Luciano Civettini – Déjà Vu

Milano - 16/06/2021 : 31/07/2021

Luciano Civettini, alla sua prima personale da Gilda Contemporary Art, presenta una selezione delle opere realizzate nel corso degli ultimi mesi, nate da una ricerca intorno all’Impressionismo.

Informazioni

Comunicato stampa

Gilda Contemporary Art inaugura il 16 giugno Déjà vu, mostra personale di Luciano Civettini a cura di Cristina Gilda Artese e Alessandra Redaelli.
Luciano Civettini, alla sua prima personale da Gilda Contemporary Art, presenta una selezione delle opere realizzate nel corso degli ultimi mesi, nate da una ricerca intorno all’Impressionismo e in particolare alle figure di Monet e di Degas

La pittura dell’Ottocento francese non ritorna mai qui come citazione, ma piuttosto come suggestione, come atmosfera veicolata da una precisa scelta cromatica e da una vibrazione sottopelle, una sensibilità ripensata capace di suscitare nello spettatore uno straniante senso di déjà-vu.
Quella che Civettini crea è una sorta di immedesimazione, costruita attraverso una ricerca capillare che l’artista conduce non solo sul lavoro degli artisti che sta indagando, ma anche sulle loro vite, sulle personalità, sulle piccole quotidianità che ce li rendono più vicini e più famigliari.
Ecco dunque gli interni domestici, con un vaso di fiori che quadro dopo quadro sembra essere stato risistemato proprio come per una seduta di posa. Ecco i dettagli delle porcellane chiare su cui sboccia il cromatismo pieno di un frutto maturo. Nulla è precisamente definito: il soggetto è ricostruito dalla nostra mente attraverso la lettura di macchie di colore, piccoli grumi di materia, contrappunti ritmati di luce e di ombra, di vuoto e di pieno, che si susseguono come gli elementi di un alfabeto segreto. E l’alfabeto, alla fine, entra nella composizione in parole libere, scelte per il senso, certamente, ma anche per il peso tonale e per l’impatto visivo; oppure in brevissime frasi. Un accumularsi di sensazioni e di stimoli che talvolta prende la forma del collage: l’artista infatti ama inserire nel dipinto frammenti di carte giapponesi, di carta da parati o di vecchi acquerelli che regalano spessori inattesi e ribaltamenti di lettura. Mentre un ribaltamento tutto concettuale è rappresentato dai libri della serie Blur, vecchi volumi dipinti sulla copertina, lucidati con la resina e poi, con questo stesso materiale, sigillati fino a renderne impossibile la lettura.
Una mostra dai toni sussurrati e dalle atmosfere evanescenti che si accende all’improvviso nell’inserimento dei recentissimi paesaggi. Qui, la pennellata vibrante dell’impressionismo inaspettatamente si spezza, invasa da graffi e macchie di colore pieno.

BIOGRAFIA
Nato a Trento nel 1967. Diplomato all’istituto d’arte di Trento frequenta senza terminare gli studi l’accademia di Venezia. Inizia a lavorare nel campo della stampa serigrafica e nella grafica pubblicitaria. Espone dal 1989 in gallerie pubbliche, musei e gallerie private in Italia, Germania, Svizzera, Francia, Austria, Emirati Arabi e Stati Uniti. Le sue opere sono in collezione presso musei ed enti pubblici come la Deutsche Bank di Lipsia, Kunstverein di Bielefeld, Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto e il Museo della Guerra di Rovereto. È stato invitato a esporre alla Biennale di Venezia e per due volte alla biennale Internazionale Intergraf di Udine. Mostre collettive e personali a Roma, Milano, Verona, Trento, Bolzano, Rovereto, Bielefeld, Wiesbaden, Dortmund, Amburgo, Parigi, Salisburgo, Dubai.