Mafonso – Tempi Anni Deserti

Ascoli Piceno - 07/08/2013 : 23/09/2013

Un ciclo di pitture in cui l'artista, visionariamente, indaga l'inimmaginabile estetica di un post-futuro attraverso campiture materiche di 'informale' Caos dalle quali emergono, come reperti, immagini decontestualizzate quali simulacri archetipi di una contemporaneità leggibile solo in termini di una ipotetica archeologia del presente.

Informazioni

  • Luogo: PALAZZO DEI CAPITANI
  • Indirizzo: Piazza Del Popolo - Ascoli Piceno - Marche
  • Quando: dal 07/08/2013 - al 23/09/2013
  • Vernissage: 07/08/2013 ore 18,30
  • Autori: Mafonso
  • Curatori: Francesco Gallo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 10-13/16-19.30
  • Email: archiviomafonso@gmail.com
  • Patrocini: della Provincia e del Comune di Ascoli Piceno si inaugurerà presso il Palazzo dei Capitani (Ascoli Piceno - Piazza del Popolo)

Comunicato stampa

Con il Patrocinio della Provincia e del Comune di Ascoli Piceno si inaugurerà presso il Palazzo dei Capitani (Ascoli Piceno - Piazza del Popolo) il 7 di Agosto alle ore 18.30 la personale TEMPI ANNI DESERTI di Mafonso per la curatela di Francesco Gallo. Questo di Ascoli Piceno è il secondo appuntamento per quest'ultimo ciclo di lavori dell'artista campano già precedentemente allestito nel Museo d'Arte Contemporanea Baglio di Stefano della prestigiosa Fondazione Orestiadi di Gibellina (TP) - (20 Luglio-30 Agosto 2002)


Con TEMPI ANNI DESERTI l'artista prende a pretesto la contaminazione dei linguaggi artistici per elevare il suo segno in una forte materializzazione di una gestualità complessa ed articolata; una simbologia che pur avendo un cuore 'antico' è proiettata nella sterminata temporalità del futuro, ipotizzando forme e colori dell'invisibile, dell'impossibile
Opere, tutte datate con una cifra inverosimilmente futura (24180-25168-26510 e così via) quasi una scommessa sulla tenuta antropologica del nostro linguaggio, nel mentre il momento storico che stiamo vivendo potrebbe farci temere la totale scomparsa delle nostre certezze, delle nostre 'cose', e forse di noi stessi.
Un ciclo di pitture in cui l'artista, visionariamente, indaga l'inimmaginabile estetica di un post-futuro attraverso campiture materiche di 'informale' Caos dalle quali emergono, come reperti, immagini decontestualizzate quali simulacri archetipi di una contemporaneità leggibile solo in termini di una ipotetica archeologia del presente.

Curatore: Francesco Gallo

Mafonso
Scheda biografica
Nasce a Frattaminore (Napoli) nel 1948. Autodidatta inizia l'attività artistica nei primi anni '70 vivendo tra la Svizzera (Altdorf) e l'Italia (Roma-Milano). Sono gli anni (72/74) in cui realizza una serie di lavori dove fondamentale è il recupero del manufatto artistico attraverso l'utilizzo del pennello e colori mediante una pittura di taglio istintivista-lirico-primitivista (ciclo di opere dal titolo 'Alla maniera degli altri' ) secondo un'ideologia di poetica post-moderna. Si riferisce a Leonardo quando afferma che la Pittura è COSA MENTALE e guarda a Picasso, de Chirico, Campigli e Mondrian (prima maniera). Fine anni '70 a Roma è tra i fondatori del gruppo COSA MENTALE presentato alla galleria romana Agenzia Arte Moderna di via Del Vantaggio da Maurizio Fagiolo Dell'Arco. Nel '79 si trasferisce definitivamente nell'Urbe dove frequenta gli artisti della cosiddetta Pop-Italiana (Festa-Angeli-Schifano) con i quali stabilisce oltre che un rapporto di amicizia (in particolare con Tano Festa) anche uno stimolante confronto intellettuale. Sono gli anni dei cicli: La Dea Racconto, Le Grandi Strade Piene, I racconti Solari, Le Prime Nevi del dopo 2000. Dal 1985 è a Caserta dove lavora ai cicli: Simbad, KraKatoa e Le Lune di Arqa. Negli anni 87-89, a Parigi, lavora al ciclo di opere Make-Make e realizza il libro dal medesimo titolo, per le edizioni New Art International, presentato dall'editore al Centro Pompidou. Seguono i cicli: Isole di Tempo e Tribù in Esodo (91/93), Contano solo i Cieli (93/94), Nevicate Acide (95), Vanno Tutti verso il Nulla (97/98) e Deserti (95/2002). Ha esposto, con personali, nelle maggiori città e capitali europee: Roma, Milano, Parigi, Basilea, Londra, Napoli, Barcellona. Nel dicembre 2001, su invito della Città di Caserta, realizza ed installa al centro della monumentale piazza Carlo III antistante la Reggia Vanvitelliana l'opera PLUS ULTRA (m. 15x18x18 ) quale indice di riflessione ma anche di reazione dell'artista all'emotiva incertezza e senso di paura inconscia che hanno attanagliato l'umanità a seguito degli attentati in USA dell'11 settembre 2001. (30 dicembre 2001-15 febbraio 2002).Contemporaneamente nel gennaio 2002 avvertendo la necessità di partecipare alla ''polemica'' etico-morale sulla clonazione umana, provocatoriamente, clona 18 suoi lavori su carta, del 98 ( Vanno Tutti Verso il Nulla ), in 25 esemplari utilizzando la tecnologia del Plotter. Nel Luglio 2002 presenta la personale TEMPI-ANNI-DESERTI presso la prestigiosa Fondazione Orestiadi di Gibellina. Coerente con l'idea mentale del fare pittura ha sempre proceduto attraverso cicli di progetti estetici in cui l'opera resta, comunque e soprattutto, cifra aurea del mondo attraverso cui si realizza l'epifania dell'immagine. Nel 1981, in un'intervista, alla domanda se si considerasse un post-moderno rispondeva: 'Postmoderno sarai Tu; Io sono Mafonso'.