Lucilla Catania – Terrecotte

Cavallino - 21/09/2013 : 15/12/2013

Lucilla Catania espone negli spazi antistanti il Palazzo Ducale dei Castromediano una installazione di tre sculture in terracotta realizzate tra l’inizio degli anni Novanta e il 2013.

Informazioni

Comunicato stampa

In concomitanza con la mostra Dipinti tra rococò e neoclassicismo da Palazzo Chigi di Ariccia e da altre raccolte, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cavallino e dal Museo del Barocco Romano di Palazzo Chigi di Ariccia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artisti ed Etnoantropologici del Lazio, l’artista Lucilla Catania espone negli spazi antistanti il Palazzo Ducale dei Castromediano una installazione di tre sculture in terracotta realizzate tra l’inizio degli anni Novanta e il 2013



La mostra Le terrecotte di Lucilla Catania nel Palazzo dei Castromediano, che aprirà il 21 settembre e chiuderà il 15 dicembre, curata da Anna Imponente, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Lazio, offre un sintetico esempio dell’ampia produzione della scultrice romana, attiva sin dalla metà degli anni Ottanta, e che ha partecipato a importanti mostre in Italia e all’estero.


Scrive Anna Imponente in catalogo:


«La consapevolezza di una possibile funzione etica dell’arte, di una responsabilità di fronte al tempo storico su cui imprimere il marchio della propria identità, sembrano il filo rosso che lega il percorso di Lucilla Catania. Possono scorrere sotterranei, nella sua scultura astratta, la perentoria oggettualità dei ritrovamenti archeologici, le asce preistoriche, di quelli della romanità, per la equivalenza di forma e peso nella tridimensionalità dello spazio e l’incorruttibilità dei materiali che garantiscono l’eternità dell’arte. Non poteva che essere così per una scultrice cresciuta all’ombra dei Fori Imperiali. Persistono talvolta ripiegamenti che alludono alle fughe, a frammenti di curvature, agli avvitamenti delle decorazioni barocche, mentre si distacca, distinguibile, la genesi di nuove forme in travertino, marmo, o terracotta. Contraddicono le qualità tradizionalmente insite nei materiali: il marmo non esprime durezza e rigidità ma elasticità; la terracotta non fragilità ma resistenza.

[…] La cascata di frammenti architettonici in terracotta di Scatole e scarpe con maniglie (2013), la Onda ripiegata come tegole superstiti (1990-1991) e le Viti stanche (2004), arcuate a ponte, di Lucilla Catania ci richiamano che […] tocca comunque fare i conti con i ruderi e le rovine di idee e di stili che l’artista recepisce, elabora e consegna sotto nuova veste al futuro.»


Accompagna la mostra un catalogo (Congedo Editore, Galatina) con un testo della curatrice che ripercorre le diverse fasi del percorso dell’artista.