Marco Dal Maso – Mind the G.A.P.

Vicenza - 23/11/2012 : 02/12/2012

Il titolo della mostra gioca sull’ambivalenza del termine GAP: nell’inglese il GAP è il varco che si crea sotto i piedi all'uscita del vagone della metropolitana, quando la piattaforma di cemento è solo ad un passo da noi. La sigla G.A.P., in italiano, è invece identificativa del Gioco d'Azzardo Patologico.

Informazioni

  • Luogo: LOGGIA DEL CAPITANATO
  • Indirizzo: piazza dei Signori - Vicenza - Veneto
  • Quando: dal 23/11/2012 - al 02/12/2012
  • Vernissage: 23/11/2012 ore 15.30
  • Curatori: Petra Cason
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: Dal lunedì al giovedì > 10.00-12.30 e 16.00-19.00 Venerdì, sabato, domenica > 10.00-13.00 e 15.00-20.00

Comunicato stampa

Il progetto espositivo MIND THE G.A.P. – IL GIOCATORE si basa sul reportage sul
gioco d'azzardo THE GAMBLER, realizzato dal fotografo vicentino Marco Dal Maso nel
corso del 2012.
Il titolo della mostra gioca sull’ambivalenza del termine GAP: nell’inglese il GAP è il
varco che si crea sotto i piedi all'uscita del vagone della metropolitana, quando la
piattaforma di cemento è solo ad un passo da noi. La sigla G.A.P., in italiano, è invece
identificativa del Gioco d'Azzardo Patologico.
Nella terribile voragine del G.A.P

finiscono, più o meno consciamente, migliaia di
persone ogni anno, la gran parte delle quali sono giovani. L'incapacità di fermarsi, di
riconoscere quale sia il limite tra il divertimento e l'ossessione, comporta lo sviluppo
della dipendenza dal gioco. Quella che inizialmente si può intendere come una
debolezza diventa una vera e propria patologia. Il Gioco d'azzardo patologico, o
gambling patologico, è una malattia del cervello, classificata dall'Organizzazione
Mondiale della Sanità, connotata come una dipendenza patologica “senza sostanza”.
Il Giocatore protagonista di questi scatti è l’essere umano. Lasciandosi travolgere dal
fascino del gioco, resta invischiato nelle sue spire, crolla nella dipendenza e tenta un
percorso di recupero per tornare ad essere una persona libera. Ad essere ritratto negli
scatti, tuttavia, non è un solo individuo, ma è l’insieme dei gesti, delle movenze, degli
sguardi di tutti coloro i quali sono diventati, per un attimo nella vita e per sempre
nell’immagine impressa, i protagonisti delle diverse immagini che compongono,
nell'insieme, un drammatico quadro: un viaggio all’inferno e ritorno.