Luigi Spazzapan

San Secondo di Pinerolo - 20/10/2012 : 24/02/2013

Cento opere provenienti da musei pubblici, fondazioni, gallerie e da alcuni tra i piu' importanti collezionisti che lo hanno conosciuto e apprezzato negli anni della sua permanenza a Torino.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO DI MIRADOLO
  • Indirizzo: Via Cardonata 1 - San Secondo di Pinerolo - Piemonte
  • Quando: dal 20/10/2012 - al 24/02/2013
  • Vernissage: 20/10/2012
  • Autori: Luigi Spazzapan
  • Curatori: Francesco Poli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mercoledì, giovedì e venerdì dalle 14 alle 18.00 (mattino aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche) Sabato, domenica e lunedì dalle 10 alle 18.30 Chiuso il martedì.
  • Biglietti: intero € 7,00 ridotto € 5,00 per gruppi, convenzionati, studenti fino a 26 anni, over 65, militari ridotto € 3,00 per bambini sotto i 14 anni gratuito per i bambini fino a 6 anni e i titolari dell’Abbonamento Musei. Visite guidate Tutti i sabati e le domeniche alle 15.30. Il costo è di 3 euro a persona oltre al biglietto di ingresso; è consigliata la prenotazione.
  • Telefono: +39 0121376545

Comunicato stampa

Ha aperto con successo, sabato 20 ottobre nelle sale storiche del Castello di Miradolo, la mostra dedicata a Luigi Spazzapan (1889-1958), uno dei protagonisti più liberi, indipendenti e creativi della scena artistica novecentesca.

“Nel 1933 nella sua casa di Corso Giulio Cesare 46, all’ultimo piano regnava un grande disordine; Spazzapan era solito lavorare di notte fumando e bevendo caffè. Era velocissimo ad eseguire le sue opere…..i fogli erano sparsi per terra nello studio e lui ci camminava sopra, incurante di rovinarli; dipingeva per se stesso, ormai li aveva fatti, questo contava”



Poche parole per descrivere il protagonista di questa importante retrospettiva, organizzata dalla Fondazione Cosso e curata dal Prof. Francesco Poli, che porta sul territorio un artista prolifico e attivo tra le due Guerre e negli anni Cinquanta. Nelle sale del Castello di Miradolo il percorso espositivo presenta cento opere provenienti da musei pubblici, fondazioni, gallerie e da alcuni tra i più importanti collezionisti che lo hanno conosciuto, stimato e apprezzato negli anni della sua permanenza a Torino.

Un artista e un uomo così complesso e ricco di passioni, anche contraddittorie. Dietro un carattere difficile che aveva origini lontane, nascondeva sensibilità e affetto per i suoi amici. Era collerico qualche volta, ma la sua collera nascondeva una grande timidezza. Una personalità irruenta, ma allo stesso tempo un animo pieno di sentimento nostalgico alla ricerca di qualcosa. Una straordinaria fantasia, fatta di umori giocosi e talvolta satirici. Una enorme carica vitale che ha affascinato coloro che lo hanno conosciuto e che, in qualche modo, ne sono stati contagiati.

Attraverso varie sezioni, la mostra mette a fuoco in modo completo le principali fasi della ricerca pittorica di Luigi Spazzapan: il periodo giovanile con la partecipazione al movimento futurista giuliano dei primi anni Venti, l’arrivo nel 1928 a Torino dalla nativa Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, la sua maturazione artistica, il rapporto con il Gruppo dei Sei, le amicizie con i critici più influenti, tra cui Lionello Venturi ed Edoardo Persico e la prima importante personale a Parigi, organizzata da Sandro Alberti nel 1939. Agli anni Trenta risalgono anche la partecipazione alla II Quadriennale di Roma e alla XX Biennale di Venezia.

Proprio in occasione della sua partecipazione alla Quadriennale romana, nel 1935, dice: « Sono risolutamente contrario ad ogni criterio prestabilito di organizzazione del quadro. Ad ogni attività sistematica, ad ogni metodo. Vedo le più giovani generazioni seriamente afflitte o insidiate dal malanno della stilizzazione». Nel 1932 Spazzapan conosce a Torino la donna che fu la sua compagna amata, la sua modella in centinaia di disegni e di dipinti, Ginia.

I bombardamenti di Torino e l’incendio del suo studio, durante il secondo conflitto mondiale, gli distruggono un enorme numero di opere e lo portano a Pinerolo, ospite di una famiglia del posto. Dopo la guerra, nel 1947, Spazzapan si fa promotore, con Piero Bargis, Umberto Mastroianni, Oscar Navarro, Ettore Sottsass jr. e Mattia Moreni, della mostra Arte Italiana d’oggi- Premio Torino sollevando critiche taglienti ma anche profondo interesse.

Negli anni 1946-1947, la pittura e la grafia di Luigi Spazzapan recuperano il senso dell’astrazione e della geometria che avevano contraddistinto i progetti per stoffe e pitture murali degli anni ’20. Le forme inventate appaiono leggere e libere e acquistano forza e tridimensionalità grazie a cromie insieme accese e cupe. Nasce così, dopo il 1947, la serie dei cosiddetti Santoni: figure ibride e ironiche, che rispecchiano la suggestione di icone slave o bizantine.

Dal 1950 la fama di Luigi Spazzapan in Italia inizia a crescere e procede di pari passo con una nuova grande stagione pittorica che viene definita informale. Dai primi anni Cinquanta, caduto l’impianto calligrafico o geometrico, il segno-colore diviene protagonista assoluto dei suoi dipinti. E’ un risplendere della pittura, un accendersi di cromie liquide, luminose, materiche, che collocano l’ultimo periodo dell’artista tra le prime e più alte testimonianze dell’Informale italiano.

Le opere selezionate mettono in luce, con particolare cura, le fasi più significative che attraversano l’intera carriera artistica di Spazzapan, opere nelle quali registra infallibilmente gesti, caratteri, volti e figure attingendo al repertorio inesauribile della memoria. Non disegna dal vero; il disegno è per lui l’avventura davanti al foglio di carta bianca.

Il percorso espositivo proposto dalla Fondazione Cosso accompagna il visitatore alla scoperta dell’uomo oltre che del geniale pittore. Adesso si affianca la colonna sonora appositamente creata e che rientra a far parte del progetto Avant-dernière pensée a cura di Roberto Galimberti.

Spazzapan è stato, in passato, un personaggio scomodo: per questa sua continua e insofferente manipolazione dei valori del linguaggio, per questa sua concezione, spontanea e irresistibile, dell’arte come vita, come perenne creatività sorgiva, che ne ha fatto un bohémien persino involontario e fuori tempo massimo.

Uomo solitario e dal carattere a tratti spigoloso Spazzapan si trincerava dietro l’atteggiamento aggressivo per nascondere una segreta timidezza, un cuore aperto e sensibile. Era un artista che dipingeva e disegnava perché si divertiva a dipingere e disegnare per sè: linee e colori erano le sue parole più belle, erano i “mezzi” che gli permettevano di vedere dentro e fuori di sé.

La mostra “Luigi Spazzapan” è anche occasione per la scoperta del Castello di Miradolo, sede operativa della Fondazione Cosso, che qui promuove e organizza progetti culturali di qualità. Posto all’imbocco della Val Chisone, il Castello risale al XVII secolo e la sua originaria struttura fu ridisegnata e ampliata nella seconda metà dell’Ottocento, secondo l’affascinante impianto neogotico ancora oggi visibile. Ultima discendente della nobile casata proprietaria fu la Contessa Sofia di Bricherasio, morta nel 1950 senza eredi.

L’edificio, dopo decenni di incuria, è attualmente oggetto di restauro da parte di privati, animati dalla volontà di restituire al territorio un complesso architettonico fortemente legato alla storia locale. L’aristocratica dimora, che fino alla morte della contessa Sofia fu sede di un vivace cenacolo culturale, sta dunque risorgendo poco a poco, portando alla luce frammenti di affreschi settecenteschi e proponendosi come laboratorio permanente di idee e di innovazione.Occasione per apprezzare il connubio tra arte e storia è data anche da una passeggiata nel bellissimo parco che circonda il Castello e che raccoglie oltre 1740 alberi di diversa dimensione e pregio, appartenenti a 70 specie botaniche.