L’esperienza della sconfitta

Venezia - 17/11/2011 : 17/11/2011

LʼOffice for Contemporary Art Norway, in funzione di commissario per la partecipazione della Norvegia alla 54. Esposizione Internazionale dʼArte, La Biennale di Venezia, annuncia Lʼesperienza della sconfitta, una conferenza dello storico dellʼarte T.J. Clark, come parte del programma “The State of Things”.

Informazioni

Comunicato stampa

LʼOffice for Contemporary Art Norway, in funzione di commissario per la partecipazione della Norvegia alla 54. Esposizione
Internazionale dʼArte, La Biennale di Venezia, annuncia Lʼesperienza della sconfitta, una conferenza dello storico dellʼarte T.J.
Clark, come parte del programma “The State of Things”.
A seguire i precedenti contributi di Jaques Rancière, Leo Bersani, Vandana Shiva, Jan Egeland, Eyal Weizman, Judith
Butler, Franco Berardi e Saskia Sassen, la conferenza di T.J

Clark chiuderà la serie “The State of Things”, che nel corso
degli ultimi sei mesi ha cercato di aprire allʼinterno della cornice de La Biennale di Venezia una discussione sulle questioni più
urgenti della nostra contemporaneità.
Su Lʼesperienza della sconfitta
La Sinistra dei paesi a economia capitalista avanzata ha vissuto per gli ultimi due decenni con «il volto inquadrato dalla
sconfitta». La scomparsa di una Sinistra alternativa nel contesto politico, o addirittura nello spazio dellʼimmaginazione politica,
resta il grande fatto del nostro tempo. Prendendo a prestito il titolo dagli studi di Christopher Hill sulla scrittura radicale seguita
alla Guerra Civile Inglese, questa presentazione si concentra sul senso del progresso per la Sinistra. Ci si chiede cosa
potrebbe significare per una politica di Sinistra non considerarsi più «dal lato della storia» – non più per immaginare i suoi
doveri come la realizzazione delle potenzialità ostacolate dal capitalismo e/o dalla modernità, non più per vedere la sua
eventuale vittoria iscritta nel DNA di un ordine economico, non più per postulare delle declinazioni utopiche, non più, in una
sola parola, «avendo il futuro iscritto nelle proprie ossa». Non è una Sinistra senza futuro una contraddizione in termini? Se
non il futuro, cosa rappresenta allora? È solo la Destra che, nel pieno possesso della tecnica può (immaginativamente,
politicamente) dispensarci con il mito di una libertà che attende di poter essere realizzata? Quali obiettivi e quali immaginari
potrebbero essere già a nostra disposizione per una non-modernità a venire?
La conferenza di T.J. Clark, Lʼesperienza della sconfitta, è ad ingresso libero e aperta al pubblico. È prevista una traduzione
simultanea in italiano. La registrazione di ogni conferenza di “The State of Things” sarà resa successivamente disponibile sul
sito dellʼOCA. A completare il programma sarà una pubblicazione nel 2012 comprensiva dei testi delle conferenze.
Su T.J. Clark
T.J. Clark (1943, Bristol, Regno Unito. Vive e Lavora a Londra, Regno Unito) ha presieduto fino allo scorso anno la cattedra
George C. e Helen N. Pardee in qualità di Professore di Storia dellʼArte allʼUniversità di Berkley, California, negli Stati Uniti. I
suoi scritti sulla storia dellʼarte durante gli anni settanta e ottanta hanno da soli ridefinito la storia del modernismo a livello
internazionale. Gli scritti di Clark includono: The Absolute Bourgeois: Artists and Politics in France, 1848–51 e Image of the
People: Gustave Courbet and the 1848 Revolution (entrambi del 1973); The Painting of Modern Life: Paris in the Art of Manet
and his Followers (1985); Farewell to an Idea: Episodes from a History of Modernism (1999); Afflicted Powers: Capital and
Spectacle in a New Age of War (scritto con Iain Boal, Joseph Matthews e Michael Watts sotto il nome di Retort, 2005) e The
Sight of Death: An Experiment in Art Writing (2006).
Su “The State Of Things”
“The State of Things” è una serie di conferenze aperte al pubblico tenutesi durate lʼintera durata della Biennale, per riflettere
su tematiche quali lambiente, i rapporti di pace, i diritti umani, il capitale, la migrazione, lasilo politico, lEuropa, lestetica e la
Spectacle in a New Age of War (scritto con Iain Boal, Joseph Matthews e Michael Watts sotto il nome di Retort, 2005) e The
Sight of Death: An Experiment in Art Writing (2006).
Su “The State Of Things”
“The State of Things” è una serie di conferenze aperte al pubblico tenutesi durate lʼintera durata della Biennale, per riflettere
su tematiche quali lʼambiente, i rapporti di pace, i diritti umani, il capitale, la migrazione, lʼasilo politico, lʼEuropa, lʼestetica e la
rivoluzione. Ogni conferenza si è proposta di affrontare lo “stato delle cose” oggi, attingendo dal campo di attività e di ricerca
di ogni relatore, e da quello che loro hanno considerato una priorità intellettuale e politica assoluta del giorno. Il programma ha
preso come riferimento il Passaporto Nansen, concepito dallʼesploratore, scienziato e diplomatico norvegese Fridtjof Nansen
alla fine della Prima Guerra Mondiale, per legittimare i rifugiati che si muovevano oltre frontiera in cerca di asilo politico e
intellettuale.
La partecipazione della Norvegia a Venezia per il 2011 è stata commissionata dallʼOffice for Contemporary Art Norway (OCA)
e organizzata dal suo direttore Marta Kuzma, dal curatore associato allʼOCA Pablo Lafuente e da Peter Osborne, direttore del
Centro di Ricerca in Filosofia Europea Moderna alla Kingston University di Londra. La partecipazione della Norvegia alla 54.
Esposizione Internazionale dʼArte, La Biennale di Venezia, ha incluso inoltre il programma dʼinsegnamento “Beyond Death:
Viral Discontents and Contemporary Notions about AIDS”, sviluppato da Bjarne Melgaard nellʼambito del Corso di Laurea
Magistrale in Progettazione e Produzione delle Arti Visive, alla Facoltà di Design e Arti dellʼUniversità IUAV di Venezia.
“The State of Things” è stato reso possibile grazie al generoso supporto di Fritt Ord.