Luisa Raffaelli – Strutture e Fughe

Torino - 16/09/2014 : 08/10/2014

Nei suoi ultimi, più recenti lavori Luisa Raffaelli prima decostruisce e poi riassembla residui della lavorazione industriale del legno tagliati al laser a svariati elementi d'arredo, trasformati come per metamorfosi in articolate microstrutture architettoniche.

Informazioni

Comunicato stampa

Nei suoi ultimi, più recenti lavori Luisa Raffaelli prima decostruisce e poi riassembla residui della lavorazione industriale del legno tagliati al laser a svariati elementi d'arredo, trasformati come per metamorfosi in articolate microstrutture architettoniche, dalle forme quasi urbanistiche, se viste dall'alto, popolate soltanto da piccoli volti stilizzati, testine candide di gesso che compaiono qua e là casualmente, e che ritroviamo anche in certi suo "quadri" verticali, realizzati dipingendo su carta fotografica con impressa la sagoma tenue e soffusa di un albero

Anche qui ci sono le piccole teste che sembrano boccioli o fiori candidi spuntati lungo il tronco tra i rami; anche se a ben vedere, più da vicino, ci si accorge che le teste sono colpi veloci di pennello imbibito di colore bianco.
Il tema arboreo lo ritroviamo enfatizzato nelle gigantesche immagini fotografiche dove la Raffaelli sceglie come soggetto la cima di un abete, proiettata verso il cielo, tra le nuvole, libera dalle radici e dalla Terra. La libertà è infatti il leitmotiv di tutto il lavoro di questa valente artista torinese impegnata in una ricerca su se stessa, prima ancora che sull'Arte, così le "strutture" dichiarate nel titolo sono metafora di tutti quegli elementi di reclusione e di coazione sociale e psicologica che vincolano il nostro agire e il nostro pensare, e sono anche i legami con tutto ciò che di accademico ancora esiste e persiste nell'arte. Legami e costrizioni dai quali lei cerca sempre da sempre una via di fuga.

Guido Curto