L’era successiva

Roma - 20/06/2017 : 28/07/2017

È un viaggio tra ciò che già ci appartiene e ciò che vorremmo per il nostro domani quello presentato nella mostra che riunisce tre artisti – Mariella Bettineschi, Michele Guido e Giovanni de Cataldo – che, seppure di generazioni ed esperienze diversissime, sono legati da una ricerca che li ha portati a dialogare con il passato.

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Comunicato stampa

“Il futuro – disse lo scrittore e poeta Rainer Maria Rilke – entra in noi, molto prima di essere accaduto”. Mentre per l’autore dei Viaggi di Gulliver, Jonathan Swift, ciò che desideriamo del futuro “è l’immagine di un passato immaginato e perduto”



È un viaggio tra ciò che già ci appartiene e ciò che vorremmo per il nostro domani quello presentato nella mostra che riunisce tre artisti – Mariella Bettineschi, Michele Guido e Giovanni de Cataldo – che, seppure di generazioni ed esperienze diversissime, sono legati da una ricerca che li ha portati a dialogare con il passato rappresentato dall’archeologia, storia dell’arte e dell’architettura interiorizzandolo e reinventandolo con una sensibilità visionaria, accomunati come sono da una poetica che può essere riassunta nel termine greco Physis. Che, nella letteratura classica – come anche nelle opere dei tre artisti – coincide con “natura” e, prima ancora, con la sfera sensibile delle forme e dei corpi, a indicare la genesi e la trasformazione di ogni cosa nonché l’impresa titanica di svelarne il mistero, propria della filosofia come dell’arte.

Mariella Bettineschi con un linguaggio trasversale, multidisciplinare, narrativo, stratificato, ha attraversato le tendenze visuali del postmoderno, dagli Ottanta sino ad oggi. L’Era Successiva, serie sulla quale Bettineschi lavora dal 2007, con incandescente poetica, racconta la natura del futuro con fotografie di paesaggi arcaici – boschi magici, interni dai contorni fiabeschi – stampate su superfici a specchio e illuminate da lampi che appaiono provenire da un mondo al di là di noi, così come da reinterpretazioni di figure femminili che appartengono a capolavori della storia dell’arte, da Raffaello a Caravaggio, a Ingres. Madonne e muse, reinterpretate dalla digital painting e trasposte su diafano plexiglas (dove gli spazi bianchi presagiscono qualcosa di già scritto nel destino dell’umanità) che rivendicano ruoli da protagoniste, e i cui occhi prescienti invitano a meditare sulla Next Era di una società pacifica e basata sul dialogo, per definizione appannaggio delle donne, che sono naturalmente, geneticamente, dalla parte della vita.

Simili a plastici di una bellezza tanto rigorosa quanto estraniante, le opere in mostra di Michele Guido (1979) proseguono la sua ricerca (anch’essa, per certi versi, debitrice di una visione “femminile” e attenta al dettaglio, di ciò che ci circonda) nel riassumere il macro nel micro, dando una nuova interpretazione alla genesi delle più meravigliose forme architettoniche della nostra Italia del passato riassumendole in quelle ancora più perfette delle piante mediterranee, delle loro simmetrie che qui assumono la valenza di origine etica ed estetica del nostro mondo, ribadendo così la necessità di preservare la natura godendone e riappropriandosene, prima che vada persa per sempre.

Infine, il giovane Giovanni de Cataldo (1990) che, nel suo studio al Pastificio Cerere di Roma, ha iniziato un percorso artistico di esplorazione della strada di materiali come l’asfalto e il metallo dei guardrail che proteggono e indirizzano i nostri itinerari. Ora ha voluto immaginare il futuro della sua città, eterna per definizione, facendo dialogare (di nuovo in un compenetrarsi tra uomo e natura) il cemento con l’ulivo, l’albero che più di ogni altro rappresenta la vita, nonché inventando possibili carotaggi nel terreno nei quali materiali eterni come la sabbia di fiume si sovrappongono in un gioco di stratificazioni “archeologiche”, imprevisto, imprevedibile e quasi liquido, di cementi pigmentati e resine di sintesi, che mostra evidenti sollecitazioni e pressioni, simbolo delle vie tortuose e degli strappi che fanno trascolorare un’era nella successiva.

z2o Sara Zanin Gallery è inoltre lieta di informarvi:
Mariella Bettineschi parteciperà alla mostra Collezione Tullio Leggeri - Da Duchamp a Cattelan. Arte Contemporanea sul Palatino, a cura di Alberto Fiz, che inaugurerà martedì 27 giugno alle ore 18.30 presso il Palatino, via di San Gregorio 30, Roma.
http://www.electa.it/mostre/alt-arte-contemporanea-al-palatino/
Michele Guido parteciperà con l’installazione video Pulsar a Meteorite in giardino 10, presso la Fondazione Merz, via Limone 24, Torino opening martedì 27 giugno alle ore 21.00.
http://fondazionemerz.org/evento/meteorite-in-giardino-10-ingresso-libero-su-marte/
Giovanni de Cataldo parteciperà alla prima edizione di Straperetana che inaugurerà sabato 15 luglio a Pereto (AQ).
http://www.straperetana.org/
Nell’ambito della stessa sera siamo lieti di annunciare l’inaugurazione congiunta con:
Richter Fine Art
Dario Carratta | Sniff my leather jacket
20 giugno > 28 luglio 2017