Luigi Presicce – In forma di autoscopia

Milano - 27/10/2011 : 25/11/2011

Nella mostra In forma di autoscopia Luigi Presicce (Porto Cesareo, 1976), “rivisita” l’aspetto performativo della sua ultima produzione artistica, partendo da lavori del 2007 fino a Il Grande Architetto, opera realizzata per questa esposizione presso Marsèlleria permanent exhibition.

Informazioni

Comunicato stampa

L’autoscopia è un disturbo della consapevolezza della propria unità, è la visione della
propria immagine corporea proiettata all’esterno. In questa esperienza una persona è
in grado di vedersi e di sapere che ciò che vede è se stesso. Questo disturbo conduce
ad un’esperienza percettiva molto rara che, oltre alla vista, può coinvolgere anche
altri sensi come, ad esempio, il tatto. Un aspetto fondamentale dell’autoscopia è la
perdita del senso di familiarità per se stessi; il sé viene visto in modo oggettivo


Nella mostra In forma di autoscopia Luigi Presicce (Porto Cesareo, 1976), “rivisita”
l’aspetto performativo della sua ultima produzione artistica, partendo da lavori
del 2007 fino a Il Grande Architetto, opera realizzata per questa esposizione presso
Marsèlleria permanent exhibition.
Il Grande Architetto è una performance pensata per due unici spettatori, due bambini,
e si basa sulla leggenda dell’uccisione (simbolica) di Hiram Abif, l’architetto che
costruì il tempio di Salomone e diede inizio alla massoneria intesa come conservazione
delle regole segrete per i tagliatori di pietre nella costruzione delle cattedrali.
La performance è stata pensata in quatto quadri, ognuno dei quali tratta un momento di
questo racconto allegorico. Nel primo quadro viene presentato il Grande Architetto con
un chiaro riferimento al Duce d’Italia (sia per la gloria dell’impero, sia per la sua
fine ingloriosa) e a George Ivanovich Gurdjieff per quanto riguarda i tratti somatici
della testa d’oro. Il secondo quadro rappresenta l’uccisione del Grande Architetto
da parte di tre tagliatori di pietra (gli adepti), con la rottura della testa d’oro
tramite colpi di squadro. Nel terzo quadro i tre adepti pentiti di quello che hanno
fatto si auto infliggono una pena di morte: uno è lapidato, uno crocifisso, uno appeso a
testa in giù (ancora un riferimento al Duce). Il quarto quadro costituisce il momento
dell’espiazione. In questo Oh Petroleum (uno degli adepti) suona dal vivo Don’t fade
away con al suo fianco Alejandro Jodorowski (o un sosia?) che regge un libro e un
modello tridimensionale delle regole della costruzione per “andare” verso l’alto (le
cattedrali/La montagna sacra). Anche i luoghi sono sempre simbolici: Lu Cafausu a San
Cesario di Lecce, la cava di bauxite a Otranto, Porta San Giusto (detta Napoli) a Lecce
e una vecchia cava di tufo di inizi del ‘900.
Il Grande Architetto è presentato in quattro video proiettati contemporaneamente.
Unica traccia audio di questi tableau vivant è Don’t fade away, una cover dei Death
Can Dance cantata e suonata da Oh Petroleum.
Negli spazi della Marsèlleria anche una selezione di video, fotografie, strumenti e
sculture di altre performance tra cui Allegoria astratta dell’atelier del pittore
all’inferno tra le punte gemelle, realizzata a Thessaloniki per l’ultima edizione della
Biennale, La parata dei perdenti, realizzata per Solid sweat a Le Dictateur Milano e
La benedizione dei pavoni, realizzata a Porto Cesareo (opera vincitrice di Talenti
emergenti 2011, CCC Strozzina, Firenze), Donazione della cappella (terrazzo privato,
Milano), Annunciazione di Pitagora agli acusmatici (cave di argilla, Marti), Jenny
Haniver show (Fondazione Buziol, Venezia), Visita alla lingua (La Rada, Locarno).
Presicce continua la propria ricerca con un percorso di auto archeologizzazione
realizzando performance per un pubblico di soli due spettatori, performance in cui uno
spettatore alla volta è condotto di fronte alla scena per una fruizione brevissima
e individuale, performance in cui il pubblico viene allontanato durante il corso
dell’azione causando un’interruzione della visione stessa.
Luigi Presicce note biografiche
Nato a Porto Cesareo (LE) nel 1976, vive e lavora a Milano e Porto Cesareo.
Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ma determinante è il percorso
intrapreso autonomamente.
Nel 2007 ha partecipato al Corso Superiore di Arti Visive (CSAV) della Fondazione
Antonio Ratti di Como con l’artista americana Joan Jonas e nello stesso anno ha vinto
il premio Epson per l’Arte.
Nel 2008, nell’ambito di Artist in Residence, ha partecipato al workshop in Viafarini
a Milano con l’artista americano Kim Jones.
Sempre nel 2008 a Milano ha fondato (con Luca Francesconi e Valentina Suma) prima
la rivista Brownmagazine e successivamente il Brown Project Space del quale cura la
programmazione.
Con Giusy Checola e Salvatore Baldi dal 2011 dirige Archiviazioni(esercizi di indagine
e discussione sul Sud contemporaneo) a Lecce.
Nel 2011 ha vinto il premio Talenti emergenti, indetto da CCC Strozzina a Palazzo
Strozzi, Firenze.
Con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti partecipa al
progetto Lu Cafausu, presente alla prossima edizione di dOCUMENTA13 (Kassel) nel 2012.
www.luigipresicce.it
http://brownprojectspace.tumblr.com/
http://www.archiviazioni.org/