimentale indipendente di Eduardo Secci, è lieto di presentare la personale di Marco Eusepi a cura di Pier Paolo Pancotto, dal 19 novembre al 15 gennaio 2022.
La mostra, interamente dedicata a lavori pittorici, include opere su tela e lavori su carta, costituendo un corpus che, seppur eterogeneo per dimensione e supporto, orienta la visione dello spettatore su anatomie naturali restituite ora nella loro totalità, ora sotto forma di frammento


Così Eusepi, muovendosi in un territorio caro alla storia dell’arte - dove rappresentazione della natura, tradizione del paesaggio e attenzione per il singolo elemento fanno da sfondo ad una ricerca tanto antica quanto contemporanea -, sembra riproporre la questione offrendo una prospettiva intima e al contempo condivisa attraverso una pittura dai toni tenui e delicati.
L’attuale ricerca di Marco Eusepi indaga l’elemento naturale come pretesto per attivare una riflessione metalinguistica sulla pittura. Nella sua grammatica pittorica, la superficie diviene un campo di decostruzione formale in cui i diversi piani si fondono mettendo in discussione le gerarchie compositive attraverso la creazione di nuovi organismi materici.


La mostra sarà visibile anche on-line con l’introduzione dell’artista: www.novo.ooo/it/exhibitions.


Marco Eusepi (Anzio, 1991) vive e lavora a Roma. Nel 2015 ha ottenuto il diploma in Pittura e nel 2018 in Grafica D’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.
Tra le sue mostre personali: Cose Viste, Marco Eusepi - Sergio Sarra, SPAZIOMENSA, Roma (2021); The life and death of a cloud, Curva Pura, Roma (2020); Opere Pittoriche, Link Campus University, Roma (2019); Underpainting, Albert Van Dyck Museum, Schilde, Anversa (2019). Tra le sue mostre collettive: Ricominciare dal Silenzio, co_atto, Milano (2021); Ineffable Worlds, Tang Contemporary Art, Hong Kong (2021); Opening Exhibition, SPAZIOMENSA, Roma (2020); Segno Contemporaneo, Dingyuan International Art Center, Pechino (2019); Academia Italia, VII Saint Petersburg International Cultural Forum, San Pietroburgo (2019); Now and Forward II, Gallery of Arts, Temple University, Roma (2019); Hanji - opere in carta, Istituto di Cultura Coreano, Roma (2018); Masters Salon Painting, Royal Academy of Fine Arts, Anversa (2017).


Pier Paolo Pancotto è curatore de La Fondazione a Roma e del programma espositivo Art Club di Villa Medici - Accademia di Francia a Roma.
Testo del curatore Pier Paolo Pancotto

Marco Eusepi (Anzio, 1991; vive e lavora a Roma) rimane fedele alla tradizione senza cadere nella maniera o nella nostalgia del passato; con naturalezza, senza premeditazione. In questo risiede la sua attualità. Infatti, egli appare in grado di appartenere al proprio tempo pur muovendosi con disinvoltura nell’ambito dei codici che, storicamente, regolano la disciplina artistica, individuando in essi non un limite imposto quanto, piuttosto, uno strumento utile a tradurre in termini universali le intenzioni del proprio operato. Così, senza ricorrere ad alcuna strategia premeditata, foriera di un riscontro tanto immediato quanto effimero, egli s’affida ai sistemi tecnici che, da sempre, governano la ricerca pittorica e grafica individuando in essi degli autentici compagni d’avventura, in grado, quant’altri mai, di esplicitare la propria, personale esplorazione della realtà; e, piegandoli alle proprie esigenze estetiche ed intellettuali, ne rinnova le funzioni, aggiornandole.
Eusepi si è formato all’Accademia di Belle Arti di Roma. Ottenuto il diploma, ha esordito sulla scena espositiva ed è stato protagonista, tra l’altro, di una personale all’Albert Van Dyck Museum di Anversa (2019) ed allo Spazio Mensa di Roma (2021) del quale è anche uno dei promotori.
Le sue tele così come le sue carte focalizzano buona parte della loro attenzione sullo studio della natura, colta nei suoi aspetti sia micro che macroscopici; vale a dire, concentrandosi sul particolare di un fiore o la porzione di un elemento vegetale per poi passare ad una vasta veduta o a un paesaggio sconfinato. Allo stesso modo, esse si sviluppano soprattutto per piccole o grandi dimensioni: tranne rare eccezioni, non contemplano per le mezze misure. A questa dicotomia, così evidente sul piano iconografico e iconologico oltre che fisico, si contrappone, all’opposto, un lessico piuttosto univoco nel quale confluiscono contemporaneamente figurazione ed astrazione secondo la poetica dell’artista sospesa, appunto, in una costante polarizzazione tra emozione e memoria, impressione fugace e assimilazione del mondo reale.
Le opere in mostra a Firenze ne sono una prova. Si tratta di un gruppo di carte intelate di piccolo formato alle quali si sommano tre fogli delle stesse dimensioni. I lavori, tutti datati tra il 2019 ed il 2021 e dipinti ad acrilico, hanno per soggetto elementi floreali che, seguendo una gamma cromatica ora più fedele vero ora più di fantasia, affiorano dal fondo chiaro della carta con la stessa sregolata velocità con la quale percorrono, nel quotidiano, lo sguardo ed il cuore dell’artista. Ché, in sintesi, così potrebbe riassumersi il suo sistema operativo: affidarsi alla rapidità di un gesto pittorico per restituire l’immediatezza di una sensazione – per lo più, suscitata dalla natura – e renderne così partecipi gli spettatori, condividendo con loro l’esperienza percettiva che ha dato loro origine.; spontaneamente, senza ricorrere ad alcun artificio, cosi come, assecondando il corso naturale delle cose, l’evento ha avuto luogo. In tal senso, questi fiori, queste vedute assumono un carattere quasi autobiografico, visto il procedimento intimo che li ha determinati.
A Firenze è anche Untitled (Trees) (2021), un grande olio su tela ove, sulla superficie chiara, d’un bianco freddo e lattiginosa, affiora a stendo il profilo irregolare d’un albero scomposto materialmente –rami e arbusto si spezzano sul piano senza soluzione di continuità- e cromaticamente –i colori adottati virano, d’improvviso, nelle loro opposte tonalità-. Impressione visiva ed emotiva hanno ancora una volta la meglio su una presa di coscienza diretta del reale testimoniando il carattere profondamente empatico che governa l’azione creativa di Eusepi.
NOVO è il nuovo spazio sperimentale indipendente di Eduardo Secci. Disgiunto dalla galleria principale, è nato nel 2021 dall’urgenza di un dialogo tra l’arte e i linguaggi della nuova contemporaneità. NOVO è un incubatore di idee che incoraggia il lavoro di giovani artisti e la loro futura crescita.

Eduardo Secci è stata fondata nel 2013 a Firenze e da giugno 2021 ha sede anche a Milano. Entrambi gli spazi presentano un doppio programma, che alle mostre della galleria affianca le proposte espositive di NOVO, il suo nuovo spazio sperimentale indipendente.