Loredana Cacucciolo – La lucciola

Terlizzi - 17/11/2012 : 01/12/2012

Attualmente gran parte della sua produzione artistica e' ispirata dalle letture dei romanzi di Charles Bukowski. Loredana Cacucciolo rivive l'intenso pathos dell'artista rappresentando nelle sue tele o tavole interni alto borghesi: le stanze si trasfigurano in luoghi dell'animo, espressioni delle inquietudini quotidiane.

Informazioni

  • Luogo: ADSUM - ARTE CONTEMPORANEA
  • Indirizzo: Via Guglielmo Marconi 5 - Terlizzi - Puglia
  • Quando: dal 17/11/2012 - al 01/12/2012
  • Vernissage: 17/11/2012 ore 19
  • Autori: Loredana Cacucciolo
  • Curatori: Luigi Dello Russo
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00-12.30 18.30- 20.30 chiusura giovedì pomeriggio e festivi

Comunicato stampa

Loredana Cacucciolo nasce a Bari
Dopo aver maturato una formazione scientifica, sente nel 1991 forte l'attrazione per le arti cui decide di dedicarsi pienamente. Nel 1998, indirizza la sua ricerca verso il paesaggio, avviandosi verso uno studio intimistico dei paesaggi suburbani, luoghi di solitudine e riflessione, tema per lungo tempo approfondito. Attualmente gran parte della sua produzione artistica e' ispirata dalle letture dei romanzi di Charles Bukowski. Loredana Cacucciolo rivive l'intenso pathos dell'artista rappresentando nelle sue tele o tavole interni alto borghesi: le stanze si trasfigurano in luoghi dell'animo, espressioni delle inquietudini quotidiane

Così scrive di lei Luigi Dello Russo:”La sua creativita' figurativa, apparentemente natural-realistica, in verità' e' sottesa da allusioni psichiche che la apparentano al surrealismo per la sua intimistica e defilata, ma allo stesso tempo audace, introspezione per se' e che evidenzia agli altri.
I suoi colori preferiti sono funzionali a trame tonali diffuse e soffuse che vanno dall' ocra al beige, dal grigio fango al rosato e proprio percio' integrano tattilita' materica e vibrazioni luminose. Ne escono fuori immagini visivamente note, ma proprio per la resa coloristico-materica sono indizi di emotivita' magnetiche, ma indefinibili. L'effetto finale e' una ricerca – attraverso le iconologie piu' scontate – del se' misterioso e possibilita' di indagine per gli altri. La sua iconologia creativa si articola in tre momenti di sguardo: il primo dall'ampia prospettiva e' raffigurato da agglomerati urbani contemporanei costituiti da solidi geometrici privi di presenze umane: alienanti nelle forme e fangosi nella visione . Piu' un ungarettiano ''Porto sepolto'' che una comunita' terrena: un porto arcano quanto misterioso, luogo sperduto nello spazio e nel tempo e non piu' recuperabile o rivivibile, se non una metafora dell'inconscio infrequentabile. Il secondo riporta una spazialita' piu' ristretta: sono singole stanze, anch'esse non vissute, ma che conservano i ricordi di rapporti sentimentali o affettivi. Domina un arredo borghese tardo ottocentesco: le care stanze della ''Nonna Speranza'' di Guido Gozzano, senza la di lui ironia, anzi ambiguamente visitate tra rivissute emozioni e nostalgie di assenze. Infine uno sguardo focalizzato, piu' audace ed introspettivo, sugli interni di stanze da letto, ora solitarie ora con una figura di donna: una autorappresentazione , che riporta alle scelte fotografiche di Nan Goldin, in meditazione sulla ricerca di una impossibile felicita': piu' che perduta, imprendibile. E' la lucciola di Haruki Murakami di 'Norwegian wood' : prima chiusa in un barattolo, poi – lasciata libera – divento' inafferrabile. ''In quel buio provai molte volte ad allungare la mano. Le mie dita pero' non incontravano niente. Quella piccola luce era sempre un po' piu' avanti delle mie dita''.