Luca Bertolo – L’inizio ci assale
Per la prima mostra ospitata a Palazzetto Marcello, Luca Bertolo (Milano, 1968, vive e lavora a Seravezza) ricomincia dall’inizio.
Comunicato stampa
Per la prima mostra ospitata a Palazzetto Marcello, Luca Bertolo (Milano, 1968, vive e lavora a Seravezza) ricomincia dall’inizio.
Con quaranta opere, tra recenti e inedite, allestite al piano nobile e al piano terra dell’edificio, l’artista torna su un tema che aveva già evocato nella sua pittura, facendo proprie le parole di una poesia di Milo De Angelis: l’inizio ci assale.
Ogni inizio prevede un po’ di coraggio e un po’ di arrendevolezza, l’entusiasmo di un assalto e la disponibilità a lasciarsi assalire. Non si tratta solo del rapporto tra l’artista e una nuova opera. L’inizio è una dimensione umana del tempo, è il continuo ricominciare i piccoli e i grandi cicli del nascere e del morire, ed è l’insorgere e lo sfibrarsi di ogni forma di cultura.
Nelle opere di Bertolo il perpetuo nuovo inizio dell’arte si specchia nella storia attuale, dove qualcosa di tribale sembra essersi affacciato come minaccia e come promessa. Cinque anni fa Capitol Hill fu presa d’assalto da una folla guidata da un uomo che indossava delle corna e una pelle d’orso, noto come lo “sciamano” cospirazionista di QAnon.
Recenti studi universitari hanno portato in auge una nuova, vasta, attenzione per la preistoria, mentre alcuni artisti si muovono da qualche tempo in territori capaci di accogliere un pensiero magico, simbolico, desideroso di riconnettersi a una dimensione originaria. Sono i contrastanti volti dell’inizio, dove tracce di trogloditica rozzezza si mescolano all’incanto del primordio. Così una parola come “sciamano” può indicare allo stesso tempo l’orrore della peggiore brutalità politica e alcune delle più intense espressioni artistiche del nostro tempo.
Una simile ambivalenza si ritrova nelle opere di Bertolo che, insieme a dipinti e disegni, presenta una serie di bastoni realizzata negli ultimi due anni. Non si tratta di eleganti bastoni da passeggio, ma di bastoni sciamanici in cui il gesto primitivo del levigare un ramo raccolto tra i boschi, per farne uno strumento di guerra o di civiltà, si accompagna con i materiali più vari, dalle ossa animali a colorati piumini industriali. Sono bastoni dal sapore temporale indecidibile. Arcaici e postmoderni, stanno alla congiunzione tra inizio e fine.
Non è un caso che questa mostra di Bertolo sia la prima di un progetto espositivo a cui si è scelto di dare avvio a Venezia, simbolo della più raffinata estenuazione estetica della civiltà occidentale, in costante pericolo di dissoluzione, sotto la minaccia di una fine che è nuovo inizio della natura.
Durante il periodo della mostra verrà organizzata una serie di incontri con l’artista, la curatrice e altri ospiti, per approfondire alcune tematiche legate al progetto.
LUCA BERTOLO
Selezione di mostre personali e doppie personali:
Osservatorio M1, installazione site-specific per Hypermaremma, Ansedonia e Talamone (2026); Dance, SpazioA, Pistoia (2026); Giulio Paolini e Luca Bertolo. Dietro l’opera, a cura di Elena Volpato, ICC, Madrid (2025); Ma sedendo e mirando. L’intruso, a cura di Alessandro Zechini, Galleria d’Arte Contemporanea “Osvaldo Licini”, Ascoli Piceno (2024); HE, HM, HA, a cura di Elena Volpato, Fondazione Coppola, Vicenza (2024); La poesia della terra II, con Flavio Favelli, a cura di Antonio Grulli, La Colombiera, Castelnuovo Magra, La Spezia (2024); Oggi, a cura di Saverio Verini, Chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, Spoleto (2024); L’Hesitation, a cura di Alice Motard e Elena Volpato, CEAAC – Centre Europeen d’Actions Artistiques Contemporaines, Strasburgo (2024); Why Write? Why Paint?, SpazioA, Pistoia (2019); Luca Bertolo, a cura di Denis Isaia, MART, Rovereto (2018); Se non qui dove (If not Here, Where?), organizzato da MAN, Ex Caserma, Gavoi (2017); Everybody is always right, Arcade, Londra (2017); If Anything, Marc Foxx Gallery, Los Angeles (2016); A Painting Cycle, a cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, Nomas Foundation, Roma (2012).
Selezione di mostre collettive:
Creature, Creatori. San Francesco e l’arte contemporanea, a cura di Beatrice Buscaroli, MAXXI, Roma (2026); Tragicomica. L’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, a cura di Andrea Bellini e Francesco Stocchi, MAXXI, Roma (2026); Vita Minore. San Francesco. Santità dell’arte contemporanea, a cura di Gianni e Giuseppe Garrera, Palazzo Collicola, Spoleto (2026); Fantastica. 18° Quadriennale, invitato dal direttore artistico del MAXXI Francesco Stocchi, Palazzo Esposizioni, Roma (2025); Smisurata XXL. Opere dalla collezione del Centro Pecci, a cura di Ibrahim Kombarji e team del Centro Pecci, Centro Pecci, Prato (2025); Di Traverso, a cura di Enrico Camprini, Galleria de’ Foscherari, Bologna (2025); Attorno a Tintoretto. La Deposizione, a cura di G. Frangi, G. Manieri Elia e N. Righi, Museo Diocesano, Milano (2025); Leggere il tempo. Libri nell’Arte. XXI secolo, a cura di Laura Garbarino, Palazzo Nicolosio Lomellino, Genova (2024); Infinita infanzia, a cura di Saverio Verini, Palazzo Collicola – Galleria d’Arte Moderna G. Carandente e Appartamento Nobile, Spoleto (2024); Pittura italiana oggi, La Triennale di Milano (2023); Sul principio di contraddizione, a cura di Elena Volpato, GAM, Torino (2021); Le realtà ordinarie, a cura di Davide Ferri, Palazzo de’ Toschi, Bologna (2020); Recto Verso, Fondazione Prada, Milano (2020); Souvenir, a cura di Lucie Fontaine, Galerie Perrotin, Parigi (2013); Fig. 2: Natura Morta, a cura di Cecilia Canziani e Ilaria Gianni, GNAM, Roma (2013); The Library of Babel / In and Out of Place, a cura di Anna-Catharina Gebbers, 176 / Zabludowicz Collection, Londra (2010).