Jacopo Miliani – Male male malen

Milano - 31/05/2017 : 28/06/2017

Marsèlleria presenta Male Male Malen, mostra personale di Jacopo Miliani che si terrà nello spazio di via privata Rezia 2 dall’1 al 28 giugno, introdotta e inaugurata il 31 maggio da una performance nella sede di via Paullo 12/A, a partire dalle ore 19.

Informazioni

  • Luogo: MARSÈLLERIA
  • Indirizzo: via privata Rezia 2 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 31/05/2017 - al 28/06/2017
  • Vernissage: 31/05/2017 ore 19 - Performance - via Paullo, 12/A
  • Autori: Jacopo Miliani
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: 1 – 28 giugno 2017 - Solo show - via privata Rezia, 2 lun - ven 10 - 13 e 14 - 18, sab e dom su appuntamento

Comunicato stampa

Pittura maschio maschio.

“Ricordi i muri che avevo costruito?
Beh tesoro, stanno crollando e non resisteranno. Non faranno nemmeno rumore.” (Beyoncé Knowles, Ryan Tedder, E. Kidd Bogart)

“Lieber Maler” (Caro Pittore)… disse un pittore tedesco… “Male Mir” (dipingi per me)*… rendendo la pittura non semplicemente una visione, ma un gesto.


Marsèlleria presenta Male Male Malen, mostra personale di Jacopo Miliani che si terrà nello spazio di via privata Rezia 2 dall’1 al 28 giugno, introdotta e inaugurata il 31 maggio da una performance nella sede di via Paullo 12/A, a partire dalle ore 19



Il progetto espositivo di Jacopo Miliani cerca di tradurre un universo personale attraverso il mezzo pittorico, che viene affrontato per la prima volta, con estrema ironia, nella ricerca dell’artista. Elementi di pittura astratta, monocroma e anche figurativa saranno attivati da gesti e movimenti, la cui documentazione diventa parte stessa dell’opera.
Personaggi melanconici e assurdi legati a ricordi infantili (il mimo, il Pierrot, la geisha) entrano in collisione con un’aura semi-seria legata al contesto espositivo. Miliani coinvolge diversi performer e artisti, tra cui emerge, in una distorta logica freudiana, la figura della madre: Antonietta Federici Miliani, il cui tratto pittorico si contrappone alla concettualizzazione del figlio, mettendola in discussione.
La pittura come superficie esteriore, ma anche come gioco che racchiude all’interno una dimensione emozionale, in cui forse potersi rispecchiare o dove si rivela un nuovo volto.

Un caos a volte ordinato, a volte scomposto, che genera molte domande. Partendo dal titolo: “Male Male Malen” viene tradotto da Google Translator con “Pittura Maschio Maschio”. Ma anche in molti altri modi…dipende dalla lingua selezionata.
Che relazione c’è tra la traduzione, la pittura e la rappresentazione della mascolinità?

La mostra è accompagnata da testi di João Mourão e Luis Silva, Francesco Urbano Ragazzi e Sara Giannini.

*Lieber Maler, Male Mir è il titolo di una serie di dipinti di Martin Kippenberger datati all’inizio degli anni '80 e il titolo di una canzone di Gus Backus del 1968