Klara Lidén – Invalidenstraße

Bolzano - 13/09/2013 : 12/01/2014

Museion presenta la prima personale in un museo italiano di Klara Lidén. In video, installazioni e performance l’artista esplora i limiti e le convenzioni fisiche, psicologiche e sociali dello spazio.

Informazioni

  • Luogo: MUSEION
  • Indirizzo: Piazza Piero Siena 1 - Bolzano - Trentino-Alto Adige
  • Quando: dal 13/09/2013 - al 12/01/2014
  • Vernissage: 13/09/2013 ore 19
  • Autori: Klara Lidén
  • Curatori: Letizia Ragaglia
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Da martedì a domenica: 10.00 – 18.00 Giovedì@Museion: 10.00 – 22.00 / Ingresso libero: 18.00 – 22.00 / Visita guidata gratuita: 19.00 Lunedì chiuso
  • Biglietti: Euro 6,00 intero Euro 3,50 ridotto Euro 3,00 Kulturpass
  • Email: info@museion.it
  • Patrocini: dell’Ambasciata di Svezia a Roma.

Comunicato stampa

“Una parte di me è la povera architetta, che si confronta con i problemi delle strutture esistenti nella città,
l’altra parte è la danzatrice o performer amatoriale, che vuole restituire l’idea del ritmo all’attività del costruire … “
Klara Lidén
Museion, museo d’arte moderna e contemporanea di Bolzano presenta la prima personale in Italia di Klara Lidén. L’artista, nata a Stoccolma nel 1979, ha già all’attivo mostre personali in istituzioni prestigiose come il New Museum di New York (2012), la Serpentine Gallery di Londra (2010) e il Moderna Museet di Stoccolma (2011)

Nel 2009 il suo lavoro è stato presentato nel Padiglione nordico alla 53a Biennale di Venezia, istituzione che le ha conferito una menzione speciale anche nell’edizione del 2011. Tra i diversi riconoscimenti Lidén ha avuto anche il premio della Nationalgalerie für Junge Kunst in Berlin nel 2011.
La mostra a Museion, ospitata nel vasto spazio del quarto piano, presenta più di trenta lavori della produzione più recente dell’artista, tra cui diversi inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private. Installazioni, fotografie e video fissano azioni e performance da cui emergono le cifre cardine della sua opera: l’esplorazione dei limiti e delle convenzioni fisiche, psicologiche e sociali dello spazio, sia pubblico che privato; la strada come fonte inesauribile di ispirazioni e azioni, l’ossessione del riciclo e della trasformazione di materiali urbani; il gesto fisico e l’impiego del corpo. Come spesso avviene nelle sue personali, Lidén presenta anche nuovi lavori attingendo al contesto urbano di Bolzano intitolati “Autostrada Café” e diversi nuovi poster painting – lavori questi distintivi della sua produzione, che hanno portato la sua opera all’attenzione internazionale.
L’esperienza fisica dello spazio e il confronto con l’architettura sono temi proposti –imposti quasi – fin da subito nella mostra a Museion, con un inizio di percorso che è già un manifesto. Il visitatore che entra al quarto piano, in ascensore o salendo le scale, si trova infatti la strada sbarrata da Yourway, 2012, un’installazione di circa 50 porte sovrapposte, che ostruisce la vista e ostacola il passaggio alla mostra, insomma l’esatto opposto di una doorway, un vano d’ingresso.
Mettere il visitatore a confronto diretto con la realtà senza rappresentarla, portandola direttamente nello spazio espositivo - elementi questi del lavoro di Lidén che emergono immediatamente nella grande installazione “Autostrada Café”: un paesaggio straniante, una serie di sculture composte da frammenti di manto stradale, che dominano lo spazio del quarto piano. Con quest’opera, realizzata attingendo al contesto urbano di Bolzano, Lidén porta letteralmente la strada nel museo, lo spazio pubblico in quello espositivo. Il gesto artistico, fisico, mette così in atto uno scambio particolare tra città e museo, ma soprattutto rompe quella relazione protetta tra interno e esterno, relazione tanto conclamata e limitata al contempo dalla trasparenza dell’architettura di Museion.
Per la mostra sono stati inoltre creati diversi poster painting: opere formate da strati di manifesti rimossi dalla strada e coperti da una superficie bianca, che li rende simili a pitture e rovescia la loro funzione originaria, portandoli a un grado zero di comunicazione. In questa serie di lavori, che attingono ai materiali urbani, rieccheggia l’eco dei Nouveau Réalisme degli anni ’60 e quindi delle opere di Mimmo Rotella e degli affichistes.
Per le sue opere Lidén parte sempre da un punto di contatto tra il suo corpo e lo spazio urbano. Non è un caso che nella nota fotografia Self Portrait with the Keys to the City, moderno autoritratto dell’artista con le chiavi della città, Lidén si sia raffigurata con pinze, chiavi inglesi, torce elettriche e altri utensili–insomma con l’armamentario necessario a esplorare, aprire e riscrivere le geografie degli spazi urbani. Una sorta di dichiarazione d’intenti, che trova espressione in diverse immagini in mostra. Diverse fotografie fermano infatti Lidén in azioni paradossali e posizioni inconsuete, in cui sta in piedi sul palo di un semaforo di Manhattan, come in Untitled (Bowery), o mentre esce e entra da un tombino, come in Untitled (Down) o mentre scruta l’orizzonte stando su un consunto palo di legno in un porto metropolitano, Untitled (Pier). L’amico artista John Kelsey ha definito Lidén una “Buster Keaton post-architettonica” – non si può immaginare definizione più calzante guardando i video in mostra in cui Lidén passeggia, balla, cade, si arrabbia con se stessa, si infila in un cestino della spazzatura, distrugge una bicicletta o si riappropria di una New York notturna con una camminata “lunare” alla Michael Jackson. I suoi movimenti mettono alla prova i suoi stessi limiti e quindi le costrizioni culturali che ci circondano, obbligandoci a ri-pensare le nostre idee e convinzioni di fondo nei confronti degli spazi domestici e pubblici.
Parafrasando un pensiero del filosofo Christoph Menke, Letizia Ragaglia, direttrice di Museion “L’istituzione dell’arte deve essere un’istituzione delle libertà, un’istituzione dell’esperienza.” e continua “con l’invito a Lidén la ricerca di Museion nell’interrogarsi sulla propria funzione e sulla riappropriazione degli spazi architettonici da parte dell’arte trova una nuova, dirompente apertura”.
Klara Lidén (Stoccolma, Svezia1979, vive tra Berlino e New York). Dal 2000 al 2004 ha frequentato la Facoltà di Architettura della Royal School of Technology di Stoccolma; nel 2003 l’Universität der Kunst di Berlino e dal 2004 al 2007 l’University College of Arts, Crafts, and Design di Stoccolma. Numerose collettive in Europa e negli USA; diverse personali , tra cui all’IMMA di Dublino (2013), al New Museum di New York (2012) così come al Moderna Museet di Stoccolma (2011) e alla Serpentine Gallery di Londra (2010). Nel 2009 era presente nel Padiglione dei Paesi Nordici della 53esima Biennale di Venezia, istituzione che le ha conferito una menzione speciale anche nell’edizione successiva del 2011. Nel 2012 Lidén era presente con due lavori nella mostra The New Public a Museion. Numerosi premi: Carnegie Art Award (2012), Blau Orange Kunstpreis (2010), Foundation for Contemporary Arts (2009) e Iaspis (2008). È presente con le sue opere nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, del Moderna Museet di Stoccolma e dell’Astrup Fearnley Museet for Moderne Kunst di Oslo.
In occasione della mostra di Klara Lidén a Museion verrà pubblicato un catalogo trilingue (ita/dt/eng) con testi di K8 Hardy, John Kelsey, Hans-Ulrich Obrist e Letizia Ragaglia, a cura di Museion, edito da Mousse Publishing.
Con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia a Roma.
Si ringrazia l’Autostrada del Brennero SpA.