La musica al tempo di Caravaggio

Bergamo - 19/04/2013 : 19/04/2013

Il volume raccoglie i diversi contributi offerti dagli specialisti in occasione del Convegno Internazionale di Studi, promosso dal Comitato Nazionale per il IV Centenario dalla morte di Caravaggio, tenutosi a Milano, presso la Biblioteca Ambrosiana, il 29 settembre 2010, significativa ricorrenza della nascita di Michelangelo Merisi da Caravaggio.

Informazioni

Comunicato stampa

Il volume raccoglie i diversi contributi offerti dagli specialisti in occasione del Convegno Internazionale di Studi, promosso
dal Comitato Nazionale per il IV Centenario dalla morte di Caravaggio, tenutosi a Milano, presso la Biblioteca
Ambrosiana, il 29 settembre 2010, significativa ricorrenza della nascita di Michelangelo Merisi da Caravaggio

I dipinti
che Caravaggio esegue per i suoi colti committenti romani, il cardinal Del Monte e il marchese Vincenzo Giustiniani,
rappresentano il punto di partenza di una lunga analisi che ha portato alla luce nuove conoscenze su un particolare
momento storico, quello compreso tra la fine degli anni Novanta del XVI secolo e i primi decenni del secolo successivo.
Nei quadri che Caravaggio dipinge per il cardinal Del Monte appare sulla scena della pittura romana un nuovo soggetto:
la musica. Il Suonatore di liuto e I Musici traspongono sulla tela una complessa serie di problematiche connesse alla nuova
voga musicale del “recitar cantando” formulata da Emilio de’ Cavalieri nel contesto fiorentino della Camerata de’ Bardi.
Caravaggio riproduce in termini pittorici le nuove istanze musicali volte a dare rilievo ai testi poetici sul tema amoroso e
alla voce del cantore, ma raffigura anche, e con grande precisione, note musicali tratte da madrigali di compositori diversi
come Arcadelt e Layolle, quasi tutti appartenenti alla cultura cinquecentesca. I quadri che Caravaggio dedica al tema
musicale divengono archetipi e da questi trarranno ispirazione e modello diversi seguaci e pittori caravaggeschi. Alla fine
degli anni trenta del Seicento la moda merisiana di ritrarre spartiti nei quadri, cade nell’oblio, e il rarefatto mondo
rappresentato dal grande pittore lombardo viene superato da nuovi modelli pittorici.