La linea gotica

Torino - 31/10/2012 : 06/01/2013

Il “gotico”, più di ogni altro stile o genere, ha prodotto e produce “immagini permanenti”, predilette da molte generazioni, sino alle giovanissime, in tutto il mondo. E la mostra La linea gotica documenta artefatti “neo-neogotici” contemporanei, soprattutto fotografici.

Informazioni

Comunicato stampa

La linea gotica è una mostra che collega maestri della fotografia come Sir Simon Marsden, Christophe Dessaigne, Giulia Caira e Monica Carocci ai giovani emergenti torinesi Art_Missy, Silvia Celeste Calcagno, Clorophilla Clorophillas, Gabriella Di Muro, Andrea Mucelli e Yakumo Kobe


Ci sono le fotografie d'architettura e di paesaggio di Sir Simon Marsden in cui rovine, chiese ed edifici decadenti sono resi ancora più inquietanti dall'uso di filtri e di carta metallescente, i lavori del francese Christophe Dessaigne - per il quale il perturbante passa dall'interpretazione in immagini di romanzi e film all'esplorazione di luoghi abbandonati, pericolosi e pericolanti - e le opere emblematiche delle due torinesi Giulia Caira e Monica Carocci.
Alle opere degli artisti affermati rispondono i lavori degli esponenti della nuova generazione di “neo-neogotici” come le installazioni di Silvia Celeste Calcagno: una serie di piastrelle sulle quali compare sempre lo stesso autoritratto un’Ofelia contemporanea ma esteticamente sempre differente per gli effetti della messa a fuoco.
La fotografa di moda Gabriella di Muro propone gli esiti di alcuni suoi shooting. Ci sono poi le visioni notturne del cimitero di Dogliani ad opera di Andrea Mucelli, le allucinanti evocazioni eseguite alla Reggia di Venaria di Roberta Vernaglia, l'interpretazione delle OGR in chiave “Dark Church” di Marco Paolini e i travestimenti reali e digitali di Clorophilla Clorophillas.
Diversa per ogni artista è la cultura d'appartenenza - nobile per alcuni, sottocultura per altri -così come le scelte tecniche e di supporto, dalla camera oscura all'elaborazione digitale.
Il risultato finale è un inaspettato tutt'uno armonico, un dialogo tra generazioni influenzate dallo stesso immaginario e da una capacità di rilettura inquietante della realtà.