La contestazione dell’arte / Controtempi

Cennina - 28/06/2014 : 28/06/2014


Negli spazi del Castello di Cennina, un evento con due momenti di discussione e visione del rapporto tra arte, società e politica.

Informazioni

  • Luogo: CASTELLO DI CENNINA
  • Indirizzo: Frazione di Bucine - Cennina - Toscana
  • Quando: dal 28/06/2014 - al 28/06/2014
  • Vernissage: 28/06/2014 ore 21.15
  • Generi: presentazione, serata – evento

Comunicato stampa

1) un libro:
La contestazione dell’arte

Presentazione del libro "La contestazione dellʼarte”, recente problematica ricerca di Stefano Taccone su “la pratica artistica verso la vita in area campana”, un’originale riflessione dedicata ad alcune esperienze dʼavanguardia a Napoli e in Campania tra gli anni sessanta e settanta.Tra la metà del decennio sessanta e i primi anni del decennio settanta, a Napoli lʼarte diviene strumento di contestazione della società, della politica, dellʼ economia, ma anche di se stessa, prendendo le mosse dallʼ attività assolutamente pionieristica di Giuseppe Desiato

Lʼautore ricostruisce le varie tappe della vicenda - dai gruppi legati a Luigi Castellano (Luca), come il Gruppo Studio Proposta 66 o la Prop-Art, al Teatro Comunitario di Toni Ferro; dalla Galleria Inesistente a Riccardo Dalisi con le sue pratiche animatorie al Rione Traiano – restituendo un quadro generale che ribalta le tradizionali accuse di provincialismo e proietta lʼ area campana entro un clima internazionale. Il volume, edito da Phoebus di Casalnuovo di Napoli, è inserito nella collana “Aisthesis”, diretta da Salvatore Manzi.
Intervengono: Franco Cipriano, Antonio Davide. Sarà presente l’autore.


Stefano Taccone (Napoli 1981) insegna Storia dell’arte contemporanea presso RUFA - Rome University of Fine Arts. Critico e curatore indipendente, ha al suo attivo numerose pubblicazioni, cataloghi e curatele di mostre personali e collettive e collabora stabilmente con la rivista “Segno” Tra le sue pubblicazioni Hans Haacke. Il contesto politico come materiale (Plectica, Salerno, 2010).




2) una mostra
CONTROTEMPI
L’azione politica dell’arte a Napoli
Peppe Pappa Rosaria Iazzetta Salvatore Manzi
Pier Paolo Patti Rinedda Ciro Vitale
immagini, suoni, parole, video-proiezioni
L’arte è in controtempo quando mette in questione la visione dominante del mondo e agisce contrariamente alle immagini istituzionali del reale e anche del suo stesso senso. Quando l’arte è la contraddizione in atto del linguaggio come esperienza del mondo, essa è “azione politica”, eccedenza critica nel processo di conciliazione estetica tra il reale e il “sistema delle immagini”.

L’arte è “politica” quando è accadimento della crisi, della vita e di se medesima. Va “verso la vita” non per ancora produrne ancora “rappresentazioni” ma per divenire spazio conflittuale della sua presenza sociale, della sua definizione e dei suoi autori. Fino alle estreme conseguenze di una radicale volontà di opposizione al dispositivo istituzionale dell’arte nella relazione con mercato, cultura, storia, in antagonismo anche con l’origine individualista del gesto artistico. Sommovimenti del linguaggio che sopratutto nelle dimensioni della multimedialità generano rapporti eccedenti, “di contestazione” tra arte e mondo, in un corto circuito sempre aperto tra “opera” e spazio sociale. Questa “esposizione-evento” presenta opere/azioni, in forma di video e immagini foto-grafiche, di artisti che nel territorio napoletano delle arti si distinguono per l’attivismo delle loro pratiche artistiche sul campo del conflitto politico-sociale.

A Peppe Pappa, protagonista storico delle avanguardie napoletane degli anni sessanta-settanta che persiste nel presente a fare della sua azione artistica un gesto di opposizione politica, si affiancano i più giovani Ciro Vitale, Salvatore Manzi, Pier Paolo Patti, Rinedda e Rosaria Iazzetta. Artisti che, nelle differenti produzioni dei linguaggi audio-visivi e della loro gestione installativa, affrontano le emergenze dei conflitti collettivi attraversandoli con l’attivazione della memoria o con la vitalità relazionale o anche con l’ironia e la de-costruzione immaginante.
L’evento è curato dal collettivo “Di.St.Urb, distretto di studi e relazioni urbane in tempo di crisi” e da “ARTLANTE, studi e iniziative per l’arte contemporanea”.