Karin Andersen – Nous Autres. Noi Altri

Bergamo - 02/10/2015 : 04/03/2016

Traffic Gallery è felice di ospitare nei propri spazi Nous Autres – Studi teriografici sul divenire, nuova mostra personale dell'artista tedesca Karin Andersen a cura di Claudia Attimonelli e Vincenzo Valentino Susca.

Informazioni

Comunicato stampa

Traffic Gallery è felice di ospitare nei propri spazi Nous Autres – Studi teriografici sul divenire, nuova mostra personale dell'artista tedesca Karin Andersen a cura di Claudia Attimonelli e Vincenzo Valentino Susca.


Da sempre incentrata sulla nozione di teriomorfismo l'arte di Karin Andersen non conosce confini mediatici, spaziando dal disegno manuale fino alla sua manipolazione digitale, passando dalla video-animazione fino alla scultura. Non a caso il processo allestitivo della mostra prevede spazi in cui i disegni e le bozze divengono opere stesse proponendo una sorta di laboratorio inteso come luogo fisico in cui l'artista pensa e ricrea

Nous Autres – Noi Altri è una mostra nella quale l'apporto curatoriale è divenuto protagonista prima, durante e dopo il processo creativo dell'artista. Molti dei lavori digitali presenti sono stati difatto commissionati dai curatori per precedenti collaborazioni con la prestigiosa rivista parigina Les Cahiers européens de l’Imaginaire (Cnrs Paris), e per lo spettacolo teatrale Angelus Novissimus di Alain Béhar e Vincenzo Susca (2014).






E se gli estimatori della Andersen conoscono perfettamente le delizie del suo benchmark nutrito di esseri animali lungi dall’essere bestiali, essi verranno sorpresi – almeno apparentemente – da una nuova serie di lavori fotografici e di video-animazione intitolata Naughty Messy Nature, dove le immagini vengono elaborate tanto dai processi digitali quanto da vere muffe.




Citando i curatori Attimonelli e Susca, il cui testo critico invitiamo caldamente a leggere, possiamo affermare che, ”la galleria di creature forgiate dallo sguardo lucido e visionario dell’artista non è tanto un’esibizione di diversità, quanto un’interazione con l’alterità, uno stato del divenire nel quale ciascuno di noi quotidianamente si ritrova, molle e cedevole, anche solo per un istante, suo malgrado riconoscendovisi”.