Laura Fonovich – Esilio della luce

Gorizia - 13/05/2018 : 07/11/2018

Arte contemporanea e cultura ebraica si legano a doppio filo in un articolato progetto artistico internazionale denominato Ponti che coinvolgerà nei prossimi mesi la città di Gorizia, la città di Fiume/ Rijeka e la cittadina di Casale Monferrato (AL). Prima tappa del progetto è la mostra dell’artista milanese di origini croate Laura Fonovich/ Lalike, Esilio della luce.

Informazioni

  • Luogo: SINAGOGA DI GORIZIA
  • Indirizzo: via G. I. Ascoli 19 34170 - Gorizia - Friuli-Venezia Giulia
  • Quando: dal 13/05/2018 - al 07/11/2018
  • Vernissage: 13/05/2018 ore 16
  • Autori: Laura Fonovich
  • Curatori: Marco Tagliafierro
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Arte contemporanea e cultura ebraica nella SINAGOGA di GORIZIA: inaugura domenica 13 maggio la mostra l’Esilio della luce di Laura Fonovich.

Arte contemporanea e cultura ebraica si legano a doppio filo in un articolato progetto artistico internazionale denominato Ponti che coinvolgerà nei prossimi mesi la città di Gorizia, la città di Fiume/ Rijeka e la cittadina di Casale Monferrato (AL). Prima tappa del progetto è la mostra dell’artista milanese di origini croate Laura Fonovich/ Lalike, Esilio della luce, che inaugura domenica 13 maggio alle 16.00 a Gorizia, negli spazi della Sinagoga (via G. I

Ascoli, 19) a cura del critico d’arte e curatore novarese Marco Tagliafierro.
La mostra ha il sostegno e il patrocinio del Comune di Gorizia e dell’Associazione Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) di Trieste, della stamperia ArtOk Fine Art di Bicinicco (UD) e dello studio grafico Way-Out di Pradamano (UD). La mostra è l’esito di un lungo percorso di riflessione che la Fonovich ha intrapreso negli ultimi dieci anni verso lo studio delle religioni. Al pianoterra e al piano superiore della sinagoga verranno esposte le ultime opere dell’artista, un ciclo appositamente dedicato e ispirato al concetto di contrazione della luce dell’Ein Sof (alias Infinito), principio cardine della mistica ebraica. Le opere sono realizzate con una particolare tecnica che fonde pittura, fotografia e scultura e che si pone in dialogo con l’architettura che le ospita. L’artista espone trenta opere di medie dimensioni.
All’inaugurazione prenderanno parte il rabbino capo della Comunità ebraica di Trieste, rav Alexander Meloni, il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e l’Assessore alla cultura di Gorizia, Fabrizio Orti.
La mostra e l’artista verranno introdotte dalla storica dell’arte e giornalista Melania Lunazzi. Dal 2 al 16 settembre la mostra della Fonovich verrà allestita alla Sinagoga di Fiume/ Rijeka e tra il 7 ottobre il 7 novembre a Casale Monferrato, con la curatela di Marco Tagliafierro.
Il secondo artista che esporrà alla Sinagoga di Gorizia sarà Giovanni Bonaldi (14 ottobre - 11 novembre) con la mostra Tzlil/ Suono.
Il progetto Ponti, dell’Associazione Amici di Israele di Gorizia ha come obiettivo quello di creare una rete di relazioni tramite le sinagoghe prescelte e l’arte contemporanea. Le sinagoghe diventano luoghi espositivi e di dialogo con la cultura ebraica attraverso artisti di volta in volta selezionati per il progetto. Le prime due tappe si svolgeranno in concomitanza con il festival èStoria e con la Giornata europea della cultura ebraica.

La mostra sarà visitabile durante gli orari di apertura della sinagoga, fino al 13 giugno 2018
Per informazioni contattare Lorenzo Drascek, responsabile culturale della Sinagoga di Gorizia: (+39) 349 28 11 492, email [email protected]



PONTI


Relazione illustrativa del progetto pilota

La nuova amministrazione comunale di Gorizia ha deciso di puntare per la programmazione culturale dei prossimi 5 anni su tre poli museali della città: il castello e il suo borgo, palazzo Coronini e il suo parco, la sinagoga e il ghetto.
A rafforzamento delle linee comunali, per la promozione e lo sviluppo della propria attività culturale, l’Associazione Amici di Israele che gestisce la parte museale della sinagoga di Gorizia, nella figura del curatore Lorenzo Drascek, con il progetto PONTI si propone come tramite di collegamento tra una serie di sinagoghe del Nordest e artisti nazionali ed internazionali, coinvolgendo in modo sistemico le figure che operano all’interno del mondo dell’arte: il curatore, lo storico dell’arte, il gallerista e il giornalista.
Il progetto si prefigge di mettere in relazione le Sinagoghe del Friuli Venezia Giulia, della Slovenia, della Croazia, dell’Istria e del Triveneto, in modo che diventino promotrici e sostenitrici dell’arte contemporanea. Un divenire continuo di mostre itineranti che colleghino i punti di una costellazione territoriale che si concretizza, di volta in volta, nello spazio sacro delle sinagoghe.
Come centro strategico dello scambio, della promozione e dello sviluppo, la Sinagoga di Gorizia funge sia da contenitore d’incontri ed esperienze tra due culture, quella della tradizione ebraica e quella dell’arte contemporanea, sia da promotrice di relazioni tra le sinagoghe, gli artisti e le figure ad essi collegati, creando così una rete di contatti da mettere a disposizione nella creazione di ogni evento.

Dopo la prima esposizione nello spazio della sinagoga di Gorizia, sarà compito del suo curatore cercare di avviare per ogni artista un percorso itinerante nelle varie sinagoghe del Nordest che, a loro volta, potranno proporre delle loro possibili mostre. L’inaugurazione diventerà momento d’incontro tra gli artisti e i rappresentanti delle varie Comunità ebraiche ad essa invitate e occasione per stringere contatti con nuove sinagoghe.
Ogni volta che la sinagoga di Gorizia creerà un legame con una Comunità ebraica le proporrà gli artisti che in essa hanno già esposto, in modo tale da mantenere un flusso costante e dare ad ogni artista la possibilità di una continuità espositiva.

Il tema che determinerà ogni ciclo espositivo verrà definito di volta in volta, e verranno proposte due mostre personali all’anno in concomitanza con la Giornata europea della cultura ebraica e il Festival èStoria, in modo da garantire un cospicuo afflusso di visitatori ad ogni esposizione.



LUCE E SUONO

Anno 2018

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Quest’anno l’Associazione Amici di Israele che dal 1984 gestisce in convenzione con il Comune, proprietario dell’ immobile (bene storico tutelato del 1756), la Sinagoga di Gorizia ed opera per la promozione e la diffusione della cultura ebraica (storia, arte, letteratura, musica, religione), ha predisposto un progetto pilota PONTI per una nuova programmazione espositiva all’interno del museo “Gerusalemme sull’Isonzo”, in essa ospitato, che già possiede opere di Zoran Music, Simon Benetton e Carlo Michelstaedter.
Esso si basa sulla proposta qualitativa di esposizioni d’arte contemporanea, almeno due all’anno, inerenti alla cultura ebraica. Lo scopo è quello di ampliare la rete di istituzioni che collaborano con il museo ad altre importanti realtà museali ebraiche italiane e straniere (Museo ebraico “Carlo e Vera Wagner” di Trieste, Center judovske kulturne dediščine sinagoga Maribor e Goriski Muzej di Nova Gorica in Slovenia) e ad avvicinare e far conoscere il museo e la sinagoga a potenziali visitatori.

Il progetto prevede come prima esposizione che si terrà presso il Museo “Gerusalemme sull’Isonzo” ospitato negli spazi della sinagoga di Gorizia, la mostra fotografica delle pitture di luce dal titolo “Esilio della luce” dell’artista milanese di origini croate Laura Fonovich/Lalike, la cui tematica si basa sul concetto di contrazione della luce dell’Ein Sof/Infinito, principio cardine della mistica ebraica.
La curatela dell’attività artistica dell’artista è stata seguita dal curatore Marco Tagliafierro e verrà presentata dalla critica d’arte e giornalista Melania Lunazzi.

Essendo la Sinagoga di Gorizia sotto tutela rabbinica di Trieste, la mostra è stata avvallata dal Rabbino capo della Comunità ebraica di Trieste, rav Alexander Meloni, che sarà presente con le sue parole all’inaugurazione.

L’inaugurazione che è stata fissata per domenica 13 maggio alle ore 16.00 e avrà la durata di un mese, sarà anche momento di presentazione del progetto pilota PONTI. La mostra inoltre rientra nella programmazione di eventi collaterali del Festival èStoria 2018, che affronta il tema “Migrazioni” (ultima edizione ha visto di pubblico pari a 60.000 persone), manifestazione a cui la Sinagoga di Gorizia partecipa con una piccola esposizione dal titolo “Diaspore”.

Intorno al 5 di maggio, data ancora da concordare con il Comune di Gorizia, presso la sua sede avverrà ad opera del Sindaco Rodolfo Ziberba e dell’Assessore alla Cultura Fabrizio Oreti il comunicato stampa e a seguire la promozione dell’evento nei principali mezzi di comunicazione regionali

Durante il periodo espositivo di “Esilio della luce”, saranno inoltre organizzate visite guidate sia di scuole, istituti e università ad indirizzo artistico sia di associazioni di promozione artistica italiani e sloveni, croati ed istriani.




Questa mostra ha, inoltre, permesso di avviare:

1) una prima collaborazione con la sinagoga di Casale Monferrato che ospiterà “Esilio della luce” di Laura Fonovich/Lalike presso la sua sala espositiva dal 7 ottobre al 7 novembre. Durante questa esposizione Laura Fonovich sarà il rappresentante artistico della Giornata europea della cultura ebraica in Italia che si terrà il 14 ottobre.

A sua volta la sinagoga di Gorizia ospiterà a ottobre, come seconda esposizione di questo nuovo percorso, la mostra “Tzlil-Suono” dell’artista di fama internazionale Giovanni Bonaldi, proposto dalla sinagoga di Casale Monferrato a rafforzamento di un bipolarismo artistico e relazionale. Giovanni Bonaldi sarà il rappresentante artistico della Giornata europea della cultura ebraica nella sinagoga di Gorizia.

2) una seconda collaborazione con la sinagoga di Rijeka che ospiterà la mostra “Esilio della luce” di Laura Fonovich/Lalike nel matroneo. L’inaugurazione sarà in concomitanza della Giornata europea della cultura ebraica in Europa il 2 di settembre e sarà aperta fino al 16 settembre.




ESPOSIZIONI

Calendario 2018






Luce e Suono



Sinagoga di Gorizia
“Esilio della luce” di Laura Fonovich/Lalike
( 13 maggio - 12 giugno )



Sinagoga di Rijeka
“Esilio della luce” di Laura Fonovich/Lalike
( 2 settembre - 16 settembre )



Sinagoga di Gorizia
“Tzlil/Suono” di Giovanni Bonaldi
( 14 ottobre - 11 novembre )



Sinagoga di Casale Monferrato
“Esilio della luce” di Laura Fonovich/Lalike
( 7 ottobre - 7 novembre )







ESILIO DELLA LUCE
di Laura Fonovich/Lalike


Tematica

Secondo la Kabbalà, dunque, "agli inizi", prima della creazione del mondo esisteva solo una Luce Infinita (Or Ein Sof) che riempiva tutta l'esistenza, e che rappresenta la prima manifestazione di Dio, l'irradiazione della sua coscienza perfetta ed infinita. Siamo di fronte ad uno stato perfettamente omogeneo, unidimensionale, pura consapevolezza al di là del tempo e dello spazio. In esso sono contenute tutte le infinite possibilità dell'esistenza,tutte le creature che verranno e quelle che non lasceranno mai lo stato della sua potenzialità. La Luce infinita è la sorgente inesauribile che alimenta incessantemente i molteplici livelli della realtà creata. Pur essendo in tutto e per tutto divina, la Luce infinita non è identificabile con l'essenza dell'Essere Divino del tutto inconoscibile ed irrappresentabile. Il rapporto che c'è tra l'Essenza della Divinità e la Luce infinita è come quella esistente tra "Dio" ed il suo "Nome"
Come poteva dunque questo universo celeste contenere un mondo finito?
L'Or Ein Sof ha dovuto subire un restringimento o, per dirlo intermini kabbalistici, tramite lo TZIMTZUM è stato creato uno spazio vuoto ed oscuro. Dopo aver creato questo spazio Dio fece scendere in esso una "Linea di Luce" concentrata che rappresenta il prototipo dell'Albero della Vita, con le sue dieci entità "strette", "compresse" in una "linea" sola che entra nel "vuoto". Più semplicemente possiamo dire che in quella singola linea luminosa che entrava nello spazio vuoto, ricettivo e disponibile, erano concentrati tutti i mondi e tutte le creature. Certamente, con molta verosimiglianza, si potrebbe parlare di maschile e di femminile che si incontrano, quasi a rappresentare il primo incontro sessuale della Creazione, e così la Scienza sarebbe più incline a seguire e ad apprendere i termini della costruzione, ma c'è da dire che tutti questi fenomeni innanzitutto richiedono un approccio di tipo spirituale.
Questo processo continua per un tempo indefinito: è la prima creazione. Galassie e stelle sono formate, i pianeti si coagulano,esseri umani nascono e crescono.
Lo Tzimtzum operato da Dio nella Luce Infinita non la elimina del tutto. Nello spazio vuoto così creato, rimane un residuo, reshimo, della perfezione presente nella Luce Infinita. Si fa di solito l'esempio di un vaso che aveva contenuto un preziosissimo olio profumato. Anche dopo che l'olio è finito, rimane il suo profumo. Secondo la Cabalà, il residuo di Luce Infinita del Reshimo è il materiale primo dal quale sono stati tratti gli universi.


Citazioni .

"Come produsse Dio il mondo, come lo creò? Come un uomo che trattiene il respiro, e si contrae in se stesso, in modo che il poco possa contenere il molto, così anche Dio contrasse la sua luce di una spanna, e il mondo rimase come tenebre". (Antico frammento della cerchia del Sefer ha-Iyyun, prefazione a un commento sulle “32 vie della sapienza” in un manoscritto di Firenze)




Questo brano del XIII secolo contiene un’idea che sarà fondamentale nell'intera storia della mistica ebraica: quella della contrazione o ritiro (tzimtzum) di Dio, un movimento all'interno della divinità - simile a un respiro cadenzato - che sarebbe più originario della stessa creazione.

“Il primo momento è la ritrazione (tzimtzum) dell'En Sof, dell'Infinito. L'En Sof si ritira verso se stesso. È dunque in un’interiorizzazione, in un ritiro o ritrazione dell'essere nel suo essere che si trova il punto di partenza della creazione. È la capacità di ritrazione che permette il processo di apparizione-emergenza del mondo. Senza tzimtzum non c'è creazione poiché Dio, per definizione, riempie "tutto" lo spazio. La creazione è dunque una sorta di esilio in quanto Dio si ritira dal suo essere e si rinchiude nel suo "mistero".
Questo raggio, che appartiene alla modalità della misericordia, esercita una funzione catartica penetrando e focalizzando le forze del rigore che permangono nello spazio primordiale assieme al residuo della luce infinita (il reshimù)". (Gershom Sholem in “La Cabala”)



Interpretazione

Il mio intento attraverso quest’opera pittorica, benché realizzata con una tecnica fotografica, è sia di rappresentare questa volontà di Dio di ritirarsi in se stesso per creare l’oscurità e le immagini archetipiche che in essa sono presenti, sia di rappresentare in senso più profondo quello che il popolo ebraico ha dovuto soffrire nella sua secolare condizione di Esilio, occultando quella luce che in parte tutt’ora mantiene velata. Allo stesso tempo ne rappresenta anche una pagina della mia storia personale. Come nipote di profughi di guerra, la condizione di sradicamento mi ha sempre tenuta lontano da un vero senso di appartenenza che è stato spesso accompagnato da quella strana sensazione di malinconica mancanza, perché c’è una parte delle mie origini che non è più rintracciabile. Ed è forse proprio questa remota condizione che mi ha naturalmente avvicinato e fatto appassionare alla storia della Mistica Ebraica e del suo grande popolo.

Esilio della Luce è un piccolo esperimento di opera totale, in cui scrittura, architettura, disegno e scultura si fondono in un unico scatto fotografico. Il lavoro che parte da un principio cardine della dottrina ebraica si traduce poi in un disegno su cui viene proiettata una composizione di luci, le quali insieme a piccole sculture di cristallo vengono disposte secondo una determinata logica in uno scenario architettonico. La luce passando attraverso una fessura e in seguito ad una serie di oggetti crea delle ombre le cui forme fondendosi con il disegno iniziale si realizzano nella fotografia.

E così seduta all’ombra di me stessa ho predisposto uno scenario attraversato da elementi pittorici e prismatici che, penetrati da fasci di luce, risvegliassero in me una sensazione primordiale.
Sono architetture della forma che si destrutturano nella dinamica dell’inconscio.








Itinerario espositivo promosso dalla Sinagoga di Gorizia per l’artista Laura Fonovich/Lalike


Il responsabile culturale della Sinagoga di Gorizia, Lorenzo Drascek, in collaborazione con il curatore dell’artista Marco Tagliafierro, hanno predisposto un primo ciclo espositivo per l’anno 2018 della mostra fotografica “Esilio della luce” nelle seguenti sedi:


> Sinagoga di Gorizia (13 maggio - 10 giugno)
Caratteristica di questa mostra, oltre ai quadri esposti, è l’installazione all’interno del tempio, autorizzata dal Rabbino capo della Comunità ebraica di Trieste, come simbolo di elevazione spirituale ed ascesa verso la luce attraverso un’opera di arte contemporanea.


> Sinagoga di Rijeka (2 settembre - 16 settembre)
Caratteristica di questa mostra è lo spazio, il matroneo, luogo di separazione femminile all’interno della sinagoga, che ospitando un’artista donna esprime la volontà di apertura verso il mondo esterno.


> Sinagoga di Casale Monferrato (7 ottobre - 7 novembre)
In questo caso la mostra avviene nella sala espositiva della Sinagoga. Le opere saranno accompagnate da un’istallazione video che evidenzi il processo creativo di composizione dei lavori.

La mostra è patrocinata: dal Comune di Gorizia; dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia; dalla Comunità Ebraica di Casale Monferrato; dalla Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale – Onlus; dalla società di stampe d’Arte Gicleè Artok; dallo studio di Grafica e Design Way-Out.

Le esposizioni previste per il 2019, ancora in fase di programmazione, avverranno presso il Museo ebraico “Carlo e Vera Wagner” di Trieste e nella sinagoga di Maribor.





Organizzatore
www.amicidisraelegorizia.it



Allestimento delle sale



Le opere presentate nella Sinagoga di Gorizia sono:

- nella sala del museo che ospita la mostra permanente “Gerusalemme sull’Isonzo”

n. 8 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 50 cm x 70 cm
n. 2 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 75 cm x 100 cm
n. 15 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 30 cm x 136 cm

- nel tempio

n. 4 pannelli in plexiglass di 90 cm x 300 cm


Le opere presentate nella Sinagoga di Rijeka sono:

- nel matroneo

n. 8 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 50 cm x 70 cm
n. 8 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 30 cm x 136 cm


Le opere presentate nella Sinagoga di Casale Monferrato sono:

- nella prima sala espositiva

n. 8 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 50 cm x 70 cm
n. 2 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 75 cm x 100 cm
n. 8 immagini fotografiche stampate a gettata di pigmento ed incorniciate di 30 cm x 136 cm


- nella seconda sala espositiva

n. 1 proiezione video














Il punto di visita del critico d’arte e curatore Marco Tagliafierro a proposito dell’opera di Laura Fonovich.


Il dibattito estetico riguardante le arti visive sta vivendo una fase di sintesi tra due condizioni che, nel corso degli ultimi dieci anni, si sono poste come antitetiche: la digitalizzazione a tutti i costi e l’auspicato ritorno ai media classici. Laura Fonovich equilibra con estrema cura queste due polarità.
L’era dell’ineludibile digitalizzazione ha consentito agli artisti di formalizzare visioni che altrimenti sarebbero risultate difficili da rappresentare, soprattutto per ciò che concerne l’ipertesto – ovvero la possibilità di operare contemporaneamente su diverse dimensioni spazio-tempo. Per contro, tutto questo ha tenuto gli artisti lontano da un’azione diretta sulla materia. Infatti la virtualizzazione, talvolta forzata, ha portato come reazione un’adesione totale agli “old media”, in riferimento soprattutto a quei mezzi espressivi che consentono di plasmare direttamente la materia – un esempio tra tutti, la ceramica.
Come sempre, le esperienze maturate segnano un precedente dal quale non si può più prescindere, pertanto la possibilità di sovrapporre e stratificare diverse immagini – facoltà acquisita con più nitore attraverso i programmi di grafica – ha alimentato una soddisfazione divenuta via via irrinunciabile per gli artisti. Niente dieta rispetto al fare concreto, ma anche niente più ritorno indiscriminato a un fare anacronistico.
La strada più plausibilmente da percorrere si è palesata come via della sintesi, ovvero del dialogo tra la storia e ciò che, seppur di recente acquisizione, è ormai altrettanto assimilato. Questa via oggi la rintracciamo nei cosiddetti “new media”. I lavori di Fonovich indagano la possibilità di una percezione diretta delle qualità fisiche della luce, delle qualità materiche di un raggio luminoso, della densità atmosferica di una stanza attraversata da un raggio di sole, anche attraverso mise-en-scène da lei costruite per catturare la luce in composizione plastiche. Alcune lampade posizionate in prossimità di questa accumulazione di oggetti colgono le vibrazioni luminose per restituirle in forma di sculture di luce.
Procedendo nell’indagine teorica e pratica, senza lasciare che l’una prevalga sull’altra, Fonovich ha progressivamente semplificato questi allestimenti, sintetizzandoli in disegni che sono ancore, punti fermi, su cui far agire la luce per poi immortalarla da una camera digitale Leica montata su smartphone. In questo modo, la tecnologia più fredda viene così ricondotta a una dimensione umanistica e sensibile.
Fonovich si pone dunque come uno straordinario esempio di artista che sa collocarsi in spirito di continuità con la storia di maestri quali Giorgio Ciam, Mario Cresci, Paolo Gioli, Sandro Guerzoni, i quali, seppur con ricerche e campi d’interesse differenti, hanno esplicitato la natura plastica della fotografia. Ne hanno estruso i segni più reconditi, esplicitato le qualità criptate, liberato i significati più profondi, rendendo il mezzo fotografico una pittura di luce, una scultura bidimensionale, una performance immortalata in un scatto.

Marco Tagliafierro




Laura Fonovich, nome d’arte Lalike


Attività artistica

Marzo 1995 Classificata terza al Concorso della American Hardwood per il progetto di design di un mobile; il progetto e il mobile realizzato sono stati esposti nel Salone del Mobile di Milano dello stesso anno.

1995 - 1997 Borsa di studio Erasmus (Tutore Arturo dell’Acqua Bellavitis - Design) nella Facoltà di Belle Arti di Salamanca, dove è stata costantemente seguita da Josè Manuel Prada Vega e Rafaèl Carralero e dall’artista di fama mondiale Santiago Serrano. Sotto richiesta della Facoltà di Belle Arti di Salamanca al Politecnico di Milano, la borsa di studio ha avuto una durata due anni.
In questo periodo ha partecipato a diverse mostre collettive e concorsi organizzate dalla Facoltà di Belle Arti di Salamanca.

1998 Prima mostra individuale nella sala espositiva de Los Devinos a Salamanca.

1999 Si trasferisce a Madrid per poter continuare ad esser seguita dal pittore Santiago Serrano.

Ottobre 2000 Mostra individuale nella sala Juan de Villanueva di Aranjuez patrocinata dal Centro Culturale Isabel de Farnesio di Aranjuez.

Dicembre 2000 Esposizione individuale al Cappello di Udine

Febbraio 2001 Esposizione nella Galleria Internazionale di Milano.

Febbraio 2002 Mostra individuale nella Galleria Eclectica di Madrid.

Marzo 2002 Selezionata come migliore artista dell’anno dalla commissione interna del Centro Culturale il Caleidoscopio di Mostolès/Madrid. Mostra individuale patrocinata dal Centro Culturale il Caleidoscopio ed inaugurata dal Ministro delle Donne spagnolo.

Marzo 2003 Mostra individuale nella Galleria Artemix di Madrid.

2006 ERETIKA EROTIKA EROIKA, Mostra collettiva d'Arte varia
Casali Aurelia - Agriturismo "IL PICCHIO", organizzata dal pittore Giorgio Valentinuzzi.

2006 Collettiva dei Contemporanei “Cava la Cava” presso il Salone del Teatro via Roma a Raveo, organizzata dal pittore Giorgio Valentinuzzi.

2007 Mostra il “Quadrivio” (Laura Fonovich, Puni, Donatella D’Odorico) presentata durante la Manifestazione di Calendidonna che si svolge ogni anno a Udine. La mostra è stata accompagnata da performance di danza contemporanea.


2007 CONTEMPORANEA-MENTE. Mostra Multipla, dal 6 al 30 luglio 2007
presso otto attività commerciali di Udine durante l'apertura al pubblico, organizzata dal pittore Giorgio Valentinuzzi.

2012 Partecipa alla mostra collettiva “24/7 ventiquattrosette” organizzata dal Centro culturale Zerouno di Barletta, in collaborazione con la Fondazione Giuseppe De Nittis. Curatrice Anna Soricaro.

2013 Partecipa con opera grafica allo spettacolo “Salome reinassance” eseguito durante il MITTELFEST 2013 “Microcosmi”.

2013 Partecipa a un’esposizione collettiva nel Progetto artistico Presenze/Assenze tenutosi a Gravina in Puglia, organizzata dalla Fondazione Giuseppe De Nittis. Curatrice Anna Soricaro.

2013 Partecipa allo start-up del Progetto Art for the Environment in una mostra collettiva tenutasi a luglio sull’isola della Certosa di Venezia.

2014 Mostra individuale, “In Itinere: frammenti di solidarietà”, Palazzo Romano, Case di Manzano, Udine.

12 maggio 2017 Perfomance pittorica in cui dipinge l’Albero Alchemico durante lo spettacolo/Opera Totale l’Albero della Vita tenutosi al Teatro “Lojze Bratužˮ di Gorizia.

24 giugno 2017 Partecipa con un’opera a Confinis, dibattito artistico patrocinato dall’Asilo Bianco di Ameno, curatore artistico Marco Tagliafierro.

Luglio 2017 Pubblicazione di 8 opere della serie “Esilio della Luce” sulla rivista Rendez Vous de la Mode a cura di Marco Tagliafierro

13 Maggio 2018 Inaugurazione mostra fotografica “Esilio della Luce” nella Sinagoga di Gorizia

2 Settembre 2018 Inaugurazione mostra fotografica “Esilio della Luce” nella Sinagoga di Rijeka

7 Ottobre 2018 Inaugurazione mostra fotografica “Esilio della Luce” nella Sinagoga di Casale Monferrato



LAURA FONOVICH