Luca Bracali – Pianeta Terra. Un mondo da salvare

Pistoia - 13/04/2016 : 29/05/2016

Una mostra fotografica che raccoglie 50 straordinari scatti di Luca Bracali: immagini preziose e suggestive che raccontano il mondo naturale, selvaggio e incontaminato, i suoi colori e la sua caleidoscopica complessità, in un viaggio spettacolare attraverso continenti – dall’Alaska al Brasile fino alla Nuova Caledonia – paesaggi esotici, vette innevate, aurore boreali e distese infinite di ghiaccio.

Informazioni

Comunicato stampa

Pianeta Terra. Un mondo da salvare
Una mostra fotografica per riflettere sulla salvaguardia dell’ambiente
attraverso le immagini suggestive di Luca Bracali.
E uno spettacolo al Teatro Manzoni presentato da Licia Colò.

Pistoia, mercoledì 13 aprile 2016
• Inaugurazione mostra Pianeta Terra. Un mondo da salvare, ore 18 - Palazzo Sozzifanti
• Licia Colò presenta Insieme per il pianeta terra, ore 21 - Teatro Manzoni



La natura si sta ribellando e lo scioglimento dei ghiacci è la mia massima preoccupazione.
La salvaguardia del pianeta è un dovere di tutti.
Luca Bracali

Pianeta Terra

Un mondo da salvare è il titolo della mostra fotografica che si inaugura mercoledì 13 aprile, alle ore 18, presso la sede espositiva di Palazzo Sozzifanti a Pistoia (14 aprile – 29 maggio 2016).
Promossa e realizzata da Fondazione Caript, la mostra raccoglie 50 straordinari scatti di Luca Bracali: immagini preziose e suggestive che raccontano il mondo naturale, i suoi colori e la sua caleidoscopica complessità, in un viaggio affascinante attraverso oceani e continenti, paesaggi esotici e aurore boreali, dall'Alaska alla Birmania, fino alla Nuova Caledonia. Fotografie la cui bellezza colpisce il cuore di chi le osserva, offrendo l’occasione di riflettere su un tema di vitale importanza: la salvaguardia del nostro pianeta e del suo fragile ecosistema.

Esploratore, fotografo e reporter, Luca Bracali ha fatto della sua passione per la natura, per l’avventura e la scoperta, una ragione di vita. Nato a Pistoia nel 1965, Bracali ha viaggiato in 138 paesi. A diciotto anni il primo viaggio: “Ero timido e avevo paura della velocità – racconta in un’intervista di qualche anno fa - Non ero mai andato fuori e partii con un amico per la Costa Azzurra, poi la Germania, quindi su, fino a Copenaghen … Ho aperto gli occhi sul mondo e non li ho più richiusi”.


“È facilissimo farsi trascinare dal mondo di Bracali – scrive il prof. Ivano Paci, presidente della Fondazione Caript – le sue immagini parlano un linguaggio universale e di comprensione immediata, come la musica. Come la musica infatti non hanno bisogno di mediazioni, solo di disponibilità personale. Sanno comunicare informazioni ed emozioni allo stesso tempo”.

Di lui così scrive Licia Colò, conduttrice televisiva da sempre impegnata nella difesa dei diritti degli animali e nella salvaguardia dell’ambiente: “Con le sue fotografie arriva al cuore della gente e riesce a comunicare messaggi importanti e a suonare campanelli d’allarme che dovrebbero contribuire a migliorare la nostra conoscenza, in questo caso legata alle emergenze planetarie. I suoi racconti spesso hanno il sapore di una favola, ed è per questa ragione forse che il suo linguaggio semplice e diretto arriva a tutti, sorpassando le barriere dell’età e delle differenze culturali”.


La mostra – che, presentata in anteprima a Pistoia, si sposterà successivamente a Milano (Museo di Storia Naturale) e poi a Montréal in Canada (Centro Leonardo da Vinci) – si lega alla pubblicazione del volume “Pianeta Terra. Un Mondo da salvare – Planet Earth. A world to save”, edito da Silvana Editoriale: oltre duecento pagine in cui le fotografie di Luca Bracali sono accompagnate da un’introduzione di Licia Colò, e dai testi di Nazzareno Gottardi (fisico nucleare) e Marco Bresci (scrittore ambientalista).
Articolata in dieci sezioni, che ripercorrono i capitoli del volume, la mostra affronta temi centrali del dibattito sull’ambiente e sui cambiamenti climatici, quali lo scioglimento dei ghiacci, il processo di desertificazione, l’inquinamento e la ricerca di fonti di energia sostenibili e rinnovabili.
Nella parte conclusiva del percorso espositivo, alcuni spunti di riflessione elaborati da Marco Bresci sul concetto di pianeta inteso come il più grande patrimonio dell’umanità.
L’esposizione si completa con la proiezione di un video, prodotto e diretto da Luca Bracali, con immagini esclusive girate da Danilo Musetti, videomaker vincitore del premio Chatwin.

Alla mostra si lega l’evento speciale Insieme per il pianeta terra, che si terrà mercoledì 13 aprile alle ore 21 al Teatro Manzoni di Pistoia: una serata di intrattenimento e riflessione presentata da Licia Colò, con proiezioni video, immagini e musica insieme a Luca Bracali, Marco Bresci, Nazzareno Gottardi, Luca Pacini (tenore) ed Eugenio Milazzo (pianoforte).
La serata vedrà la partecipazione anche della community di greenApes, social network dedicato all'eco-sostenibilità, dove è possibile condividere idee e azioni del vivere green (www.greenApes.com/Firenze; facebook: greenApesFirenze).
Durante l'evento greenApes lancerà un contest sui temi della mostra, che avrà come premio una foto originale di Luca Bracali.


Il giorno seguente, giovedì 14 aprile, l’evento sarà replicato al Piccolo Teatro Bolognini, dove Licia Colò insieme agli altri ospiti incontreranno gli studenti delle scuole superiori di Pistoia.

GLI AUTORI DEL CATALOGO DELLA MOSTRA Pianeta Terra. Un mondo da salvare

Luca Bracali
Centotrentotto paesi visitati, autore di otto libri e vincitore di otto premi in concorsi fotografici internazionali, Luca Bracali ha dedicato i suoi venticinque anni di viaggio alla conoscenza del nostro mondo, cercando di cogliere attraverso le sue immagini le problematiche ambientali legate allo scioglimento dei ghiacci. Specializzato in reportage estremi in artico e antartico, Bracali nel 2009 è stato l’unico reporter a raggiungere il Polo Nord geografico in una eco-spedizione sugli sci. Ha pubblicato innumerevoli servizi su riviste di cultura, sport e viaggi, mentre le sue missioni artiche sono state documentate in oltre 40 interviste radiofoniche e televisive con dirette satellitari. I suoi incarichi lo hanno portato a lavorare a fianco dei più importanti scienziati e ricercatori polari e dal 2008 è membro dell’Apecs (associazione giovani scienziati polari) per i contributi diffusi a livello mediatico. Il 2010 segna il debutto di Bracali nel mondo della fotografia d’arte e le sue immagini vengono esposte in musei e gallerie di Roma, Sofia, Kiev, Copenaghen e New York. Dal 2011 la sua attività si estende anche a livello televisivo, diventando conduttore per un programma di viaggi in onda su Sky. Ha firmato 132 servizi come regista per Rai 1 ed è stato ospite in 35 trasmissioni e TG delle reti Rai come esploratore e documentarista. Il Minor Planet Center di Cambridge gli ha intitolato a suo nome il 198616esimo asteroide scoperto. Tre dei suoi ultimi reportage sul restauro dei Moai nell’isola di Pasqua, sui ricercatori del CNR alle isole Svalbard e sui grandi telescopi nel deserto dell’Atacama vengono pubblicati da National Geographic.
wikipedia.org/wiki/Luca_Bracali


Marco Bresci
Laureato in ingegneria elettronica, da molti anni conduce studi su tematiche ambientali e sviluppo sostenibile. Ha pubblicato libri e articoli riguardanti ambiente, economia, energia, gestione delle risorse, sviluppo sociale, mobilità sostenibile, qualità della vita, etica e spiritualità. Ha organizzato l’edizione 2008 e 2009 di Ecomobility, con mostra di veicoli a basso impatto ambientale e convegni sull’ambiente.


Nazzareno Gottardi
Nato nel 1941 a Miliano, laureato in Fisica nucleare, vive in Lussemburgo.
Ha svolto numerose ricerche in materia di fissione e fusione termonucleare al Politecnico di Milano, al Max Planck Institut für Plasma Physik und Extraterrestrische Physik di Garching (Germania), alla General Atomics, per la macchina Tokamak da fusione termonucleare “DIII.D” di San Diego (California) ed al Tokamak “JET” per il progetto di fusione termonucleare della Commissione Europea a Culham (Gran Bretagna).
All’Euratom (Commissione Europea) si è occupato per dodici anni di salvaguardia nucleare degli impianti dei Paesi dell’UE.
È stato insegnante in corsi di specializzazione post-universitaria e titolare, come professore a contratto, del corso di “Diagnostiche per macchine da fusione termonucleare” del Politecnico milanese.