La Fine del Nuovo capitolo XII

Ljubljana - 26/01/2017 : 16/02/2017

Zavod P.A.R.A.S.I.T.E. ospita presso P74 Center & Gallery il capitolo XII della mostra d’arte contemporanea itinerante con le opere di 5 artisti.

Informazioni

Comunicato stampa

Giovedì 26 gennaio alle ore 18.00, la mostra itinerante di arti visive La Fine del Nuovo, inaugura il suo capitolo XII al P.A.R.A.S.I.T.E. Museum of Contemporary Art di Ljubljana, con le opere di 5 artisti.

Neo associazione culturale di Udine, con questo vasto progetto che ha avuto inizio a maggio 2016 a Villa Manin di Passariano e coinvolge 80 artisti italiani e internazionali, ha voluto portare in luce un tema sensibile nel mondo dell’arte attuale: la fine del “nuovo” come fine di un miraggio, di una promessa, di un continuo sviluppo


Una riflessione collettiva, che ha visto - e vedrà - partecipi artisti noti e meno noti, critici ed intellettuali operanti nell’ambito artistico, sulla strada che l’arte contemporanea sta percorrendo, sul concetto di Neo - Nuovo - nell’arte, in relazione a tutti gli aspetti socio-politici ed economici del nostro tempo.

“La fine del nuovo si associa ad un significato apocalittico di fine della speranza, di fine dell’ultima possibilità di portare al di là della morte una parte di sé. Il nuovo è un frammento, un seme che, generando una nuova pianta, perpetrerà la vita. Il nuovo è una promessa ed un auspicio che ci pone virtualmente oggi in un al di là possibile domani. La speranza, ultima a morire, di una idealità che è stata nietzscheanamente ostruita per fare i conti con il presente, per guardare in faccia alla realtà, per guardare le contraddizioni da affrontare ora, senza più procrastinare quel che appartiene all’oggi, senza più ipotecare il domani.” scrive Paolo Toffolutti, curatore della mostra, come incipit a questo nuovo capitolo dal titolo In nome dell’Io Invano.

Il P.A.R.A.S.I.T.E. Museum di Ljubljana vedrà esposte fino al 16 febbraio le opere di 5 visual artists: Stefano Giuri (Firenze), Matias Guerra (Santiago del Cile-Milano), Filippo Manzini (Firenze- Los Angeles), Davide Skerlj (Trieste) e Goran Trbuljak (Zagabria).
Le opere di questi artisti, per lo più video art, indagano le connessioni e i rapporti tra spazio pubblico e privato, tra memoria collettiva e individuale, per affrontare problematiche sociali attuali come il processo di gentrificazione, (Stefano Giuri), o per mettere in discussione il modo in cui percepiamo l’arte (Matias Guerra), “sfidando i principi del Modernismo, il culto dell’autore e il concetto di originalità, come una critica ironica e allo stesso tempo profonda del sistema artistico e sociale” (Goran Trbuljak), o la società, cercando negli abitanti della costa e dell'entroterra i "testimoni" di scambi e commerci alternativi a quelli di maggior respiro e portata della città, nel tentativo di fortificarne la memoria (Davide Skerly).

Il programma dell’inaugurazione inizierà alle 18.00 con gli “Incontri alla fine del nuovo” e l’introduzione del curatore Paolo Toffolutti al capitolo XII della mostra: In nome dell’Io Invano.
Ore 18.30 interverranno gli artisti in mostra presenti e, a seguire, Tadej Pogacar, direttore di Zavod P.A.R.A.S.I.T.E.

Alle 19.00 drink e apertura della mostra.