Manfredi Beninati

Pietrasanta - 25/06/2016 : 25/07/2016

Manfredi Beninati (Palermo, 1970), concepisce per lo spazio di Pietrasanta della Galleria Poggiali di Firenze un nuovo progetto unico appositamente pensato, incentrato sulla commistione tra disegno, pittura e scultura.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA POGGIALI
  • Indirizzo: via Garibaldi 8 - Pietrasanta - Toscana
  • Quando: dal 25/06/2016 - al 25/07/2016
  • Vernissage: 25/06/2016 ore 19
  • Autori: Manfredi Beninati
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Martedì – Domenica 9.30 – 12.30 / 18 – 24

Comunicato stampa

Manfredi Beninati (Palermo, 1970), concepisce per lo spazio di Pietrasanta della Galleria Poggiali di Firenze un nuovo progetto unico appositamente pensato, incentrato sulla commistione tra disegno, pittura e scultura: un grande pannello dipinto in legno e 4 sculture in bronzo.
Si tratta del primo evento della serie Pietrasanta unique che vedrà alternarsi a cadenza regolare un artista per volta, chiamato a presentare una sola opera concepita espressamente per lo spazio di via Garibaldi


Manfredi Beninati, raffinato osservatore della cultura contemporanea della quale è bulimico e del mondo cinematografico, dal quale proviene, attinge ad un bagaglio poetico accentuato ed approfondito attraverso l’impegno della Fondazione Flavio Beninati che dirige e anima.
Conosciuto per le sue istallazioni combinate con la pratica pittorica, di Manfredi Beninati vanno almeno ricordate la partecipazione per due volte alla Biennale di Venezia (2005 e 2009), a quella di Liverpool, di Atene, la mostra alla Royal Academy di Londra, all’Hammer Musum di Los Angeles e di recente la partecipazione alle mostre "Contemporary Curated", Sotheby's, London e 24 ore nell’arte contemporanea al Macro di Roma.
La narrativizzazione della memoria, cui i suoi dipinti si rifanno, non si effettua infatti esclusivamente nelle forme tradizionali della fiction letteraria o mediatica. Il racconto ipertrofico della memoria contemporanea, si compie oggi sempre più attraverso la ritualizzazione (spesso mediatica) dei luoghi: attraverso l’evocazione geografica di un evento in un luogo prendono forma, nell’espressione di Jan Assmann, uno dei più importanti teorici del significato sociale della memoria, nuclei di cristallizzazione dello spazio e del tempo attorno ai quali si addensa la memoria.
In questo conteso di ricerca vanno collocate le sculture realizzate per Pietrasanta, un luogo preciso: personaggi del proprio intimo, mezzi busti, che dialogano senza soluzione di continuità con Sunday 16, july, 1975, un’opera realizzata nel 2010 e riattualizzata adesso per attivare la metamorfosi mnemonica.
La costruzione delle sue opere pittoriche si rifà, sul piano del contenente, ad uno spiccato interesse architettonico che proprio nelle Biennali di Venezia del 2005 e quella di Liverpool avevano visto la loro massima espressione attraverso opere installative di carattere ambientale, così come nella sua recente mostra al Macro di Roma dove ha riprodotto ancora una volta un’istallazione praticabile.