Lanfranco Radi – Caleidoscopio Naturae

Foligno - 25/06/2016 : 18/09/2016

Una mostra allestita a Palazzo Trinci, permette di conoscere l’emozionante e magistrale opera pittorica di Lanfranco Radi, che proprio negli anni Sessanta restaurò lo splendido palazzo di Foligno.

Informazioni

  • Luogo: MUSEO DELLA CITTA' - PALAZZO TRINCI
  • Indirizzo: Piazza Della Repubblica - Foligno - Umbria
  • Quando: dal 25/06/2016 - al 18/09/2016
  • Vernissage: 25/06/2016 ore 10
  • Autori: Lanfranco Radi
  • Curatori: Michela Morelli
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Tutti i giorni tranne i lunedì non festivi 10:00 – 13:00 15:00 – 19:00
  • Biglietti: Ingresso mostra 3,00 € Ingresso mostra + complesso Museale Palazzo Trinci 6,00 € Ingresso gratuito per: portatori di handicap; candidati del Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell'Esercito; primo giovedì di ogni mese per gli alunni delle scuole del Comune di Foligno accompagnati dagli insegnanti (mattina, su prenotazione) o dai genitori (pomeriggio); gruppi scolastici che aderiscono ai progetti didattici del Museo

Comunicato stampa

VIAGGIO ALLA RISCOPERTA DI UN ARTISTA
A FOLIGNO, IN UNA MOSTRA, L'ARTE DI UN GRANDE MAESTRO E CREATIVO UMBRO DEL NOVECENTO.
Una mostra allestita a Palazzo Trinci, permette di conoscere l’emozionante e magistrale opera pittorica di Lanfranco Radi, che proprio negli anni Sessanta restaurò lo splendido palazzo di Foligno. Molto conosciuto e apprezzato come progettista di architetture, disegnatore botanico, Radi ha ideato nel 1959 l'HumorFest e la celebre mostra Lo Spazio dell'Immagine (1967). Lanfranco Radi fu artista schivo e riservato, e quella curata da Michela Morelli è la prima mostra che ne documenta l'intero itinerario creativo



Organizzata dall’associazione Ekphrasis. Cenacolo d’Arte e curata da Michela Morelli, Caleidoscopio Naturae mette in mostra per la prima volta circa quaranta opere tra disegni e dipinti di Lanfranco Radi, noto architetto folignate, che, a partire dagli anni Sessanta, si dedicò con costanza e notevoli risultati alla pittura.
Lanfranco Radi (Foligno, 1932 – 2006) è stato un creativo a tutto tondo: architetto, disegnatore, illustratore botanico e satirico, pittore e designer. La creatività è stata il veicolo della ricerca esistenziale di Radi: i disegni di progetto, l’arte e gli oggetti che amava creare furono strumenti di conoscenza consapevole, mai improvvisata. A Foligno, dove ha sempre lavorato e vissuto, ha lasciato un’eredità umana, culturale e artistica preziosa e feconda, apprezzata in modo unanime e affettuoso dalla comunità dei suoi concittadini. “Generoso utopista” (come lo ha raccontato Giovanni Picuti), con lo sguardo lucidamente critico sul presente, sensibile ai temi della difesa dell’ambiente e della memoria storica, l’impegno civile e culturale di Radi ha conquistato traguardi importanti, come la riscoperta dell’ala medievale di Palazzo Trinci (1962-1963) e il restauro dell’antica abbazia benedettina di Sassovivo. A Palazzo Trinci Radi ha ideato e allestito con Gino Marotta, intorno al celebre Ambiente spaziale a luce nera di Lucio Fontana (1949), Lo Spazio dell’Immagine (1967), entrata nella storia delle più importanti mostre d’arte italiana degli anni Sessanta. All’antica tradizione dei torchi folignati Radi ha contribuito con due volumi di sue illustrazioni botaniche, Hortus Celatus (1996) e Hortus Mirabilisc (1999), raffinate edizioni d’arte ancora oggi ricercate tra i cultori delle belle letture.
Nel decennale dalla sua morte, Palazzo Trinci ospita l’opera pittorica di Radi, ed è un momento straordinario per conoscere Lanfranco, perché egli visse il suo talento artistico con umiltà e riservatezza, esponendo al pubblico solo in rare occasioni. Sereno nell’indole e nell’esistenza, mite e schiva, Radi si è sempre dedicato con amore, genio, talento e rigore alla pittura. I suoi quadri, commoventi e di grande temperamento artistico, eredi della ricerca di Giacomo Balla sull’arte totale e la filosofia del colore, sodali con il linguaggio cinetico e ritmico di Piero Dorazio, accompagnano le emozioni e l’immaginazione verso proiezioni siderali del creato o dentro infiniti microcosmi.
La mostra, patrocinata dal Comune di Foligno, dall’Accademia di Belle Arti “P. Vannucci” di Perugia, dall’Accademia Fulginia e dalle associazioni Orfini – Numeister e Demetria Eventsmanagement di Foligno, è corredata da un catalogo curato da Michela Morelli edito da Il Formichiere di Foligno in cui i testi della curatrice e di Fabio Marcelli, delineano con rigore il profilo di Lanfranco Radi pittore ed il contesto in cui questa sua opera si è sviluppata.
L’associazione Ekphrasis. Cenacolo d’Arte è nata in seno al dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università degli Studi di Perugia come associazione di studenti ed ex-studenti del suddetto Ateneo al fine di mettere in pratica gli insegnamenti acquisiti. Attiva sul territorio umbro dal 2009 ha organizzato, in collaborazione con enti pubblici e privati (tra i quali Università degli Studi di Perugia, Comune di Perugia, Forum Regionale dei Giovani Umbria etc.), diversi eventi culturali tra i quali mostre, laboratori, seminari, cineforum e conferenze a carattere nazionale ed internazionale (info: https://www.facebook.com/ekphrasis.it/ ).

Caleidoscopio Naturae
LANFRANCO RADI
Palazzo Trinci di Foligno (Pg)
25 giugno – 18 settembre 2016

Patrocinio di
Comune di Foligno
Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia
Accademia Fulginia
Associazione Orfini – Numeister, Foligno
Nemetria Eventsmanagement, Foligno

Mostra ideata da
Fabio Marcelli, Leonardo e Lorenzo Radi,
con la collaborazione di Arnaldo Radi

Mostra e catalogo a cura di
Michela Morelli

Organizzazione
Associazione Ekphrasis. Cenacolo d’Arte, Perugia

Progetto di allestimento
Radi Associati, Foligno

Allestimento e trasporti
Guidobaldi Allestimenti, Foligno

Progetto grafico e impaginazione
Federico Adriani, Foligno

Ufficio stampa e social media marketing
Marco Ramacci, Perugia

Catalogo
Il Formichiere, Foligno




Lanfranco Radi è nato a Foligno nel 1932. Il primo giovanile approccio dell’artista con la pittura avviene, sul finire degli anni Quaranta, nel vivace ambiente dello studio del pittore e caricaturista folignate Ugo Scaramucci (1883 – 1970), dal quale apprende le nozioni fondamentali delle varie tecniche pittoriche, e risente dell’influsso del concittadino Carlo Frappi (1912 -1946). Dopo gli studi liceali, Radi lascia Foligno e si iscrive alla Facoltà di Architettura di Firenze. Qui segue i corsi tenuti da importanti personaggi del panorama intellettuale italiano, guadagnandone la stima, da Adalberto Libera e Ludovico Quaroni a Leonardo Ricci. Tuttavia, poco prima di conseguire la laurea, preso dal lavoro e da vari interessi di ricerca, abbandona gli studi universitari e torna a Foligno. Nella sua città natale inizia una fortunata carriera di architetto ed intellettuale che lo vede, tra le altre cose, impegnato nel 1959 nell’organizzazione della prima Mostra Concorso della Caricatura divenuta poi Humourfest, nel 1962 negli studi ed i rilievi che lo porteranno, nel 1963, alla riscoperta della Scala gotica di Palazzo Trinci e nel 1967, insieme a Gino Marotta, conosciuto nello stabilimento folignate della Gavina spa, nell’ideazione ed organizzazione della nota mostra Lo spazio dell’immagine.
A partire dagli anni Sessanta la produzione pittorica di Lanfranco Radi riprende con maggiore costanza e, ripartendo dal paesaggio, conquista alla metà degli anni Settanta una propria originale cifra stilistica la quale si concretizza in un universo astratto profondamente coinvolgente e colto e che risente delle sue molte esperienze e conoscenze nell’ambiente artistico nazionale ed internazionale. La pittura diviene per Radi un esercizio quotidiano, coltivato con estrema cura e perizia. La grande duttilità ed abilità dell’artista gli permette di transitare con facilità dal figurativo all’astratto differenziando la sua attività pittorica in tre principali filoni distinti (rappresentazione botanica, paesaggio e quadri astratti), ma accomunati da un unico e chiaro disegno poetico. Il pittore folignate si dedica dunque alla rappresentazione botanica, cominciata già negli anni Settanta e precisata con continuità negli Ottanta e fino ai primi anni del nuovo millennio. Molti disegni delle Erbe vengono esposti a Corciano e Benevento nel 1991, a Nocera Umbra l’anno successivo e ancora a Bologna e Torgiano nel 1994 e a Magonza nel 2004, mentre i paesaggi e i quadri astratti sono stati lasciati dallo stesso Radi in un volontario semi isolamento, spezzato soltanto da rarissime e selezionate mostre. La prima ha luogo presso la chiesa di San Martino a Spello nel 1993, quando il pittore folignate affiancò i suoi quadri astratti a quelli di Orlando Tisato che ne presentò per la prima volta l’opera pittorica. Segue l’edizione di Arte Fiera di Bologna del 1994 alla quale Radi partecipa con una personale per la galleria Studio Progetto di Bettona nella quale presenta, insieme alle Erbe, anche un cospicuo numero di quadri astratti. Il pittore folignate torna ad esporre con cinque quadri astratti, su invito di Dino Gavina, nel 2001 nella collettiva curata da Silvia Pegoraro Venti artisti a Sasso Corvaro. Un progetto di Dino Gavina sull’arte contemporanea. Nello stesso anno partecipa con due opere gouache su carta ad In Cartis Mevaniae, curata da Antonio Carlo Ponti. Infine, nel 2005 è a Villa Fidelia di Spello tra gli artisti di Terra di maestri – Artisti umbri del novecento IV (1960-1963) a cura di Antonio Carlo Ponti e Fedora Boco, per la quale presenta tre paesaggi realizzati nel 1960. È stato Accademico di merito dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia Lanfranco Radi si spegne a Foligno il 19 giugno del 2006.