Kumbha Mela. Il viaggio dell’anima

Roma - 08/10/2011 : 15/11/2011

Cento immagini in bianco e nero e colori della mostra guidano il visitatore all’interno del più grande pellegrinaggio religioso: l’ultimo Kumbha Mela svoltosi ad Haridwar, sotto le montagne dell’Himalaya, dove si stimano siano passati oltre quaranta milioni di persone. Raccontano un viaggio incredibile che gli autori hanno intrapreso accanto ai fedeli.

Informazioni

Comunicato stampa

irezione Artistica: Gianni Pinnizzotto
Fotografi: Guido Ciattaglia - Roberta Micagli – Emiliano Pinnizzotto - Gianni Pinnizzotto – Sabrina Zimmitti - Copyright: GRAFFITI

All’inaugurazione intervengono:
Luigi La Rocca - Soprintendente del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini”
Gianni Pinnizzotto - Direttore della Graffiti
Conferenza di Giorgio Furlan – Direttore dell’Accademia Yoga di Roma
A seguire Bajan e Mantra (Canti e Musica)

Cento immagini in bianco e nero e colori della mostra guidano il visitatore all’interno del più grande pellegrinaggio religioso: l’ultimo Kumbha Mela svoltosi ad Haridwar, sotto le montagne dell’Himalaya, dove si stimano siano passati oltre quaranta milioni di persone. Raccontano un viaggio incredibile che gli autori hanno intrapreso accanto ai fedeli.

Dall’avvicinamento, agli accampamenti della gente, dai riti di preghiera alle abluzioni. Dagli sguardi, espressioni, gesti, di Yogi, Santoni, Naga o di semplici fedeli, riuniti in questa preghiera collettiva la cui sonorità emanava continuamente una serenità e una pace nonostante l’imponente massa di persone, fino al momento più importante cioè lo Shahi Snan o “bagno dell’imperatore” quando i Naga in una lunga processione si immergono nel Gange, in quello che viene considerato il momento astrale più propizio.
Il Kumbha Mela è il massimo evento religioso dell’induismo e il più grande pellegrinaggio del pianeta. Milioni di persone si radunano, viaggiando con ogni mezzo da tutta l’India, in una delle città sacre, Haridwar, Allahabad, Ujjain e Nashik, che ciclicamente lo ospitano.

Il Kumbha Mela è registrato nel libro dei Guinness dei Primati come il più grande affollamento umano del mondo.

Il pellegrinaggio viene svolto in una versione minore ogni tre anni e ogni dodici in quella grande (Maha Kumbha Mela) quando, secondo l’astrologia Vedica, il Pianeta Giove entra in Acquario e il Sole in Ariete.

Secondo la religione induista, le anime rinascono dopo la morte in un continuo ciclo chiamato Karma, la liberazione da queste rinascite viene chiamata Moksha.

Lo scopo per i fedeli Hindu è raggiungere l’illuminazione spirituale, purificare l’anima lavando i propri peccati facendo i riti e le abluzioni nelle acque del Sacro Gange. Chiunque, durante il Kumbha Mela, si immerge avrà un grande beneficio nella prossima vita e nel ciclo delle reincarnazioni. Per l’occasione oltre ai fedeli, si radunano tutti gli Yogi, gli asceti, i maestri spirituali, i Guru e i Sadhu da tutta l’India, rendendo il festival uno spettacolo fermo nel tempo a centinaia di anni fa.

Tra loro ci sono i Naga, che vivono sulle montagne e nelle grotte, completamente nudi e cosparsi di cenere, a simboleggiare il distacco dalla vita terrena, praticando anche l’automortificazione corporea. Si ispirano tutti al Dio Shiva, considerato il Maestro di tutti gli Yogi.

Inoltre, sarà esposta una inedita statua in pietra con pitture policrome e dorature di Ganeśa, la divinità dalla testa di elefante, appartenente alle collezioni asiatiche della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”.

Figlio del dio Śiva e di sua moglie, la dea Pārvatī, Ganeśa è uno degli dei più amati della religiosità induista, ed anche uno dei più conosciuti in occidente.

Sponsor: EPSON Italia – STANTE YOUR LOGISTICS WAY: Quando cultura e trasporto incrociano le loro strade.