Luca Rento – Prima che tutto svanisca

Informazioni Evento

Luogo
FONDAZIONE QUERINI STAMPALIA
Campo Santa Maria Formosa 5252, Venezia, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

da martedì a domenica, dalle 10 alle 18

Vernissage
25/09/2026

ore 18

Artisti
Luca Rento
Generi
arte contemporanea, personale

A Venezia la mostra del videoartista Luca Rento ripercorre 25 anni di ricerca tra video, tempo e memoria.

Comunicato stampa

L’esposizione riunisce una selezione di opere realizzate dall’artista nell’arco di venticinque anni, essenze di film che mostrano radicalmente qualcosa che riguarda tutti: il nostro essere al mondo, il nostro rapporto con il tempo, con ciò che muta e che, inevitabilmente, è destinato a scomparire. L’immagine in movimento, trattenuta in vita, si offre così al pubblico come un atto di resistenza alla scomparsa, risposte che cristallizzano in istanti le tappe della propria avventura terrena.

«Si tratta di una mostra importante, dedicata a un artista di straordinaria qualità», dichiara Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione, «che unisce una sensibilità rara e una padronanza tecnica impeccabile a una ricerca rigorosa: attraverso il video Luca Rento ha sviluppato un linguaggio che possiede la densità, la luce e la profondità della pittura».

Il reale e l'istante

Dietro ogni opera si sente la presenza di un uomo alle prese con il reale, che guarda in faccia l’istante e non si volta di fronte alla scomparsa e non si lascia ingannare dalla fantasia.
Tra l’accadimento e l’opera può trascorrere molto tempo. Le impressioni filmate sedimentano e maturano in studio, talvolta per anni, fino al momento in cui l’opera trova la propria forma attraverso inquadratura, colore e tono. In pochi attimi possono così concentrarsi anni di vita, ricerca, lavoro e visione.

A questo corrisponde un’altrettanta rigorosa ricerca sui dispositivi attraverso i quali l’opera si rende visibile, dalla ripresa alla restituzione nello spazio espositivo. Come sottolinea il curatore Alfredo Cramerotti: «Pochi minuti di video per durate che si contano in stagioni, in generazioni, in ere geologiche. Allestire questa mostra ha significato anche trattare le opere come strumenti di misura: non della distanza che ci separa dalle cose, ma della vicinanza che ci lega a esse. Nelle sale della Querini Stampalia, questa sfasatura si percepisce ancora prima di averne consapevolezza».