Job Koelewijn – Every decision is a final refusal

Milano - 31/10/2017 : 31/03/2018

Come di consueto, ogni sei mesi il celebre locale di via Solferino incontra l’arte contemporanea in uno o più interventi murali concepiti appositamente per i suoi spazi, su invito del fondatore Brendan Becht.

Informazioni

  • Luogo: ZAZA' RAMEN
  • Indirizzo: Via Solferino, 48 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 31/10/2017 - al 31/03/2018
  • Vernissage: 31/10/2017
  • Autori: Job Koelewijn
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 12 - 15, 19 - 23

Comunicato stampa

Dal 31 ottobre 2017, Zazà Ramen noodle bar & restaurant presenta un progetto site-specific dell’artista olandese Job Koelewijn (1962, Spakenburg, Olanda).

Come di consueto, ogni sei mesi il celebre locale di via Solferino incontra l’arte contemporanea in uno o più interventi murali concepiti appositamente per i suoi spazi, su invito del fondatore Brendan Becht

Nato dal desiderio di far convivere in maniera inedita ma spontanea arte e cucina, l’appuntamento con la creatività accompagna Zazà Ramen dalla sua fondazione nel 2013, e ha visto succedersi artisti di fama internazionle quali Tobias Rehberger, David Tremlett, Kees de Goede, Jan van der Ploeg.

Per questo nuovo appuntamento di durata semestrale, Brendan Becht invita l’artista concettuale Job Koelewijn a realizzare uno dei suoi caratteristici “wall drawings”, disegni murali a grafite composti da aforismi e frasi letterarie. Create con maschere normografiche che muovendosi lentamente creano una sovrapposizione del testo, dando quindi la percezione di un’immagine in movimento, le scritte di Job Koelewijn sono quasi dei mantra esistenziali. Parole e immagini convergono nell’opera, invitando chi osserva a riflettere a sua volta sul contenuto del testo, come in questo caso “Every decision is a final refusal”, tratto dall’Ethica di Baruch Spinoza. A una prima lettura semplice e concisa, la contradditorietà della frase si manifesta col tempo e la sua ripetizione: più la si legge più diventa penetrante.

In continuità con quelli che l’hanno preceduto, il progetto di Job Koelewijn riempie gli spazi di Zazà Ramen e il tempo dei suoi clienti accompagnando silenziosamente, con discrezione ma stile. Esposta sulle pareti di un ristorante in un contesto non-convenzionale, l’arte contemporanea si apre così a nuove prospettive di fruizione e inedite interpretazioni. Non resta che provare uno degli ottimi ramen del locale e lasciare che le parole disegnate di Job Koelewijn entrino nel ritmo della vita quotidiana.

Job Koelewijn nasce nel 1962 a Spakenburg, Olanda. Vive e lavora ad Amsterdam. Dopo un grave incidente d’auto nel 1984 decide di approfondire la sua ricerca personale in ambito artistico. Il suo lavoro si basa sulla creazione di installazioni, fotografie, oggetti e multipli che stimolano l’uso di diversi sensi oltre alla vista, come l’udito e l’oflatto. È nota in questo senso la sua partecipazione nel 2001 alla Biennale di Venezia quando ha coperto Palazzo Ca’ Zenobio di polvere profumata per neonati. Job Koelewijn è anche profondamente influenzato dal testo e dalla poesia - in particolare Samuel Beckett e Dante -, e riferimenti letterari appaiono materialmente in sue numerose installazioni, dalle pagine o copertine di libri agli aforismi e citazioni letterarie murali. Nel 2008 il De Pont Museum di Tilburg gli ha dedicato un’importante retrospettiva intitolata Loco Motion.

Zazà Ramen noodle bar & restaurant nasce nel novembre 2013 a Milano in via Solferino 48 da un’idea di Brendan Becht e degli imprenditori giapponesi Kevin e Sumika Ageishi. Il nome deriva dal celebre Ispettore Zenigata, personaggio di Lupin III, ed è una metafora che con ironia richiama un prodotto giapponese popolare per il pubblico italiano. In questo caso il Ramen, qui riproposto in chiave autentica e con particolare attenzione agli ingredienti della gastronomia italiana.
Brendan Becht, nato in Olanda da una familgia di collezionisti d’arte contemporanea, iniza la sua carriera come chef al Connaught Hotel a Londra, spostandosi poi a Parigi con Pierre Hermé al Fauchon e con Alain Sendersens al Lucas Carton. Arriva poi a Milano per lavorare con Gualtiero Marchesi per specializzarsi infine in ristoranti Italiani in Giappone. Zazà Ramen è frutto della sua curiosità naturale e il suo senso estetico.