Lia Pasqualino | Jacopo Benassi | Mario Dondero

Informazioni Evento

Luogo
CAVALLERIZZA - CENTRO DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA
Via Fratelli Cairoli, 9, Brescia, BS, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
17/06/2026

ore 18,30

Artisti
Lia Pasqualino
Generi
fotografia

Tre nuove mostre sul ritratto.

Comunicato stampa

Tre nuove mostre, dal 18 giugno al 12 luglio 2026 INAUGURAZIONE: mercoledì 17 giugno ore 18.30 LIA PASQUALINOLa magia dello sguardo La mostra presenta circa cinquanta fotografie in bianco e nero di diverso formato che attraversano oltre trent’anni di ricerca di Lia Pasqualino.

La mostra presenta circa cinquanta fotografie in bianco e nero di diverso formato che attraversano oltre trent’anni di ricerca di Lia Pasqualino. Artisti, scrittori, registi, attori, fotografi, amici e persone incontrate nel corso della vita diventano protagonisti di una galleria di ritratti in cui l’immagine nasce dall’osservazione e dall’attesa più che dalla posa.

Lo sguardo di Lia Pasqualino si distingue per una presenza discreta ma costante. I suoi soggetti raramente sembrano rivolgersi direttamente all’obiettivo: sono colti in momenti di concentrazione, sospensione o intimità, quando l’attenzione è rivolta altrove e la consapevolezza di essere fotografati sembra dissolversi. Eppure, in queste immagini emerge una profonda relazione tra fotografa e soggetto, costruita attraverso il tempo, la fiducia e una straordinaria capacità di ascolto.

Nei suoi ritratti la fotografia non cerca di svelare tutto, ma di suggerire ciò che rimane nascosto. Ogni immagine custodisce una parte di mistero, una dimensione personale che continua a sfuggire allo sguardo dello spettatore. È proprio in questo equilibrio tra vicinanza e distanza che prende forma la magia evocata dal titolo della mostra.

La mostra è curata da Giovanna Calvenzi ed è accompagnata da testi di Ferdinando Scianna e Letizia Battaglia.

Biografia

Lia Pasqualino nasce a Palermo in una famiglia profondamente legata all’arte e alla cultura. Dopo gli studi all’Istituto di Patologia del Libro di Roma e una prima esperienza professionale come restauratrice della carta, si avvicina alla fotografia grazie all’incontro con Letizia Battaglia e Franco Zecchin. Dal 1986 si dedica interamente alla fotografia, alternando reportage, fotografia di scena e ritratto.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi volumi e ha esposto in importanti istituzioni e gallerie in Italia e all’estero. Particolarmente significativa è la sua attività di ritrattista, presentata per la prima volta al pubblico nel 2008 con una mostra introdotta da Ferdinando Scianna. Tra le esposizioni più recenti si ricordano la grande antologica Il tempo dell’attesa, curata da Giovanna Calvenzi, al Museo di Capodimonte di Napoli e successivamente a Palermo, oltre alle mostre personali ospitate nel 2026 dagli Istituti Italiani di Cultura di Parigi e Helsinki.

La sua fotografia si distingue per uno sguardo attento, silenzioso e partecipe, capace di instaurare con i soggetti un rapporto di profonda vicinanza umana.

JACOPO BENASSI
Ritratti irrilevanti

La mostra raccoglie una serie di ritratti in bianco e nero di grande formato realizzati da Jacopo Benassi nel 2016. Volti, corpi e presenze provenienti da contesti diversi compongono un’umanità eterogenea, osservata attraverso uno sguardo che rifiuta ogni idealizzazione e ogni gerarchia tra soggetti.

Elemento distintivo del lavoro di Benassi è l’uso del flash, impiegato non per integrare la luce esistente ma per sostituirla completamente. La fotografia diventa così un gesto diretto e radicale: la profondità di campo si annulla, il dettaglio emerge con forza e il ritratto si trasforma in una presenza intensa e immediata.

In queste immagini non esiste la ricerca dello scatto perfetto. Ogni fotografia nasce dall’incontro tra il fotografo e il soggetto e conserva la forza di un evento unico e irripetibile. I “ritratti irrilevanti” del titolo mettono in discussione l’idea stessa di rilevanza, restituendo a ogni volto la stessa dignità espressiva e la stessa potenza visiva.

Biografia
Jacopo Benassi è un artista e fotografo italiano. Attivo dalla fine degli anni Ottanta, ha avviato la propria ricerca all’interno degli ambienti della musica underground, sviluppando negli anni un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, caratterizzato dall’uso del flash e da un’estetica diretta, intensa e senza filtri.

La sua pratica attraversa fotografia, performance, pittura e installazione, mantenendo sempre una forte componente materica e personale. Ha pubblicato numerosi libri e fanzine e ha esposto in importanti istituzioni italiane e internazionali. Vive e lavora a La Spezia.

MARIO DONDERO
I ritratti dell’intelligenza

La mostra riunisce una selezione di circa quaranta fotografie vintage in bianco e nero dedicate ad alcuni dei protagonisti della cultura europea del secondo Novecento. Artisti, scrittori, registi e intellettuali vengono ritratti da Mario Dondero negli anni Sessanta, in immagini realizzate tra Roma, Parigi, Londra e altre capitali della cultura internazionale.

Il percorso espositivo si articola in due sezioni. La prima, Roma anni Sessanta, restituisce il clima straordinariamente vivace della capitale italiana in una stagione di intensa produzione artistica e letteraria. La seconda, Altri ritratti, amplia lo sguardo a personalità che Dondero ha incontrato nel corso della sua lunga attività di fotografo e giornalista.

Tra i protagonisti delle fotografie esposte figurano Alberto Burri, Giorgio de Chirico, Mimmo Rotella, Arnaldo Pomodoro, Cy Twombly, Jannis Kounellis, Pier Paolo Pasolini, Francis Bacon e numerose altre personalità che hanno contribuito a definire l’immaginario culturale del Novecento.

Nei suoi ritratti Dondero non ricerca la celebrazione del personaggio, ma l’incontro con la persona. La forza delle sue immagini nasce dall’empatia e dalla capacità di instaurare una relazione autentica con chi si trova davanti all’obiettivo. Attraverso una fotografia essenziale, priva di artifici e di dettagli superflui, ogni volto diventa testimonianza di una storia individuale e, allo stesso tempo, frammento della storia collettiva.

Biografia

Mario Dondero (Milano, 1928 – Petritoli, 2015) è stato uno dei più importanti protagonisti del fotogiornalismo italiano del Novecento. Dopo gli esordi come giornalista nei primi anni Cinquanta, intraprende la carriera di fotografo collaborando con alcune delle principali testate italiane e internazionali, tra cui L’Unità, Avanti!, Milano Sera, L’Espresso, Epoca e La Repubblica.

Trasferitosi a Parigi nel 1954, frequenta ambienti artistici e letterari che contribuiranno a definire il suo sguardo e la sua sensibilità. Nel corso della sua lunga carriera documenta eventi storici e sociali in Europa, Africa e Asia, realizzando reportage dedicati ai conflitti, alle trasformazioni politiche e alle questioni civili del suo tempo.

Parallelamente sviluppa un’intensa attività di ritrattista, fotografando alcuni tra i maggiori artisti, scrittori, intellettuali e protagonisti della cultura del Novecento. Il suo stile, caratterizzato da grande immediatezza, rigore compositivo ed empatia umana, gli ha permesso di costruire un archivio di immagini che rappresenta una delle testimonianze più significative della cultura europea contemporanea.