[email protected] – Valerio Libralato

Latina - 24/03/2012 : 25/03/2012

Saranno allestite opere di Valerio Libralato, in concomitanza con lo spettacolo teatrale “Salgari c.so Casale 205”, proposto da Clemente Pernarella per la Rassegna/ contenitore di attività multidisciplinari LatinaLAB.

Informazioni

  • Luogo: TEATRO COMUNALE G. D'ANNUNZIO
  • Indirizzo: viale Umberto I 41/43 - Latina - Lazio
  • Quando: dal 24/03/2012 - al 25/03/2012
  • Vernissage: 24/03/2012 ore 19
  • Autori: Valerio Libralato
  • Curatori: Fabio D’Achille
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: sabato 24 marzo dalle 19,00 alle 24,00 – domenica 25 marzo dalle 16,30 alle 20,00.
  • Biglietti: ingresso libero

Comunicato stampa

Sabato 24 e domenica 25 marzo all’interno del foyer del Teatro “G. D’Annunzio” di Latina saranno allestite opere di Valerio Libralato, in concomitanza con lo spettacolo teatrale “Salgari c.so Casale 205”, proposto da Clemente Pernarella per la Rassegna/ contenitore di attività multidisciplinari LatinaLAB. Valerio Libralato è maestro acquarellista formatosi nell’atelier di Dino Massarenti e Addis Pugliese. La mostra sarà curata da Fabio D’Achille per MAD Rassegna d’Arte Contemporanea

Ricordiamo che Libralato è presente al Caffè Friuli con la personale “Equilibrio in movimento”, curata sempre da MAD nel contesto della rassegna MAD Friuli e imperniata su temi ripresi dal mondo del circo, visitabile ancora per pochi giorni. Su quest’ultima esposizione riportiamo il testo critico di Laura Cianfarani:
“La scelta, non scevra da implicazioni personali, di raffigurare soggetti appartenenti al mondo circense nell’arte di Valerio Libralato, solitamente imperniata su temi che non includono figure, rappresenta una sfida, una possibilità di libertà da parte dell’artista che, al pari della follia de “Il giocoliere”, può scegliere di realizzare ciò che vuole e come vuole, proprio in virtù della follia stessa. “Non esiste grande genio senza una dose di follia (…)” affermava Aristotele: genio e follia di chi è in grado di dar vita alla propria espressività, riuscendo a creare un coinvolgimento emotivo e a trasmettere sensazioni, a dar luogo ad uno scambio che implica un arricchimento reciproco, un movimento. Il movimento è una costante nell’arte di Valerio, che gli permette di raggiungere un connubio tra contenuto e forma: l’artista visualizza e rappresenta soggetti intenti a compiere azioni attraverso la tecnica dell’acquerello, con una fonte di luce che conferisce profondità e spessore agli elementi rappresentati e con colori sfumati, stesi con velature attraverso cui ottiene un morbido effetto plastico e una fusione tra soggetti e ambiente circostante, richiamando l’acqua con le sue continue e mai uguali fluttuazioni. E quando gli riferisco che le sue opere mi comunicano un legame con l’elemento acqua Valerio mi racconta di quando, bambino, giocava con i rivoli idrici tracciando con le dita lievissimi segni, come se dandogli un contorno potesse controllarli, finché non prendeva vita il disegno che aveva immaginato. A questo proposito “L’uomo acqua” è probabilmente l’opera che meglio esprime la poetica artistica di Valerio, con il profilo di un uomo lievemente delineato che sembra fondersi con il mare e con il cielo, dove non c’è un elemento “dominante”, ma il soggetto è una compenetrazione tra l’uomo, l’oceano e la volta celeste, quasi fossero un’unica entità.
Libralato si ferma nel luogo che vuole rappresentare aspettando anche ore finché non arrivano le condizioni di luce favorevoli a ciò che vuole dipingere, come facevano gli Impressionisti.
“L’acquerello mi permette di essere libero” afferma Valerio, che agli esordi della sua carriera artistica si serviva della tecnica ad olio, utilizzando però molta trementina che donava alle sue opere un effetto “colato”, a conferma della sua predilezione per l’elemento acqua, acqua come movimento, come vita, come equilibrio tra un sapiente controllo dei colori e una gestualità istintiva di schizzi cromatici che troviamo nelle sue opere”.
Lo spettacolo teatrale “Salgari c.so Casale 205”, scritto e diretto da Clemente Pernarella, vuole far luce sul mondo creato dalla mente di Salgari: cosa potremmo scoprire? Quali abissi e quali altezze? Quali colori e quali suoni? Quali fantasmi e quali paure? Cosa ha portato Salgari al suicidio? Cosa ha portato al suicidio anche due dei suoi quattro figli e sua moglie alla pazzia?