Lacan e il soggetto della modernità

Roma - 09/01/2013 : 09/01/2013

Dopo la pubblicazione italiana, tuttora in corso per i tipi Einaudi, dei Seminari di Lacan, il libro di Antonio Rainone su Jacques Lacan, viene a colmare una lacuna sostanziale: quella di un punto di vista che non si limita solo a decodificarne il linguaggio, ma ne abbraccia in toto il pensiero, restituendo alla figura dello psicoanalista la centralità e il ruolo che le spettano quale chiave di volta per introdurci nei dilemmi della modernità.

Informazioni

Comunicato stampa

GALLERIA LA NUOVA PESA, MERCOLEDÌ 9 GENNAIO 2013, h

18.00
via del Corso 530 (piazza del Popolo)
Presentazione del libro di ANTONIO RAINONE :
“LACAN E IL SOGGETTO DELLA MODERNITÀ – DISCORSO, IMMAGINE, REALTÀ”,
(youcanprint)
Ne discuteranno con l’autore: lo psicoanalista Lucio Russo e il filosofo Paolo Vinci
coordina Giovanna dalla Chiesa (storico e critico d’arte)

Dopo la pubblicazione italiana, tuttora in corso per i tipi Einaudi, dei Seminari di Lacan, il libro di Antonio Rainone su Jacques Lacan, viene a colmare una lacuna sostanziale: quella di un punto di vista che non si limita solo a decodificarne il linguaggio, ma ne abbraccia in toto il pensiero, restituendo alla figura dello psicoanalista la centralità e il ruolo che le spettano quale chiave di volta per introdurci nei dilemmi della modernità.
Alle soglie del Ventesimo Secolo, il principio di realtà è stato più che mai posto in scacco, infatti, facendo vacillare il rapporto fra il soggetto e la realtà da cui dipende ogni nostra fiducia nella capacità di situarci nel mondo.
Con una lettura che nulla concede all’accademismo, ma usa gli strumenti indispensabili della sperimentazione e dell’indagine, Antonio Rainone ci offre per la prima volta un’analisi a tutto tondo che integra la prospettiva filosofica con quella psicoanalitica di Lacan – di cui è tra i pochi ad aver assiduamente frequentato i Seminari negli anni Settanta – restituendo alla sua complessa personalità la capacità di attraversare i campi del linguaggio, delle immagini e della realtà, oltre la psicoanalisi.
La scelta di un luogo come la Nuova Pesa, per parlarne e di una forma editoriale autonoma, per la pubblicazione, sono tutt’altro che casuali: indicano l’intenzione di spaziare nei diversi settori che offriranno spunto al dibattito con un approccio di tipo sperimentale che s’ispira all’ “attività-forma laboratorio” invece che al tipico discorso universitario.



Antonio Rainone, saggista e docente di storia e di filosofia, si è laureato a “La Sapienza” con una tesi su Claude Henry de Saint-Simon con Lucio Colletti. Dal 1970 quale borsista del governo francese e poi del CNR, a più riprese in Francia e in seguito a Berlino e a Budapest, ha sviluppato un’intensa attività di ricerca sulla cultura dell’Ottocento francese, la storia delle idee sociali, il pensiero di Charles Fourier e Pierre Joseph Proudhon. Più recentemente si è interessato allo studio delle strutture della percezione, del linguaggio e delle immagini. Di Jacques Lacan, dei cui Seminari è stato assiduo frequentatore, ha fatto uno studio non solo analitico, applicandone le teorie in campi d’interesse filosofico-politico e scientifico. Questo percorso, sviluppato soprattutto all’insegna dell’indagine fenomenologica, ha dato luogo a un’inedita Weltanschauung, dove l’aspetto filosofico è permeato dall’intreccio con lo studio dell’attività visiva e auditiva, con quello della parola scritta o parlata e con l’esperienza costante di un “desiderio” che ne orienta ogni fase, secondo presupposti sia etici, che estetici. Ha collaborato a “Critica sociale”. Nel 2010 ha pubblicato il libro “Il doppio mondo dell’occhio e dell’orecchio”, per Mimesis edizioni, Milano.



Lucio Russo, psicoanalista con funzioni didattiche, tra i più autorevoli membri della Società Psicoanalitica Italiana, nella propria esperienza clinica è riuscito a far dialogare il linguaggio psicoanalitico con quello letterario attraversando i confini delle specificità sino a rendere discorsivo ciò che, come l’inconscio, per definizione è inconoscibile. La frequentazione del pensiero di Nietzsche e di Foucault gli ha permesso di introdurre nella sua prospettiva di pensiero un insieme di follia e di ragione, di senso e di non senso che ne hanno reso più solida la tenuta. Ha pubblicato importanti libri sui nodi centrali del pensiero psicoanaliticoe sul rapporto tra filosofia e psicoanalisi, sia freudiana che lacaniana. Significativo, è il suo interesse per i linguaggi dell’arte e, in particolare, del cinema. Delle sue opere, tra le altre, si ricordano: “L’indifferenza dell’anima” 1998; “Le illusioni del pensiero. La psicoanalisi tra ragione e follia” 2006; “Destini delle identità” 2009, pubblicate presso l’Editore Borla, presso il quale è direttore della collana “Psicoanalisi clinica e tecnica”.


Paolo Vinci, è docente di filosofia pratica presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Si è formato con Lucio Colletti e successivamente ha esteso i suoi interessi filosofici, tornando in particolare a riflettere sul rapporto Marx-Hegel, con contributi rilevanti sulla fenomenologia heideggeriana. Molte le sue pubblicazioni rivolte ad analizzare gli aspetti più problematici del pensiero contemporaneo, con approfondimenti su questioni direttamente attinenti al pensiero di Lacan e, più in generale, alla “teoria della soggettività”. Ha pubblicato, fra l’altro: “Soggetto e tempo. Heidegger interprete di Kant” ed. Bagatto, Roma 1988; “Coscienza infelice e “Anima bella”. Una lettura della “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel” ed. Guerini e Associati, Milano 1999; “Essere ed esperienza in Heidegger. Una fenomenologia possibile tra Hegel e Hoelderlin” ed. Stamen, Roma 2008; “La forma filosofia in Marx. Dalla critica dell’ideologia alla critica dell’economia politica”, Manifestolibri, Milano 2011.



Giovanna dalla Chiesa, è storico e critico d’arte. Formatasi alla scuola di Giulio Carlo Argan e Palma Bucarelli attraverso una borsa di studio dell’American Council of Learned Societies è stata affiliata per un anno presso il MOMA di New York nel 1976, dove ha arricchito le proprie conoscenze. In seguito, i suoi studi su de Chirico di cui è autorevole esperta, l'hanno condotta in svariati centri europei: Parigi, Monaco di Baviera, Atene e Berlino. Ha curato importanti mostre monografiche in sedi pubbliche: Ca' Pesaro, Palazzo delle Esposizioni, Palazzo Pitti, Ala Napoleonica del Museo Correr, Accademia di Francia. E' stata docente di Storia dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha collaborato con quotidiani e riviste come pubblicista indipendente e curato mostre interdisciplinari e convegni come: Allo Sport l'Omaggio dell'Arte (Giffoni Valle Piana 2001); L'arte in Gioco (MACRO 2003); L'Età Nomade (Campo Boario 2005); Che cosa c'entra la morte ? (Aula Magna Liceo Artistico 2006, 3 Giornate di studio su Gino De Dominicis)