José Manuel Ballester – Spazi nascosti

Roma - 27/09/2012 : 30/10/2012

Attraverso una serie di opere significative della storia dell’arte, Spazi nascosti. Il lavoro del Rinascimento Italiano scompone il lavoro dell’artista durante questo periodo.

Informazioni

  • Luogo: REAL ACADEMIA DE ESPANA
  • Indirizzo: Piazza San Pietro in Montorio, 3 00153 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 27/09/2012 - al 30/10/2012
  • Vernissage: 27/09/2012 ore 19
  • Autori: José Manuel Ballester
  • Generi: fotografia, personale

Comunicato stampa

Il Festival.

In occasione della XI edizione di FOTOGRAFIA, il Festival Internazionale di Roma coinvolge nuovamente l’intera Città e la sua rete di spazi pubblici e privati, con i quali da anni dialoga, costruendo un vero e proprio circuito a Roma dedicato alla fotografia contemporanea, con esposizioni inerenti al tema di quest’anno: il “lavoro”


Festival Internazionale di Roma arriva al 2012 con un progetto che ne conferma la crescita di prestigio ed il respiro internazionale, promuovendo la fotografia contemporanea nelle sue diverse forme e linguaggi e valorizzando i talenti emergenti con un interesse sempre più concreto per le produzioni originali.
Il tema indagato dalla XI edizione sarà il “lavoro”, parola chiave della storia della fotografia e di questi ultimi anni, reinterpretato mediante una grande attenzione alle differenze e ai cambiamenti dei linguaggi della fotografia e del lavoro contemporaneo. Il Festival, nella sua nuova versione MACRO, sceglie quindi un tema classico della fotografia documentaristica del Novecento e lo rilancia, con un ritorno alla centralità dell’uomo, facendo sua una sfida che coinvolga nuovi linguaggi e nuove narrazioni in fotografia

SPAZI NASCOSTI. Il lavoro del Rinascimento italiano

José Manuel Ballester, premio nazionale di fotografia 2010, presenta la mostra “Spazi Nascosti. Il lavoro del Rinascimento italiano”. Presso la sede dell’Accademia Reale di Spagna a Roma, un’occasione per rileggere il rinascimento italiano grazie ad una scelta delle opere di Botticelli, Fra Angelico, Guido Reni, Leonardo da Vinci , ecc trasformate da Jose Manuel Ballester che ci svela gli spazi nascosti.

Attraverso una serie di opere significative della storia dell’arte, Spazi nascosti. Il lavoro del Rinascimento Italiano scompone il lavoro dell’artista durante questo periodo. Un artista nuovo che si forma nelle botteghe in cui la produzione del lavoro è totalmente specializzata e suddivisa tra maestro, assistenti e apprendisti, con una organizzazione tal da influire sul risultato dell’opera stessa.
Più liberi dei loro predecessori gotici ma altrettanto sottomessi ad una serie di regole compositive, in cui l’uomo e le sue attività, si spostano verso il centro della composizione pittorica come una sorta di affermazione dell’idea dell’individuo unico e del suo realismo; lasciando la cornice di tutto questo come un palcoscenico relegato ad un piano secondario, frutto del lavoro di assistenti e di apprendisti, ossia i futuri maestri.
Con l’intervento di José Manuel Ballester, le opere sono spogliate dell’ attività umana, i personaggi e il loro lavoro spariscono, per cui si denuda inoltre l’idea rinascimentale della raffigurazione umana, personaggi riconoscibili per la loro attività e il loro status sociale.
Lo spazio che avvolgeva il tema principale riappare, non è più nascosto: è lo spazio che risulta dall’assenza della “fatica” umana. Questo esercizio di svuotamento consente una lettura nuova del mestiere del pittore rinascimentale, dei classici: una dissezione della loro opera, derubata dal loro protagonista sia nella bottega dell’artista che nel lavoro spirituale, che ci permette di confrontare e di avvicinarci all’osservazione off the record della cornice dove si svolgono queste scene e che si palesa come il nuovo protagonista.
Gli elementi principali che raccontano le storie contenute in ogni quadro sono spariti, per cui diventano rilevanti altri aspetti. Da una parte, le immagini trasformate possono dar luogo a varie interpretazioni da parte dello spettatore, dall’altra possono suggerire un confronto con le opere di artisti successivi, mettendo in risalto le loro intime connessioni. Questo esercizio lascia percepire la creazione come un grande ruscello che scorre attraverso il tempo e nutre e agisce sulla sua evoluzione.
Più info su: http://www.raer.it oppure http://accademiaspagnaroma.wordpress.com