Kandinskij, Goncharova, Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa

Vicenza - 04/10/2019 : 26/01/2020

In occasione dei vent’anni delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari di Vicenza apre al pubblico dal 5 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020 la mostra Kandinskij, Goncharova, Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa.

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Comunicato stampa

In occasione dei vent’anni delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari di Vicenza apre al pubblico dal 5 ottobre 2019 al 26 gennaio 2020 la mostra Kandinskij, Goncharova, Chagall. Sacro e bellezza nell’arte russa, un importante progetto espositivo che presenta un nucleo di diciannove preziose icone russe appartenenti alle collezioni d’arte di Intesa Sanpaolo accostato a quarantacinque capolavori di artisti russi di fine Ottocento e inizio Novecento provenienti dalla Galleria Tret’jakov di Mosca e da altri importanti musei della Russia, di Nizza e di Salonicco



L’esposizione, curata da Silvia Burini, Giuseppe Barbieri e Alessia Cavallaro, affronta un tema di rilevante spessore, quello dei rapporti tra la tradizione delle icone e i movimenti artistici che, tra Otto e Novecento, hanno radicalmente mutato il contesto russo influenzando definitivamente anche quello internazionale.

Attraverso le opere di Chagall, Kandinskij, Goncharova, Malevicˇ, Tatlin, Filonov, Kljun e di altri artisti russi di fine Ottocento primi Novecento viene dimostrato come l’arte moderna russa sia tornata ad attingere linfa vitale dalla spiritualità degli antichi modelli iconografici, la cui simbologia universale sa essere linguaggio anche della nuova sensibilità estetica delle Avanguardie.
Cover: Vasilij Kandinskij

(Mosca, 1866 – Neuilly-sur-Seine, 1944)

Destino (Muro rosso)
1909, Olio su tela, 84x118 cm

The Astrakhan State Art Gallery n.a. P.M. Dogadin

Vicenza parla russo. Alle Gallerie d’Italia

Palazzo Leoni Montanari, Vicenza ‒ fino al 26 gennaio 2020. C'è chi lo definisce “la casa delle icone”: lo splendido Palazzo Leoni Montanari, una delle sedi delle Gallerie d'Italia, ospita ora una mostra che affianca alcune di quelle preziose pitture russe con opere dell'Avanguardia, e ne mette in luce i punti in comune, che non sono affatto pochi.