Maestro raccontami il mondo

Bologna - 12/12/2015 : 12/02/2016

Mostra didattica dedicata ad Alberto Manzi, il maestro famoso per la trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi che negli Anni Sessanta insegnò a leggere e a scrivere a migliaia di italiani.

Informazioni

  • Luogo: MAMBO - MUSEO D'ARTE MODERNA DI BOLOGNA
  • Indirizzo: Via Don Giovanni Minzoni 4 - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 12/12/2015 - al 12/02/2016
  • Vernissage: 12/12/2015 ore 17,30
  • Generi: didattica
  • Orari: Mostra visitabile fino al 12/02/2016, dal martedì al venerdì negli orari di apertura del museo.
  • Biglietti: ingresso libero
  • Patrocini: L'esposizione è promossa dall'Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Istituzione Bologna Musei | Dipartimento educativo MAMbo, a cura del Centro Alberto Manzi.

Comunicato stampa

Maestro raccontami il mondo
Mostra didattica promossa dall'Agenzia Informazione e Comunicazione Giunta Regione Emilia-Romagna in collaborazione con Istituzione Bologna Musei | Dipartimento educativo MAMbo, a cura del Centro Alberto Manzi.
Inaugurazione sabato 12 Dicembre alle ore 17,30 - MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, via Don Minzoni 14 Bologna.

Aprirà il 12 dicembre e si protrarrà fino al 12 febbraio la mostra didattica dedicata ad Alberto Manzi, il maestro famoso per la trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi che negli Anni Sessanta insegnò a leggere e a scrivere a migliaia di italiani

Manzi è stato anche un apprezzato scrittore per ragazzi oltre che maestro e pedagogista di primaria importanza nel panorama nazionale.
Per Manzi il bambino andava educato a pensare: “Le esperienze devono suscitare domande e curiosità, innescare nel bambino il desiderio di capire e conoscere”. La mostra, allestita negli spazi del Dipartimento educativo MAMbo, propone alcune riflessioni su temi di attualità: il razzismo, lo sfruttamento, l’inclusione, la sostenibilità ambientale usando la chiave narrativa dei racconti di Alberto Manzi. Capire il mondo attraverso le storie, scoprire storie attraverso l’arte. La leggerezza di una narrazione asciutta, quasi giornalistica, trova nella mostra una forma artistica: le tre storie curate dal Centro Alberto Manzi vivono un nuovo immaginario grazie all’abilità di Alessandro Sanna che, tra illustrazioni e sculture di carta, propone ai bambini un’immersione giocosa in storie capaci di far pensare. Flip il cucciolo introduce al concetto di amicizia, al valore della solidarietà e ci ricorda di non imporre il proprio punto di vista agli altri: la postazione è uno spazio giocoso dove le tavole originali delle favole di Manzi dialogano con le sculture di carta ideate da Sanna che ricreano per i bambini “una fattoria piena di domande d’attualità e grandi pensieri”. Orzowei affronta il tema del razzismo e della diversità e l’allestimento propone ai bambini una “foresta sacra” terra di passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, spazio del rito e del mito. Isa l’uomo si sofferma sui diritti e sullo sfruttamento degli esseri umani, e la ricostruzione è un labirinto che permette di perdersi nella storia di Manzi lasciandosi accompagnare dalle illustrazioni e ricostruendo la storia stessa.

Saranno presenti all’inaugurazione Elisabetta Gualmini, Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Laura Carlini Fanfogna Direttrice dell’Istituzione Bologna Musei, Alessandro Sanna artista e illustratore, Sonia Boni Manzi moglie di Alberto Manzi.

Il momento inaugurale è preceduto da un laboratorio per bambini da 5 a 12 anni, a cura del Dipartimento educativo, che ha inizio alle ore 16.00 e si conclude con il "taglio del nastro" da parte dei piccoli partecipanti. Attività gratuita su prenotazione (tel. 051 6496628, [email protected]), max 25 partecipanti fino a esaurimento posti disponibili.

Mostra visitabile fino al 12/02/2016, dal martedì al venerdì negli orari di apertura del museo. Ingresso libero. Info sulla mostra e le attività educative: www.mambo-bologna.org.


Il Maestro Alberto Manzi

Considerato una delle personalità più originali della pedagogia italiana contemporanea, Manzi è noto al grande pubblico per la trasmissione televisiva Non è mai troppo tardi che realizzò e condusse negli anni ‘60. Si trattava di un corso per adulti analfabeti voluto da Rai e Ministero della Pubblica Istruzione. Un progetto complesso di educazione a distanza, articolato sulla messa in onda televisiva e su oltre 2.000 Pat (punti di ascolto televisivo) sparsi sul territorio nazionale, dove un insegnante seguiva insieme al gruppo di allievi la trasmissione e poi svolgeva con loro l’attività didattica di “tutoring”, che consentiva di consolidare gli apprendimenti. Chi di loro voleva e si sentiva preparato, poteva poi affrontare l’esame per la licenza elementare. Mettendo in campo l’arma più innovativa, cioè la televisione, si intendeva così combattere una battaglia decisiva contro l’analfabetismo adulto, che riguardava circa il 10% della popolazione italiana alla metà degli anni Cinquanta, senza considerare i semianalfabeti. Non è certificato, ma sarebbero più di un milione gli italiani adulti che hanno conseguito la licenza elementare attraverso i corsi di Non è mai troppo tardi.
La trasmissione fu imitata in 72 Paesi e al Congresso mondiale degli organismi radio-televisivi che si tenne a Tokyo nel 1965, la trasmissione Non è mai troppo tardi ricevette, su indicazione dell’Unesco, il Premio Onu come uno dei programmi più significativi di televisione educativa e per la lotta contro l’analfabetismo. Nel 1987 Manzi fu chiamato dal Presidente argentino Raul Alfonsine a tenere il Piano di Alfabetizzazione del Paese sul modello di Non è mai troppo tardi. Fu considerato il miglior programma di alfabetizzazione adottato in tutto il Sudamerica e valse il Premio Unesco 1989. Non è mai troppo tardi è solo la più nota di una lunga serie, tra il 1951 e il '96, di trasmissioni e collaborazioni con la televisione e la radio, tra cui 40 trasmissioni sulla lingua italiana per gli italiani all’estero e per insegnare l’italiano agli stranieri in Italia. Quando inizia Non è mai troppo tardi, Manzi è già un affermato scrittore per ragazzi e cura sussidiari, libri di letture, diari scolastici. Nel complesso, l’intensa l'attività di scrittore lo vede autore di oltre 120 titoli tra racconti per ragazzi, romanzi, fiabe, traduzioni e testi di divulgazione scientifica tradotti in tutte le lingue che gli sono valsi riconoscimenti e premi internazionali. Orzowei è ancora oggi uno dei libri di letteratura italiana più tradotto nel mondo.
Manzi insegnante elementare ha una profonda vocazione alla ricerca didattica, e ne costruisce una sua, sollecitando nei ragazzi la “tensione cognitiva”, intendendo l’insegnamento come un percorso di apprendimento in cui i ragazzi imparano a conoscere la realtà ponendosi le domande e cercando le risposte nella ricerca, nell’esperienza anche e soprattutto al di fuori delle aule scolastiche. Alberto Manzi non insegna nella maniera classica, ma educa a pensare: non accumula informazioni nelle loro menti ma fa che l’esperienza produca spiegazioni e li aiuti a formulare concetti e saperi. Dal 1954 al '77 Manzi sfida l’analfabetismo anche dall’altra parte dell’Oceano, tiene corsi di scolarizzazione tra Perù ed Ecuador, avendo come riferimento una comunità di Salesiani, e fa l’educatore alfabetizzando gli Indios.
Nel 1993 in Italia, il maestro fa parte della Commissione per la Legge Quadro in difesa dei minori. Nel 1994 viene eletto sindaco di Pitigliano (Grosseto), dove risiedeva e dove si è spento il 4 dicembre 1997.


Alessandro Sanna

Nato nel 1975 a Nogara (VR), vive e lavora a Mantova. Ha illustrato libri scritti da David Grossman, Italo Calvino, Roberto Piumini, Gianni Rodari, Vivian Lamarque, Beppe Fenoglio, Folco Quilici, Massimo Carlotto e altri. Tre volte premio Andersen, Premio Rigamonti (2009), Premio Lo straniero (2014). Collabora con case editrici come Corraini (“Mostra di pittura”, coedizione col Centre Pompidou) ed Einaudi per la quale, nel 2015, esce nella prestigiosa collana I Millenni il volume L’anima degli animali con scritti di Plutarco, Aristotele e Porfirio, con immagini dipinte ad acquerello. Nel 2013 realizza Fiume lento edito da Rizzoli in Italia e negli Stati Uniti, Spagna, Germania, Cecoslovacchia, Cina. Nel 2014 realizza un grande murale per la biblioteca di Finale Emilia ricostruita dopo il terremoto. Collaboratore di Vanity Fair France e Gioia. Docente di illustrazione per l’editoria all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Candidato italiano all’Hans Cristian Andersen Award 2016, prestigioso Premio di letteratura per l’infanzia.