Lucio Fontana | Enrico Baj | Piero Manzoni

Torino - 15/10/2020 : 19/12/2020

Il progetto curato da Gaspare Luigi Marcone unisce tre indiscussi maestri dell’arte italiana del secondo dopoguerra: Lucio Fontana (1899-1968), Enrico Baj (1924-2003) e Piero Manzoni (1933-1963).

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA MAZZOLENI
  • Indirizzo: Piazza Solferino 2 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 15/10/2020 - al 19/12/2020
  • Vernissage: 15/10/2020 15/10/2020 tra le 10. 30 e le ore 20.30. Prenotazione consigliata.
  • Autori: Piero Manzoni, Enrico Baj, Lucio Fontana
  • Curatori: Gaspare Luigi Marcone
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Mart – Sab 10.30 – 12.45 / 15.45 – 19.00 Domenica chiuso, lunedì su appuntamento

Comunicato stampa

Mazzoleni è lieta di annunciare l’avvio della prossima stagione espositiva della galleria di Torino il 15 ottobre 2020, con un progetto curato da Gaspare Luigi Marcone, che unisce tre indiscussi maestri dell’arte italiana del secondo dopoguerra: Lucio Fontana (1899-1968), Enrico Baj (1924-2003) e Piero Manzoni (1933-1963). Il progetto costituirà un omaggio al 1958, anno particolarmente significativo in cui le diverse ricerche dei tre artisti furono esposte e pubblicate insieme. L’esposizione è accompagnata dal volume di Marcone Fontana Baj Manzoni 1958 – 2018, edito da Carlo Cambi editore, 2018



Nel 1958, furono presentate in Italia due mostre intitolate Fontana Baj Manzoni, entrambe accompagnate da un testo critico di Luciano Anceschi. La prima si tenne presso la Galleria Bergamo nella città di Bergamo dal 4 al 17 gennaio. La seconda ebbe luogo nella Galleria del Circolo di Cultura di Bologna dal 23 marzo all’8 aprile dello stesso anno. Quasi certamente nella mostra di Bologna Manzoni presentò per la prima volta le sue nuove “opere bianche”, successivamente intitolate Achromes. Oltre all’importanza che ebbe per la carriera di Manzoni, il 1958 fu un anno determinante anche per la ricerca di Fontana. Infatti, dopo l’invenzione dei ‘buchi’ del 1949, iniziò a lavorare sul suo primo Concetto spaziale Attese realizzando “tagli” sulla superficie della tela e proprio nel 1958 una sala della Biennale di Venezia fu dedicata al lavoro di Fontana con una panoramica sul suo percorso rivoluzionario. Lo stesso anno, nel mese di settembre, fu pubblicato il terzo numero del periodico nucleare “Il Gesto”, a cura di Baj, Manzoni e Sergio Dangelo. La copertina della rivista, concepita da Fontana, è caratterizzata da una serie di “buchi” mentre all’interno sono riprodotte opere di artisti e poeti contemporanei (Gillo Dorfles, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp, Asger Jorn e altri).

Le opere esposte analizzeranno questo momento chiave della storia dell’arte, attraverso lavori del 1958 ma anche antecedenti e posteriori, al fine di mettere in luce i percorsi degli artisti. Focalizzandosi sull’utilizzo di nuovi metodi radicali e sulle sperimentazioni dei materiali, che spesso finirono per contrassegnare i loro lavori più importanti, la mostra attraverserà grandi movimenti artistici come Spazialismo e Arte Nucleare. L’allestimento evidenzierà il dinamico scambio di idee d’avanguardia, generato anche dalla rapida trasformazione tecnologica e culturale che caratterizzò l’Italia in questo periodo.

Tra gli artisti più innovativi del ventesimo secolo, Lucio Fontana fu il fondatore dello Spazialismo – iniziando a perforare la superficie delle sue opere per indagare lo spazio esistente al di là della superficie bidimensionale. La mostra includerà un sorprendente Concetto spaziale. Barocco, del 1956, con olio, buchi, tecnica mista e lustrini su tela. Sarà presentato inoltre un Concetto spaziale in terracotta del 1957, che esemplifica la volontà dell’artista nell’interrogarsi sullo spazio con una intensa manipolazione della superficie e della materia. Questo importante lavoro offre allo spettatore un affascinante spaccato sullo sviluppo della sua ricerca artistica. Verranno anche presentate importanti opere di Enrico Baj, artista, scrittore e co-fondatore, con Sergio Dangelo, del Movimento Arte Nucleare. Come intellettuale fu uno dei maggiori promotori dell’avanguardia artistica e responsabile della pubblicazione di periodici e manifesti “nucleari”. I suoi vivaci dipinti e collage, oltre ai suoi scritti particolarmente polemici, sfidarono le pratiche artistiche e politiche più ortodosse. Come Fontana e Manzoni, anche Baj perseguì un approccio che andava “oltre alla pittura”, utilizzando tessuti, bottoni e oggetti decorativi nella creazione del suo lavoro. Sarà rappresentato da varie opere tra cui Peinture nucléaire del 1952 e Testa Montagna del 1958 considerate importanti esempi delle sue idee pionieristiche e della sua pratica artistica.

La mostra includerà una delle opere formative di Piero Manzoni vicina all’estetica del Movimento Arte Nucleare – Senza titolo del 1956, olio e catrame su tela – e un Achrome in tela cucita e tecnica mista del 1960. La curiosità personale, le collaborazioni e i frequenti viaggi dell’artista in giro per l’Europa furono determinanti “momenti critici” nel definire questa nuova “geografia” dell’arte. Dopo aver sperimentato l’uso del gesso sulla tela (1957-1958), Manzoni decise di lavorare con il caolino, materiale utilizzato nella produzione della ceramica, nel quale immergeva le tele che, montate poi sul telaio per l’“essiccazione”, avrebbero assunto l’effetto “grinzato” dei suoi primi Achromes. Dopo queste sperimentazioni, Manzoni continuò a produrre Achromes con materiali eterogenei – tra cui panno cucito, polistirolo e vernice fosforescente – in parallelo con altre opere radicali (Linee, 1959, Fiato d’artista, 1960, Basi magiche, 1961, Merda d’artista, 1961), ridefinendo il concetto di arte.

Parallelamente, nelle sale del primo piano della galleria, sarà visibile una selezione di capolavori di grandi artisti italiani della collezione Mazzoleni; la mostra collettiva, con opere realizzate principalmente tra gli anni cinquanta e settanta, permetterà di analizzare scambi, influssi, sintonie e di ricostruire il fertile contesto storico-artistico della ricerca artistica italiana.



Mazzoleni

La galleria Mazzoleni è stata fondata a Torino nel 1986 da Giovanni e Anna Pia Mazzoleni, come naturale evoluzione della loro collezione privata iniziata negli anni cinquanta. La sede storica torinese, che occupa tre piani di Palazzo Panizza, nella centrale piazza Solferino, è stata affiancata dal 2014 da quella di Londra, nel distretto artistico di Mayfair. In oltre tre decenni Mazzoleni ha esposto circa duecento artisti italiani e internazionali del XX secolo, con programmi espositivi di calibro museale, concentrandosi sull’arte del secondo dopoguerra italiano, in stretta collaborazione con gli archivi e le fondazioni di riferimento degli artisti stessi, e di recente anche sul panorama offerto dall’arte contemporanea. Tutte le mostre sono accompagnate da ricche pubblicazioni con apparati iconografici e importanti testi critici. Sotto la guida di Davide e Luigi Mazzoleni, negli ultimi anni la galleria ha intensificato la propria attività internazionale partecipando a numerose fiere, tra cui Art Basel (Basilea, Miami e Hong Kong), Frieze Masters (Londra), TEFAF (Maastricht e New York) e FIAC (Parigi).