La Memoria della Pietra

Pietrasanta - 07/09/2013 : 13/10/2013

La Memoria della Pietra, a cura di Cesare Monti, è un omaggio a Pietrasanta e ai suoi lavoratori. Dietro ogni opera d’arte immortale, sia essa di marmo o bronzo, dietro ogni artista che l’ha creata, si nasconde sempre il lavoro di tantissimi artigiani.

Informazioni

Comunicato stampa

Al MuSA, il Museo virtuale della Scultura e dell’Architettura di Pietrasanta, con la mostra La Memoria della Pietra, dal 7 settembre al 6 ottobre 2013, si chiude la rassegna Leggera Materia, il primo ciclo di eventi, mostre, proiezioni video e seminari organizzato da Massimo Marsili, dirigente responsabile del museo.

La Memoria della Pietra, a cura di Cesare Monti, è un omaggio a Pietrasanta e ai suoi lavoratori. Dietro ogni opera d’arte immortale, sia essa di marmo o bronzo, dietro ogni artista che l’ha creata, si nasconde sempre il lavoro di tantissimi artigiani

Ed è a loro che è dedicata la mostra, loro che con la lavorazione artistica di pietre e metalli hanno reso Pietrasanta, a due passi dalle cave e dai giacimenti minerari delle Apuane, famosa in tutto il mondo ed oggi crocevia di artisti internazionali.

Nella mostra, realizzata con la collaborazione dell’associazione culturale Il Tempo del Sale e della società Mataeria, marmisti, mosaicisti, lavoratori della creta, del bronzo e del ferro, ma anche stampatori, orefici, operatori dei frantoi e degli stabilimenti balneari vengono presentati al visitatore attraverso documenti originali: 56 video interviste, 10 ritratti fotografici e 18 video proiezioni poetiche, in cui le parole dei protagonisti diventano esse stesse opere d’arte. Il tutto in un allestimento che coniuga l’aspetto artistico con quello più prettamente tecnologico e virtuale caro al museo.

La mostra prende dunque la forma di un’inedita visual art, un'eccezionale opera collettiva che rende onore ai lavoratori di Pietrasanta, intrecciando le loro storie di vita vissuta con quella del territorio versiliese, indissolubilmente legato all'estrazione e alla lavorazione del marmo e della pietra. Nei filmati immagini e musica si fondono in un unicum che diviene esso stesso narrazione: le voci dei protagonisti – artisti e artigiani, imprenditori e professori, galleristi e storici – più che spiegare didascalicamente fatti e avvenimenti, divengono in qualche modo parte integrante della colonna sonora.

Per realizzare La Memoria della Pietra Cesare Monti ha lavorato, durante la scorsa estate, con un gruppo di venti giovani del territorio, dando vita ad un vero e proprio laboratorio guidato dal creativo milanese che ha permesso a tutti, intervistati e intervistanti, di confrontarsi con il passato e di riappropriarsi delle proprie radici culturali. Suddivisi in cinque gruppi, i ragazzi si sono dedicati a video-interviste, ricerche d’archivio, fotografia, grafica, marketing e comunicazione, restituendoci così un quadro quanto più completo e fruibile di una memoria unica: la capacità di intervenire, plasmare, trasformare e dare significato alla materia, il marmo.
Cesare Monti

Nato a Milano nel 1949, Monti inizia la sua attività nel mondo discografico nel 1971, come concept-creative e fotografo. Cura diversi progetti per Numero Uno, Cramps, Trident, Produttori Associati, Polygram, Rca, Cbs, Emi, Ascolto, Ultima Spiaggia, Sony e Wea. Tra gli artisti per i quali ha realizzato copertine, assieme alla compagna di vita e di lavoro Wanda Spinello, spiccano Lucio Battisti, Pfm, Banco, Ivano Fossati, Edoardo Bennato, Enzo Jannacci, Pino Daniele, Mia Martini, Eugenio Finardi, Area, Demetrio Stratos e Fabrizio De Andrè.

Nello stesso periodo è direttore artistico della rivista underground "Re nudo". Nel 1979 si trasferisce a New York, dove collabora con "Rolling Stones Records".

Tornato in Italia, nel 1981, si dedica all'arte visiva, sperimentando contaminazioni di varie tecniche e interazioni tra immagine e suono (tra queste, "Ario", "Il Vento", "Gli uomini sottili", "Irlanda" e "Inferno"). Le opere di Monti sono state esposte in molte città (Milano, Torino, Bologna, Locarno, Basilea, Düsseldorf, Varna, Parigi, New York) e prestigiose gallerie d’arte contemporanea (L'Affiche, Murnik, Milla, Politecne Cinematografica, Goethe Institut, Mudima).

E' il fondatore, assieme a Franco Bolelli e Franco Berardi Bifo, di due gruppi di ricerca di comunicazione poetica, "Ario" e "Dna". Negli stessi anni, e fino al 1992, lavora come regista per Film Master e per Central, realizzando celeberrimi film pubblicitari (Kodak, Swatch, Volvo, Guzzini, Bassetti, Pioneer, Mulino Bianco, SiSi, Yomo, San Benedetto, Aem, Alitalia, Airc).

Nel 1998 è il direttore creativo della sezione italiana dell'Expo di Lisbona. L’anno seguente pubblica il libro “Lucio Battisti e la Numero Uno”. Dello stesso periodo, le consulenze per Mediaset, Tiscali ed altre importanti società per delinearne alcune strategie comunicative.