Manuela Pimentel – Murmúrios de Muros

Roma - 05/06/2014 : 22/06/2014

Tappezzare le mura, arredarle, graffitarle. La libertà è sempre condizionale, condizionata. L’orizzonte è sempre coperto da muri. Se l’interno è, per definizione, una gabbia, l’esterno è un labirinto. E il dentro si distingue dal fuori soltanto dal soffitto, non dalle pareti. E dagli occupanti.

Informazioni

Comunicato stampa

Mormorii di muri

«Le ragazzine non dovrebbero mai essere rinchiuse. I sogni nascono della carenza. Il principe azzurro è un fantasma generato dalla mancanza d’amore. Le mura trasudano desiderio di libertà. Ma il paradosso del prigioniero, descritto da Kafka, è inevitabile: se, da un lato, la voglia del recluso è tutta rivolta verso un unico punto di fuga - o meglio, d’evasione - che determina la prospettiva totale, d’altro canto è necessario sopravvivere alla clausura e, così, far diventare confortevole la cella confortevole o, almeno, abitabile. Tappezzare le mura, arredarle, graffitarle. La libertà è sempre condizionale, condizionata

L’orizzonte è sempre coperto da muri. Se l’interno è, per definizione, una gabbia, l’esterno è un labirinto. E il dentro si distingue dal fuori soltanto dal soffitto, non dalle pareti. E dagli occupanti. Dentro, ci si sta a casa. Fuori, circolano minotauri e cacciatori di minotauri e ragazzine impaurite, sacrificate ai mostri. E magari altri esseri, timidi o imbarazzati, che hanno scritto sulle mura la sua fame o la sua profusione d’amore, che sono esseri chiusi sofferenti dalle stesse privazioni, con i quali la prigioniera, pur non vedendogli, si riconosce somigliante, sorella. Una soluzione sarebbe interiorizzare le mura della città, con le sue maioliche, i suoi cartelloni strappati e i suoi graffiti, con i suoi racconti, le sue promesse, le sue grida - perché le mura parlano a chi le sa ascoltare; trasportarle dentro casa, appenderle come una fila di finestre coperte nelle pareti interiori della cella mentale, rispondere all’invito che loro fanno. Perché la libertà rimane sempre dall’altra parte. Da questa qua ci sono i giorni contati, le dichiarazioni cancellate, le lacrime contenute, gli incontri mancati, i messaggi strappati, i desideri murati, il peso dei pentimenti.


Manuela Pimentel
Nata a Oporto nel 1979. Vive e lavora a Leça da Palmeira.
Il suo lavoro si sviluppa in diverse aree e pratiche artistiche, tra le quali la pittura, il disegno, la scenografia e il video.
Laureata in Arti Plastiche, indirizzo Disegno, si è poi specializzata in Litografia e Arte Multimediale nella Escola Superior Artística do Porto (ESAP) nel 2003. Formatasi in Xilografia tradizionale giapponese con il Professore Hiroshi Maruyama(Tokyo) nel 2003 e in Incisione con il Professore Dacos (Belgio) nel 2006.
Ha svolto differenti progetti insieme ad altri artisti, dai quali risaltano gli ultimi interventi in ambito scenografico per il teatro e il cinema: Cyrano de Bergerac nel Teatro de Ponte de Lima, 2011; Fraseador nel Teatro Campo Alegre, 2012;i cortometraggi Check Point Sunset, di Pedro Ludgero, 2012 e KINO di Natalia Warth, girato a Roma nel 2012. È stata varie volte l’artista invitata per la costruzione dell’immagine dello spettacolo di Poesia, inserito nel progetto Quintas de Leitura nel Teatro Campo Alegre, a Oporto.
Fondatrice di “Impressões de Risco” nel 2004, presenta lì il suo lavoro in diversi formati portatili con l’obiettivo di rendere l’arte accessibile a tutti. Nel 2007 ha ricevuto il 1º premio di Pittura “Servartes - Corpo em expressão” e nel 2004 il premio ESAP del Corso Superiore di Arti Plastiche. La sua opera è rappresentata in diverse collezioni pubbliche e private.Collaboratrice e membro del Gruppo “Afrontamentos” dal 2008.
Presente in diverse mostre personali e collettive dal 2001. Da registrare il suo intervento nel 2012 nella galleria Edge Arts a Lisbona e nella galleria Otto luogo dell'arte a Firenze con “Tabula Rasa”; “NOC NOC” a Guimarães, Capitale Europea della Cultura, con la scultura “P.S. AMO-TE” – un aereo in acrilico e resina su cartelloni pubblicitari, tecnica che esplora in diversi formati.