Luciano Sozzi – Immagini 1980/89-2015/19

Pomarance - 11/08/2019 : 31/08/2019

Mostra personale di pittura / disegno / grafica.

Informazioni

Comunicato stampa

Possessioni robotiche per manichini dechirichiani e muse picassiane. Poetiche futuriste, capolavori dell’arte di Ottocento e Novecento abitati da sconosciute forme, colte in semplici momenti di serena felicità del quotidiano.

Con un filo conduttore: la sperimentazione temeraria ed osata, per oggetto e soggetto in pari status, della trasformazione della figura, in un singolare rapporto fra protagonisti e vuoto che re-inventa le prospettive, nel matrimonio unico e riuscito di brillantezza sconvolgente, magnetica e attrattiva di luce e colore



Luciano Sozzi, artista grafico e pittore di lunga e complessa carriera, prosegue la sua ricerca visiva, dove l’ironia tinge e anima il senso esistenziale e presenta i nuovi lavori 2019 di pittura, disegno e grafica, nel Salone espositivo del Castello di Montegemoli (Pomarance – PI). Nell’ambito degli “Eventi Estivi 2019” di Ass. Turistica Pro Montegemoli e della Festa di San Bartolomeo, s’inaugura, domenica 11 agosto 2019, ore 17.30, la mostra personale “Immagini - 1980/89-2015/19” a cura di Sergio Borghesi.

In singolari rimandi fra la storia dell’arte moderna e la sua stessa vicenda artistica, sembra coinvolgere, a sostegno della scoperta utopica di uno spazio altro, fra l’immaginario e l’organico, fasi dell’arte universali, insieme a quelle di una propria storia espressiva.

Studente d’avanguardia a Volterra, raffinato grafico a Milano, autore di lavori iperrealisti negli anni ‘70 e ‘80, commissionati anche da riviste celebri, di ritorno sul colle etrusco in un ritiro personale molto difficile in cui approda all’informale, nella terza fase 2016-2018 ritrova la figura in chiave metafisica e surrealista, ma animata da quella luce cristallina unica che ne consacra la cifra stilistica, insieme alle “improbabili” costruzioni del piano pittorico.

Anche quando il protagonista è solo uno, in forme tutte da interpretare, dove Luciano Sozzi riesce ad azzerare la distinzione fra soggetto ed oggetto in una dinamica rocambolesca che apre e chiude le figure, sole o replicate, sullo sfondo di un profondo infinito di seducente colore o non colore (dal blu di Prussia al rosso caldo, al verde, al nero totale, ma di calore esotico), si sottende una storia da indovinare.

E per il 2019 le stanze della fase milanese ritornano. I pavimenti a scacchiera si aprono sulla scena di un finestrino del treno anni ’80, per i giocatori di carte cézanniani, ma i volti sono ora come due mani a pugno che sostengono le pipe: non due uomini, ma una identità femminile ed una maschile, indovinabili però dagli abiti di ruolo, sui panchetti di un altro celebre quadro di Sozzi.

Corrono anche le due donne sulla spiaggia di Picasso, ma c’è una terza figura-manichino, e a ben guardare del famosissimo dipinto restano il movimento e le vesti, ma aliena ne è l’identità in scomposizione.
I colori ora si addolciscono, i rossi ed i viola, i celesti, si stemperano. Eppure restano profondamente luminosi ed accattivanti, a sostegno di reti ossee plastificate, fantascientifiche e spaziali, anche in momenti semplici della vita condivisa, proiettati in un nuovo e sconosciuto, vuoto.

Apertura mostra dall’11 al 31 agosto 2019. Info: 339 5851268.

Elena Capone