Lynn Davis / Hema Upadhyay

Verona - 10/12/2011 : 25/02/2012

Studio la Città inaugurerà due personali, molto diverse tra loro, in due differenti spazi della galleria. La prima sarà dedicata alla fotografia e in particolare ai lavori dell'americana Lynn Davis: scatti tratti dalle sue serie sull'Iran, l'India e la Cina, in collaborazione con la galleria Karsten Greve di Colonia. La seconda vedrà protagonisti lavori di grandi e piccole dimensioni dell'indiana Hema Upadhyay - da poco in mostra anche al Centre Pompidou di Parigi - che presenterà per l'occasione una nuova installazione.

Informazioni

  • Luogo: STUDIO LA CITTA'
  • Indirizzo: Lungadige Galtarossa 21 - Verona - Veneto
  • Quando: dal 10/12/2011 - al 25/02/2012
  • Vernissage: 10/12/2011
  • Autori: Lynn Davis, Hema Upadhyay
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, doppia personale

Comunicato stampa

La prima, dal titolo

Modern Views of Ancient Treasures

Dans Le Monde Arabe

In the footsteps of Ibn Battuta



sarà dedicata alla fotografia e in particolare ai lavori dell'americana Lynn Davis: scatti tratti dalle sue serie sull'Iran, l'India e la Cina, in collaborazione con la galleria Karsten Greve di Colonia. Le opere dell'artista, giunta alla sua terza personale a Verona, sono state esposte per la prima volta in Italia nel '91, proprio presso la nostra vecchia sede espositiva

Il suo ritorno, quest'anno con fotografie del tutto nuove per il pubblico italiano, ha una particolare rilevanza dato l'interesse suscitato, soprattutto all'estero, dalla grande qualità delle sue fotografie. E’ da sempre consuetudine di Lynn Davis far ascoltare della musica durante le sue inaugurazioni. In questo caso però la scelta sarà del tutto eccezionale: la sensibilità della fotografa in campo artistico ha incontrato quella di Philip Glass nell’ambito musicale. Per questo motivo i due, amici di vecchia data, hanno pensato di esplicitare il fil rouge che li lega, proponendo una selezione di immagini e brani in perfetta sintonia tra loro. Durante la mostra infatti, verranno proposte alcune musiche selezionate da Lynn Davis e Philip Glass, in una compilation appositamente studiata per l’occasione.

Così Lynn Davis descrive il concept della mostra a Studio la Città:

Durante i miei viaggi in Medio Oriente (1989-2010) ad un certo punto lessi “The Journey of Ibn Battuta” (“Il viaggio di Ibn Battuta”) del grande scrittore egiziano Naguib Mafouz. Pensavo fosse un racconto di fantasia. Lo era, ma era basato sul vero Ibn Battuta, studioso ed esploratore musulmano. Nella mia ricerca sulla sua vita e le sue esplorazioni non avevo intenzione di ripetere il suo viaggio lungo ventinove anni, ma la vita ha voluto che seguissi vagamente le sue orme.

Seduta in un caffè del centro commerciale di Dubai intitolato proprio a Ibn Battuta ho immaginato questo progetto. Questa mostra è una parte del progetto più ampio. Credo che ora sia un ottimo momento per mostrare questi gioielli architettonici che testimoniano le origini ed i tesori di queste grandi culture. Lynn Davis, 2011



La seconda si intitolerà

The Princesses' Rusted Belt

e vedrà protagonisti lavori di grandi e piccole dimensioni dell'indiana Hema Upadhyay - da poco in mostra anche al Centre Pompidou di Parigi - che presenterà per l'occasione una nuova installazione, opere a parete e sculture di ridotte dimensioni, insolite per l'artista. Hema Upadhyay vive e lavora a Mumbai, dopo un esordio presso Studio la Città, ha esposto a Parigi, Tokyo, Roma e in molti musei internazionali.

L’installazione proposta, verrà presentata in Italia per la prima volta e sarà composta da circa 300 uccelli in creta decorati a mano, circondati da 6 pannelli dipinti, a parete.

The Princesses' Rusted Belt, è anche il titolo dell’opera principale in mostra e trae spunto da una vicenda avvenuta in India nel 1960. Princess Mills infatti era il primo mulino tessile di Bombay, il primo di una lunga serie a chiudere in quegli anni. Questo processo fu probabilmente una delle principali cause dello sfollamento di massa e innescò in città una serie di movimenti sociali e politici. Ecco che il “ghetto”, come luogo angusto e sovrappopolato, e gli oggetti del desiderio dei suoi abitanti, diventano rappresentazioni simboliche e sono utilizzati come metafora nei dipinti di Hema.

Piccoli uccelli fatti a mano in creta dipinta, saranno invece proposti su piccole mensole a muro in una diversa sala della galleria. Essi rappresentano, sottoforma di piccole sculture, il problema dell’immigrazione, molto presente in India. Gli uccelli proposti dall’artista sono infatti quasi tutti esemplari fluviali perché spesso, anche in passato, le migrazioni avvenivano nei pressi dei corsi d'acqua per permettere ai migranti di sfruttare le risorse idriche e la fertilità del terreno.

E' stato osservato e segnalato come la gente cerchi di attaccarsi alla propria cultura per compensare la perdita di un ambiente conosciuto e per sentirsi più “al sicuro”. Si cerca di vivere insieme e formare colonie, di osservare le tradizioni spesso in un modo che risulta eccessivamente conservatore.

Gli uccelli di Hema Upadhyay sono la testimonianza della difficoltà di adattamento dei migranti che, spesso, rende difficile anche il loro adattamento e genera gli stereotipi culturali del nostro tempo.