Luigi Arcangeli – D’estate, una sera…

Bologna - 08/03/2013 : 24/03/2013

L'estate dove una finestra illumina il chiuso di una stanza, una ragazza dagli occhi belli quanto intensi e un ragazzo avvolto innocente fra le lenzuola bianche stese a vela sul pavimento, vivono l'esperienza di un incontro che per loro potrà essere fatale, nel bene come nel male: purtroppo, scrive la Duras, il male più del bene «Lo si sa per sé soli».

Informazioni

  • Luogo: LA BOTTEGA INSTABILE
  • Indirizzo: via Rialto 13/b - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 08/03/2013 - al 24/03/2013
  • Vernissage: 08/03/2013 ore 19
  • Autori: Luigi Arcangeli
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: dalle 19,00 alle 23.00

Comunicato stampa

D'estate, una sera | Luigi Arcangelis
omaggio a Marguerite Duras


testo critico | Andrea Gibellini

Raccontare le emozioni che possono provenire da un volto, da un gesto, sollecitando così l'obiettivo fotografico è impresa difficile, ancora più difficile, ci sembra il momento dell'amore fino all'estrema, individuale, solitudine


Il racconto della Duras -minuzioso nei dettagli, descrittivo degli stati d'animo dei due protagonisti, con una sua cadenza teatrale, da messinscena di un incontro e di un dolore per tanti motivi comune ad una esperienza vissuta da molti- è la matrice lontana di un problema che Luigi Arcangeli sentiva di poter sviluppare attraverso lo strumento artistico della fotografia.
La Duras coglie alcuni frammenti di un mondo invisibile nella visibile sofferenza di un abbandono e nel destino sconosciuto dell'amore, individuandolo come per intime sequenze. E Luigi Arcangeli ha approffitato della sensibilità della scrittrice per convertire questa volta in immagini fotografiche, le vibrazioni più oscure, talvolta impercettibili che muovono i nostri sentimenti verso l'agire delle cose. Queste oscure vibrazioni sono luoghi profondi, perfettamente istintivi, individuali, dove la nostra umanità acquista pienezza, una propria sicura ed assoluta (perchè solo a noi appartiene) fecondità. Ed il testo della scrittrice concilia questi punti di buio fermentante con degli sprazzi di luce, con dei momenti che hanno il sapore intenso della felicità.
LuigiArcangeli ha lavorato seguendo Occhi blu capelli neri della Duras su questi punti fermi di luce, che sono valori non solo emozionali ma di conoscenza di una realtà interiore più ampia. La Duras, pertanto, è una guida verso le notti sconfinate della solitudine; di una solitudine complessa non dovuta all'abbandono di qualcuno in particolare, ma di una sofferta solitudine di coppia, psicologica, dove regna sovrana l'incomunicabilità. Luigi Arcangeli, allora, ha focalizzato l'obiettivo nel regno muto delle cose, in cui le parole perdono una loro potenziale efficacia, e solo i gesti e gli sguardi riassumono la profondità di un'emozione. E la scrittura rastremata della Duras con i suoi intermittenti silenzi diventa una musica lenta, una nota nitida nel mondo dell'incomprensione. Gli stessi brevi segmenti narrativi della scrittrice francese, fissano un'inquadratura, l'assolutezza di una situazione, l'incontrovertibilità di un momento, formano lo specchio di una scena: ecco che i pannelli diLuigi Arcangeli possono anche essere osservati come l'inizio, lo sviluppo, e la fine di una vicenda - ed è stato bravo a mantenere l'unicità dell' inquadratura fotografica all'interno di una relazione più narrativa.

L'estate dove una finestra illumina il chiuso di una stanza, una ragazza dagli occhi belli quanto intensi e un ragazzo avvolto innocente fra le lenzuola bianche stese a vela sul pavimento, vivono l'esperienza di un incontro che per loro potrà essere fatale, nel bene come nel male: purtroppo, scrive la Duras, il male più del bene «Lo si sa per sé soli».

Andrea Gibellini