Karina Chechik – Architetture di Luce

Torino - 26/10/2011 : 11/01/2012

La mostra consta di una quarantina di opere di grande e medio formato che raccontano di ambientazioni rurali, urbane o amene “rilette” dalla Chechik attraverso la luce di volte, torrioni, archi e rosoni di edifici e luoghi di forte carisma spirituale, capaci di firmare la perfetta adesione tra potere della materia e sapienza della spirito, tra forza incarnata dalla pietra e vertigine mistica.

Informazioni

Comunicato stampa

“UN PERCORSO ATTRAVERSO I SITI DELLO SPIRITO, NON NECESSARIAMENTE LUOGHI DI CULTO, MA ANCHE AMBIENTI NATURALI. UN’ ARCHITETTURA FATTA DI LUCE DOVE OGNI SINGOLA AREA VERDE, URBANA O EDIFICIO RITROVA PARTE DELLA DIMENSIONE DELL’ANIMA – RESPIRO UNIVERSALE.”



La Casa d’Arte San Lorenzo (PI) www.arte-sanlorenzo.it organizza a Torino la prima tappa italiana di “Architetture di Luce” rassegna di pitto-fotografie dell’artista argentina Karina Chechik www.karinachechik.com (Buenos Aires, 1966) presso l’affascinante cornice degli Infernotti del Museo del Design GH www.museodeldesign.it dal 26 ottobre 2011 all’11 gennaio 2012.





L’inaugurazione si terrà, unitamente a un happening, alla presenza dell’artista e dei curatori, mercoledì 26 ottobre ore 17 – 21 presso la sede dei sotterranei di Galliano Habitat in via Micca 12, Torino. L’esposizione è a cura di Roberto Milani e Monica Mantelli. Catalogo Zeta Scorpii Editore in 4 lingue in vendita. Infoline: 0571-43595.



Durante il mese di novembre vi saranno altri 2 focus sulla mostra, con la possibilità di incontrare Karina Chechik: sabato 5 novembre, ore 17:00 – 21:00, unitamente a una performance di tango -teatrodanza abbinata alle sue opere in occasione della NOTTE DELLE ARTI CONTEMPORANEE www.contemporarytorinopiemonte.it - e sabato 19 novembre, ore 17:00 – 21:00 affiancata alla COLLEZIONE – SFILATA “SCRUBBLE” della coreografa argentina Nome Wolfdorf www.noemiwolf.com



La mostra consta di una quarantina di opere di grande e medio formato che raccontano di ambientazioni rurali, urbane o amene “rilette” dalla Chechik attraverso la luce di volte, torrioni, archi e rosoni di edifici e luoghi di forte carisma spirituale, capaci di firmare la perfetta adesione tra potere della materia e sapienza della spirito, tra forza incarnata dalla pietra e vertigine mistica.



Tra le molte “tappe”, la geografia architettonica e paesaggistica trattata tocca Roma, Vercelli, New York, La Plata, Venezia, Parigi, Buenos Aires, Milano, Amsterdam, Sevilla (L'alhambra), Miami, e Paesi come la Finlandia, la Danimarca, il Messico, il Perù e la Grecia. Ma non poteva certo mancare un osservatorio privilegiato sull’anima mistica di Torino - con il suo Castello di Rivoli, Palazzo Madama, Santuario della Consolata, la Sinagoga Ebraica, la Basilica di Superga, il Museo di Arte Orientale, la Chiesa di San Lorenzo, la chiesa della Santa Sindone, il Convento dei Cappuccini e naturalmente la Sacra di San Michele.



Partita nello scorso mese di maggio dal Museo della Cattedrale di La Plata (Argentina), l’esposizione si sposterà - dopo la tappa torinese - a Roma, presso l’Istituto Studi Romani, prima di fare ritorno dall’altra parte dell’oceano dove sono previste altre due “fermate”: una presso il prestigioso Frost Museum di Miami e l’altra presso l’autorevole Museo Ebraico di Buenos Aires.







L’artista, di origine russa, nata e cresciuta in Argentina, oggi vive e lavora fra il Sud America, la Florida e l’Europa. “L’italia - spiega l’artista, “è come una mia seconda casa e sono contenta che il mio progetto abbia trovato immediato consenso in quelle che sono storicamente le due capitali della Nazione – Torino e Roma - città riconosciute internazionalmente come capitali spirituali d’Italia”.



Il progetto artistico è un vero proprio percorso attraverso quelli che sono i luoghi della spiritualità, non necessariamente individuabili in luoghi di culto, ma che possono anche essere rappresentati da ambienti naturali. Un’ architettura fatta di luce, un’idea legata al mondo della spiritualità, dove ogni singolo ritrova parte della sua dimensione ed ogni scorcio, in fondo, appartiene a chiunque.